venerdì 27 maggio 2011

La Pace con la P maiuscola



Il video qui sopra è tratto da TED (ed è sottotitolato anche in italiano). E' una stupenda testimonianza di cosa sia il rispetto del dolore, il vero coraggio e l'amicizia profonda. A dispetto di dove stava andando tutto il mondo, a dispetto dell'orrore, del rancore, del patriottismo esasperato e della paura alimentata ad arte (che ancora una volta hanno fatto da preludio all'ennesima guerra), queste due meravigliose donne, queste madri dolenti, hanno saputo incontrarsi e stringere un'amicizia. Il loro coraggio è stato tale da accettare di raccontarsi pubblicamente e condividere la loro preziosa storia col mondo intero.

E’ bello riuscire a ricordare che quel che tra due persone chiamiamo amicizia, tra tante si chiama Pace (e la P maiuscola non è un caso). E' pure giusto ricordarsi che...

...la guerra, al contrario, è solo la somma di errori ed orrori stratificati ed avviluppati l'uno sull'altro in dimensioni impareggiabili. Interessi corrotti, intelligenze ingannate e vite distrutte e stuprate in mille modi differenti: la guerra è l’inferno in terra. Peggio ancora, la guerra è solo una parola e le fiamme che smuove nell’animo di chi l’ascolta non bruceranno mai quanto quelle (reali) di ciò che rappresenta. Per questo motivo è facile che chi non l'ha mai vissuta tenda a sottovalutarla sistematicamente. La guerra è il peggior vizio dell'umanità. Per quanto titanica possa essere la sua depravata presenza, tuttavia, non ci potrà mai essere una guerra con la G maiuscola, ma solo una guerra più o meno vasta. Perché? Perchè la guerra è schifosa ed intollerabile in ogni sua forma e declinazione. Nulla in lei è grandezza. Nulla fuorchè le menzogne di cui si nutre e da cui viene mostruosamente congegnata, dirà qualcuno. La più classica di tutte le menzogne della guerra è quella di accusare i pacifisti di non avere soluzioni quando cadono le bombe. Il fatto è che quando cadono le bombe quelle soluzioni fintamente invocate dai guerrafondai sono state distrutte e calpestate da tempo e, di solito, vi ha provveduto proprio chi invoca la guerra come unica opzione possibile. Le menzogne tuttavia, per quanto enormi, non rendono le guerre grandi, ma solo uguali e persino banali nella loro patetica e meccanica stupidità. L'orrore ed il dolore forse sono enormi. No! Nemmeno quelli, perchè nella guerra orrore e dolore sono routine, anonima e disumana, che nelle statistiche perde il suo reale significato. Si può piangere sinceramente la perdita di un caro o di un'intera famiglia, ma non si potrà mai piangere completamente la perdita di 50 milioni di persone. Neppure i suoi due principali elementi riescono ad essere grandi nella guerra. La guerra è minuscola nell'anima e gigante solo negli effetti immediati, ma solo in quelli immediati, perchè subito dopo diviene storia e anche quelli sbiadiscono e rimpiccioliscono fino ad essere nulla. Il fedele alleato di oggi è il nemico mortale di domani e viceversa. La guerra è mortale e minuscola, come la punta di un coltello o l'inizio di un tumore.

La Pace, invece, la P maiuscola può avercela e come! Ce l'ha ogni volta che non è solo una pausa tattica tra un conflitto ed il successivo, ma una visione costruttiva e lungimirante. La pace ha la P maiuscola ogni volta che si riesce a comprendere l'enorme differenza che vi è tra l'essere nemici perchè i rispettivi schieramenti lo sono e l’essere amici nonostante i diversi schieramenti si odino senza neppure sospettare perché. La P maiuscola ce l'ha ogni volta che è scritta nei cuori e nelle menti delle persone comuni, anziché essere solo una controfirma pomposamente siglata da capi di stato oscenamente imbrattati del sangue altrui. La Pace è grande quando riesce a contenere nella suo enorme ventre tutte le religioni, le idee e le culture del mondo. La Pace ha la P maiuscola quando sa farsi amare ed ammirare, scoprendosi nei posti, nei modi e nelle persone più improbabili, quando riesce a sorprendere persino chi non credeva più di riuscirsi a sorprendere. La Pace ha la P maiuscola quando è consapevole del suo immenso valore, quando è festosa e multicolore e quando pensa al proprio futuro guardando negli occhi dei bambini e preoccupandosi di loro.

L’aspetto più triste della guerra è che la stragrande maggioranza dei guerrafondai è convinta che l’essere tali sia sintomo, se non di giustizia, per lo meno di forza e virilità. I tanti obiettori che, nel corso della storia, sono stati impiccati, fucilati od incarcerati (come, ad esempio, Muhammad Ali per il Vietnam) dovrebbero aiutare tutti a ricordare che il pacifismo non è solo bontà, è anche coraggio. Un grandissimo coraggio ed una grandissima forza! Perché se è vero che il combattente ha un nemico che potrebbe ucciderlo, l’obbiettore ne ha sempre almeno il doppio. Il pacifista, quindi, deve essere per forza il doppio più intelligente, coraggioso e forte. Forse battersi “semplicemente” per godersi la vita al meglio delle nostre umane possibilità potrà sembrare poca cosa per un guerrafondaio, ma anche una croce alla memoria può sembrare pochino per chi, rimasto a casa, deve trangugiare un’onorificenza consegnatagli da chi gli ha rubato un figlio, un marito o un fratello spedendolo in battaglia. Che dire poi di chi torna vivo e carico di gloria, ma alleggerito da una bomba di gambe, braccia o budella varie (per tacer del suo futuro)? Gli sembrerà un contrappeso sufficiente una stampella, un uncino od una sedia a rotelle? Basterà una medaglia in una scatola a consolarlo delle gioie perse per sempre?

L’onestà e la semplice intelligenza che albergano in ognuno di noi rendono evidente a chiunque che l’unico sangue che merita d’essere versato o fatto versare è quello che si versa all’AVIS e non certo in uno schifoso campo di battaglia!

Il Panda spera vivamente che nessuno pensi ad uno scherzo o peggio a del sarcasmo nel sentirgli dire che rivolge con sincerità tutto il suo affetto, le sue speranze e le sue benedizioni a quei deboli, tristi e patetici esseri che, accecati da un'idea d'eroismo demenziale ed intontiti da un patriottismo affaristico, ottuso ed untuoso, continuano a devastare il mondo a suon di cannonate. Ugualmente rivolge il suo affetto anche a tutti coloro che, assai meno convinti, partono ugualmente per la guerra a passo di papera (senza saper se torneranno né perché in realtà stanno partendo) e lo fanno per il tornaconto esclusivo di chi ce li ha mandati e resta comodamente seduto sulla sua poltrona a dettar ordini. Il Panda abbraccia fraternamente pure quei deboli e schifosi intelletti che, ammaliati da una presunta concretezza ed un realismo invero in loro inesistenti, in nome di quei falsi ideali si ostinano a propagandare la solita e vetusta “idea” secondo cui "la guerra è un male, sì, ma necessario". Il Panda volge un abbraccio sincero persino a quei disgustosi malati mentali che quella antica “idea” continuano a tenerla viva con ogni mezzo (e ne hanno tanti), solo per fare qualche milione di dollari in più, pur avendone miliardi ancora da spendere sul loro conto. Ovviamente, da parte sua, il Panda si rifiuta di continuare a chiamare “idea” quella che di fatto è una delle più vecchie e fetenti deiezioni mai defluite dallo sfintere della storia umana. "La guerra è un male, sì, ma necessario" non è un’idea, è un macello (nel senso letterale del termine s'intende). Il Panda perdona ed augura di cuore ogni bene anche a tutti quei pezzenti (flacidi ed ignoranti) che, per molto, molto, molto meno di quel che corrompe l'anima degli uomini di potere, accettano d’assemblare mine antiuomo (o altri aggeggi di tal fatta) per 8 ore o più al giorno. Bombe che ruberanno vite, gambe e sorrisi ai figli di qualcun altro. Figli in tutto e per tutto simili ai propri. Il Panda, nonostante la crudezza di linguaggio ostentata, non scherza affatto nel dire che a tutti questi fetenti lui rivolge il proprio affetto senza riserve. Pur disprezzando visceralmente ciò che fanno, pensano e dicono tutte queste disgustose nullità umane, infatti, il Panda è ben conscio che al mondo non potrà mai esservi la tanto agognata Pace (con la P maiuscola) finché non si riuscirà a convincere proprio loro che sia possibile ottenere la Pace con un abbraccio sincero anziché che con un missile intelligente del caz–bip-zo!

Il Panda tifa quindi per loro, perché essere pacifisti non vuol affatto dire essere contro i guerrafondai, ma essere contro la guerra. Il Panda non smetterà mai di apostrofare e criticare selvaggiamente i guerrafondai (perchè non v'è merito alcuno nell'esserlo), ma se vincerà il pacifismo dovrà per forza essere una vittoria di tutti, anche di quelli che oggi pacifisti non lo sono per nulla. Solo con la vittoria di tutti trionferà la Pace con la P maiuscola. Se invece continueranno a vincere i guerrafondai, prima o poi finiremo col distruggerci completamente e la sconfitta sarà di tutti (come d'altronde già avviene al termine d'ogni "ordinaria" guerra).
E' mai esistita una scelta più facile da fare?



Pace subito in Libia e in tutto il resto del mondo ed un saluto affettuoso a tutti dal Panda.

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