Visualizzazione post con etichetta Ugo Bardi. Mostra tutti i post
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venerdì 13 giugno 2014
Ugo Bardi - Extracted (video sottotitolato in italiano)
Video per la pubblicazione ufficiale di Extracted, l'ultimo libro di Ugo Bardi, nonché 33° rapporto del Club di Roma. L'originale lo trovate qui:
http://www.clubofrome.org/?p=7169
Buona visione (e lettura) a tutti dal Panda
giovedì 22 maggio 2014
Collasso globale e Colonie resilienti
Il vostro affezionato Panda, alias Alessandro Corradini, ha avuto recentemente l’enorme ed immeritato onore di veder pubblicato un suo articolo su “Effetto Risorse”, il blog del prof. Ugo Bardi. Si tratta di un’analisi sulle cause profonde del attuale collasso, ma anche su una possibile strategia d’uscita. Una strategia, quest’ultima, culturalmente aliena al pensiero dominante, ma razionalmente consistente. Una soluzione che ha l’ambizione di riscrivere il sistema economico dalle fondamenta più basilari.
Per chi fosse interessato, ecco il link per l’articolo in questione:
Collasso globale e Colonie resilienti.
Collasso globale e Colonie resilienti.
Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda
venerdì 28 febbraio 2014
"Effetto Cassandra" ha cambiato nome: ora si chiama "Effetto Risorse"
Notizia flash: Il blog del Professor Ugo Bardi, noto da anni a chiunque si interessa di argomenti come il picco del petrolio, i cambiamenti climatici, l'esaurimento delle risorse e molto altro ancora, ha cambiato nome. Non si chiamerà più “Effetto Cassandra”. D’ora in poi il nome sarà “Effetto Risorse”. Cambia solo la testata ma non l’indirizzo web ( http://ugobardi.blogspot.it/ ) e l’altissima qualità degli articoli che vi si possono leggere. Il vostro affezionato Panda coglie l’occasione per invitare tutti i lettori a leggere gli interessantissimi post che lì vi appaiono, per augurare fortuna al Professor Bardi e alla sua preziosa opera di divulgazione scientifica. Un augurio sentito anche a tutti coloro che fanno della propria consapevolezza e cultura personale un "arma" di Pace e di benessere per tutti.
Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda
Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda
sabato 26 ottobre 2013
"Science and the Future" di Torino, fra poco inizia l'evento
Avvicinandosi il giorno di inizio, il vostro affezionato Panda vi ricorda che tra il 28 ed il 31 ottobre, presso il Politecnico di Torino, si svolgerà un evento di grandissima importanza internazionale. Si tratta del convegno "Science and the Future - 'Futuri Impossibili, Probabili, desiderabili'". Tra i relatori italiani figurano personaggi del calibro di Luca Mercalli, Ugo Bardi, Andrea Fanelli e tantissimi altri ancora.
Il vostro affezionato Panda aveva già parlato in precedenza di questo evento (qui) e non a caso. Eventi di questo tipo meritano la massima attenzione. Oggi più che mai ed in Italia ancor di più. Fate giare la voce mi raccomando.
Per maggiori dettagli vi rimando al mio precedente post sull'argomento (qui) o meglio ancora al sito web del convegno (qui).
Buon futuro a tutti dal Panda
Il vostro affezionato Panda aveva già parlato in precedenza di questo evento (qui) e non a caso. Eventi di questo tipo meritano la massima attenzione. Oggi più che mai ed in Italia ancor di più. Fate giare la voce mi raccomando.
Per maggiori dettagli vi rimando al mio precedente post sull'argomento (qui) o meglio ancora al sito web del convegno (qui).
Buon futuro a tutti dal Panda
martedì 22 ottobre 2013
La crisi della civiltà
Grazie al bellissimo blog del Prof. Ugo Bardi ( Effetto Cassandra ), il vostro affezionato Panda ha potuto gustarsi il bellissimo documentario "La crisi della civiltà"(qui sopra). Nafeez Mossadeq Ahmed parla della crisi della civiltà. Il film è un documentario di Dean Puckett della durata di oltre un'ora, ma per citare lo stesso Bardi, “vale decisamente la pena di vederlo” (parere che il vostro Panda sottoscrive in pieno). I sottotitoli in italiano sono merito, anche questa volta, del mitico Massimiliano Rupalti. Ringrazio vivamente sia il Prof. Bardi sia il traduttore Rupalti per la loro instancabile e preziosissima opera di divulgazione.
Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda
sabato 12 ottobre 2013
Torino: Science and the Future - "Futuri Impossibili, Probabili, desiderabili"
Il vostro affezionato Panda vi segnala un evento di grandissima importanza internazionale che si terrà tra il 28 ed il 31 ottobre presso il Politecnico di Torino. Solo tra i relatori italiani figurano personaggi del calibro di Luca Mercalli e Ugo Bardi (tanto per citarne alcuni). Per chi può andare, quindi, il consiglio è di iscriversi e di andarci. Per chiunque, invece, il consiglio è quello di far circolare la voce il più possibile. Questi sono eventi che meritano la maggior attenzione possibile da parte di media e mondo politico ed imprenditoriale (per tacer del mondo della cultura e della società civile).
Citando il testo in modo letterale dal sito web dell'evento:
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Nel 1908 nasceva a Torino Aurelio Peccei, economista, manager e intellettuale che sollecitò una presa di coscienza dei limiti della crescita economica stabiliti dai vincoli fisici del Pianeta, e promosse il famoso rapporto “I limiti dello sviluppo”, elaborato dal MIT e pubblicato nel 1972.
A distanza di oltre 40 anni, la crisi economica mondiale rivela connessioni sempre più evidenti con la disponibilità di energia fossile, di risorse minerarie, sfruttamento della biomassa, degradazione dei suoli e instabilità produzione agricola, inquinamento e cambiamenti climatici.
Al tempo stesso la scienza ha fatto enormi progressi sulla conoscenza dei processi naturali accoppiati a quelli umani, giungendo alla conclusione che l’attuale Antropocene è il periodo geologico dove una sola specie – sette miliardi di Homo sapiens – ha preso il sopravvento sull’intera biosfera modificando a tassi mai prima sperimentati anche atmosfera, idrosfera, criosfera, litosfera.
I rischi di una drastica transizione del sistema terrestre a seguito di tale inedita pressione sono concreti ma purtroppo economia, politica e cultura umanistica non hanno ancora raccolto l’urgenza di confrontarsi con tali scenari e con l’immanenza dei vincoli fisici nel progetto dell’umanità dominato dalla sola logica del mercato, della crescita e della competitività: un futuro impossibile.
I cambiamenti in atto – dal clima alla biodiversità – delineano invece futuri probabili che possono minacciare la qualità della vita umana sull’intero pianeta per millenni.
Solo uno scatto coraggioso di evoluzione culturale che riporti il prelievo di risorse all’interno dei cicli biogeochimici terrestri potrà dirigerci verso il futuro desiderabile di una specie e di una società stabili e sostenibili.
Quattro giorni di discussione al Politecnico di Torino con alcuni rappresentanti di punta della ricerca internazionale vogliono essere occasione per fare emergere un dibattito concreto e sempre più necessario a tutti i livelli della scienza, della cultura e della politica.
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Programma
Il programma (aggiornato) può essere scaricato qui - La locandina del convegno può essere scaricata qui.
Il 24 Ottobre, al Circolo dei Lettori, Luca Mercalli terrà una conferenza dal titolo "Le Conclusioni del 5to Rapporto Mondiale: il futuro è sostenibile?".
Vedi qui per il programma direttamente dal sito di Science and The Future.
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Buon futuro a tutti dal Panda
Citando il testo in modo letterale dal sito web dell'evento:
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Nel 1908 nasceva a Torino Aurelio Peccei, economista, manager e intellettuale che sollecitò una presa di coscienza dei limiti della crescita economica stabiliti dai vincoli fisici del Pianeta, e promosse il famoso rapporto “I limiti dello sviluppo”, elaborato dal MIT e pubblicato nel 1972.
A distanza di oltre 40 anni, la crisi economica mondiale rivela connessioni sempre più evidenti con la disponibilità di energia fossile, di risorse minerarie, sfruttamento della biomassa, degradazione dei suoli e instabilità produzione agricola, inquinamento e cambiamenti climatici.
Al tempo stesso la scienza ha fatto enormi progressi sulla conoscenza dei processi naturali accoppiati a quelli umani, giungendo alla conclusione che l’attuale Antropocene è il periodo geologico dove una sola specie – sette miliardi di Homo sapiens – ha preso il sopravvento sull’intera biosfera modificando a tassi mai prima sperimentati anche atmosfera, idrosfera, criosfera, litosfera.
I rischi di una drastica transizione del sistema terrestre a seguito di tale inedita pressione sono concreti ma purtroppo economia, politica e cultura umanistica non hanno ancora raccolto l’urgenza di confrontarsi con tali scenari e con l’immanenza dei vincoli fisici nel progetto dell’umanità dominato dalla sola logica del mercato, della crescita e della competitività: un futuro impossibile.
I cambiamenti in atto – dal clima alla biodiversità – delineano invece futuri probabili che possono minacciare la qualità della vita umana sull’intero pianeta per millenni.
Solo uno scatto coraggioso di evoluzione culturale che riporti il prelievo di risorse all’interno dei cicli biogeochimici terrestri potrà dirigerci verso il futuro desiderabile di una specie e di una società stabili e sostenibili.
Quattro giorni di discussione al Politecnico di Torino con alcuni rappresentanti di punta della ricerca internazionale vogliono essere occasione per fare emergere un dibattito concreto e sempre più necessario a tutti i livelli della scienza, della cultura e della politica.
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Programma
Il programma (aggiornato) può essere scaricato qui - La locandina del convegno può essere scaricata qui.
Il 24 Ottobre, al Circolo dei Lettori, Luca Mercalli terrà una conferenza dal titolo "Le Conclusioni del 5to Rapporto Mondiale: il futuro è sostenibile?".
Vedi qui per il programma direttamente dal sito di Science and The Future.
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Buon futuro a tutti dal Panda
martedì 10 settembre 2013
Il disastro del ghiaccio artico
Video segnalato dal mitico Ugo Bardi.
Si tratta di una chiara rappresentazione grafica animata che mostra in modo evidente ed inequivocabile il netto declino del ghiaccio artico marino. Viene mostrato il volume minimo raggiunto ogni settembre a partire dal 1979.
Altro che ripresa del ghiaccio come tanto sbandierato da certi media!
Un saluto a tutti dal Panda
giovedì 27 giugno 2013
Il pianeta saccheggiato
Il Club di Roma, nell’ormai lontano 1972, commissionò al MIT un importante rapporto divenuto famoso (in Italia) col titolo de ‘I limiti dello sviluppo‘ (anche se sarebbe stato meglio tradurre il titolo originario con “I limiti della crescita”, ma lasciamo perdere). Quel rapporto, conosciuto anche come “Rapporto Meadows”, a distanza oltre 40 anni, si sta (purtroppo) rivelando incredibilmente profetico ed accurato, descrivendo egregiamente lo scenario e i macro-problemi in cui ci troviamo oggi. L'origine dei principali problemi che affliggono il presente e rendono il futuro immediato fosco quanto non mai, secondo l'accurata simulazione svolta nel '72 dal MIT trova un'ampia e precisa spiegazione: la pessima gestione delle risorse naturali del pianeta. Date le innumerevoli e gravissime implicazioni economiche e politiche, ‘I limiti dello sviluppo’ fu al centro di un vivo interesse seguito, subito dopo, da una sequela infinita di atroci critiche (e dico “atroci” nel senso che l’impressione fu ed è che chi le sollevò, per lo più, l’avesse fatto con l’unico intento di “ingannare” chi non avesse letto il rapporto e chi non fosse in grado di farlo).
Le critiche a 'I limiti dello sviluppo' sono continuate fino ad oggi. Il Club di Roma, da parte sua, ha continuato a studiare il problema delle risorse naturali e a produrre nuovi rapporti fino ad oggi. Quest’anno, il Club pubblica un nuovo rapporto dall’eloquente titolo: ‘Il pianeta saccheggiato’. A scriverlo, questa volta, è stato un nostro connazionale, il Prof. Ugo Bardi. Per chi desiderasse saperne di più, il vostro affezionato Panda consiglia quindi di leggere qui oppure qui (a cura dello stesso prof. Bardi).
Buon futuro a tutti dal Panda
Le critiche a 'I limiti dello sviluppo' sono continuate fino ad oggi. Il Club di Roma, da parte sua, ha continuato a studiare il problema delle risorse naturali e a produrre nuovi rapporti fino ad oggi. Quest’anno, il Club pubblica un nuovo rapporto dall’eloquente titolo: ‘Il pianeta saccheggiato’. A scriverlo, questa volta, è stato un nostro connazionale, il Prof. Ugo Bardi. Per chi desiderasse saperne di più, il vostro affezionato Panda consiglia quindi di leggere qui oppure qui (a cura dello stesso prof. Bardi).
Buon futuro a tutti dal Panda
domenica 9 dicembre 2012
L'auto elettrica su Rainews24
giovedì 6 dicembre 2012
Tecno-ottimismo, no grazie!
Può suonare strano che chi, come il vostro affezionato Panda, ha parlato tante volte della Singolarità Tecnologica, si palesi poi apertamente ostile al tecno-ottimismo. Per quanto strano e contraddittorio ciò possa apparire, tuttavia, tanto strano non è e neppure tanto contraddittorio. Sperare in una Singolarità Tecnologica benevola verso il genere umano e contemporaneamente proclamarsi ostili al tecno-ottimismo, infatti, è perfettamente coerente per il semplice fatto che il tecno-ottimismo non facilita in nulla e per nulla il progresso tecnologico, ma anzi lo ostacola fortemente. La contraddizione, quindi, in effetti c’è, ma è tutto interno alla posizione tecno-ottimista che a parole si professa fiduciosa nell’ingegno umano e nella tecnica, ma che nei fatti la ostacola costantemente ed instancabilmente. Questo atteggiamento ottusamente e ciecamente speranzoso, lungi dall’essere una manifestazione di razionalità scientista o di positività creatrice, è in realtà una delle punte di diamante della propaganda ultra-liberista generata dall’economia malata che sta devastando il pianeta intero. Professare una fiducia totalizzante nella potenza della scienza e della tecnica vuol dire disprezzarne le fondamenta, fatte di umiltà intellettuale e razionalità. La scienza e la tecnica, a differenza dei tecno-ottimisti, non si possono permettere per definizione di vedere solo ciò che vorrebbero fosse vero.
Il tecno-ottimismo è un atteggiamento assai diffuso nella nostra società. Un atteggiamento pericoloso che trae origine da precisi interessi economici. Per comprenderlo (e quindi evitarlo) bisogna quindi addentrarsi nella “psicologia” del mondo in versione ultra-liberal e iper-global. Vediamo…
Il tecno-ottimismo è un atteggiamento assai diffuso nella nostra società. Un atteggiamento pericoloso che trae origine da precisi interessi economici. Per comprenderlo (e quindi evitarlo) bisogna quindi addentrarsi nella “psicologia” del mondo in versione ultra-liberal e iper-global. Vediamo…
martedì 13 novembre 2012
La decrescita economica su RaiNews24 !
Ecco qui sopra il video della puntata de “L’INCHIESTA”, la trasmissione di Maurizio Torrealta andata in onda su RaiNews24 sabato 10/11/2012 (e in replica domenica 11). Un vero gioiello, più unico che raro nel mare magnum della televisione italiana. Finalmente una tv d’alta qualità che non solo si occupa di un tema tanto bistrattato come la decrescita economica, ma che lo fa con la partecipazione di grandi esperti nazionali quali Ugo Bardi, Maurizio Pallante, Debora Billi e Stefano Bartolini . Un’occasione ghiotta (e probabilmente irripetibile) per chi già conosce (ed apprezza) gli ospiti e il loro pensiero, ma anche per chi non li conosce e magari non ha mai nemmeno sentito parlare della decrescita oppure ne ha sempre sentito parlare in termini denigratori. Il vostro affezionato Panda fa i complimenti a tutti (ospiti e conduttore) e spera vivamente che questa bell’esperienza possa essere al più presto replicata. C’è un disperato bisogno di sensatezza economica (ora più che mai). Non se né può più di sentir parlare (per lo più a sproposito inoltre) di ripresa, ripresina e di spending review.
Buona visione e felice futuro a tutti dal Panda
lunedì 30 luglio 2012
Ogni Resistenza è Futile
Notizia flash: il prof. Ugo Bardi è un noto studioso e blogger che si occupa con molta competenza di temi quali il picco del petrolio, la depletion, i cambiamenti climatici, la disinformazione (in ambito scientifico) e le energie alternative. Tutti argomenti che interessano parecchio anche il vostro Panda. Sono quindi lieto di annunciarvi che il prof. Bardi ha appena dato vita ad un nuovo blog il cui titolo è già tutto un programma: "Ogni Resistenza è Futile". Di che si tratta? Citando alla lettera:
"Ogni Resistenza è Futile", a detta del suo stesso autore, promette di essere una raccolta di notizie (non commentate o commentate in modo telegrafico) il cui scopo preciso è quello di mettere in luce come “la situazione ci stia rapidamente sfuggendo di mano”. Un’occasione in più per i tanti fan del professore, ma anche per i tanti scettici che continuano ad illudersi che, dopo questa “crisi” e gli anni di incertezza, tutto tornerà come prima. Troppe persone, infatti, sono ancora convinte che l’economia mondiale, prima o poi, sarà in grado di ripartire, spiegando le sue poderose vele alla volta di una crescita economica infinita che nessun cambiamento climatico, crisi energetica o legge fisica potrà mai scalfire.
Dati i tremendi rischi che stiamo già correndo (e, cosa più grave, stiamo facendo correre a coloro verranno) , un po’ di sana disillusione non è solo auspicabile ma necessaria. Ben venga quindi “Ogni Resistenza è Futile”.
Un saluto al prof. Bardi e a tutti voi dal vostro affezionato Panda
“…è un blog dedicato alla stupidità autodistruttiva degli esseri umani, ovvero di come siamo incapaci di gestire i cambiamenti che noi stessi creiamo…”
"Ogni Resistenza è Futile", a detta del suo stesso autore, promette di essere una raccolta di notizie (non commentate o commentate in modo telegrafico) il cui scopo preciso è quello di mettere in luce come “la situazione ci stia rapidamente sfuggendo di mano”. Un’occasione in più per i tanti fan del professore, ma anche per i tanti scettici che continuano ad illudersi che, dopo questa “crisi” e gli anni di incertezza, tutto tornerà come prima. Troppe persone, infatti, sono ancora convinte che l’economia mondiale, prima o poi, sarà in grado di ripartire, spiegando le sue poderose vele alla volta di una crescita economica infinita che nessun cambiamento climatico, crisi energetica o legge fisica potrà mai scalfire.
Dati i tremendi rischi che stiamo già correndo (e, cosa più grave, stiamo facendo correre a coloro verranno) , un po’ di sana disillusione non è solo auspicabile ma necessaria. Ben venga quindi “Ogni Resistenza è Futile”.
Un saluto al prof. Bardi e a tutti voi dal vostro affezionato Panda
lunedì 23 luglio 2012
La diffamazione negazionista da una parte e divulgazione scientifica dall’altra
I negazionisti climatici sono sempre più a corto di argomenti. Questa è potrebbe essere interpretata da qualcuno come una bella notizia. Si sarebbe legittimati a credere che, in un dibattito civile, siano le argomentazioni ed i dati scientifici a valere, non le illazioni, gli insulti o le minacce. Sfortunatamente, nel mondo reale, quel presunto fair play parrebbe completamente assente. Fuori dall’ipocrisia e del circo propagandistico dei grandi mezzi di comunicazione di massa, gli attacchi a climatologi e scienziati che osano fare divulgazione (senza passare dal filtro censorio dei soliti poteri forti) hanno raggiunto livelli di inaccettabile barbarie.
A chi, con la clava, vorrebbe imporre il silenzio, si risponde in un unico modo: dando voce a colui che si vorrebbe ridotto al silenzio. In questo caso la sorte è toccata a Michael Mann, scienziato del clima sottoposto ad una grottesca campagna diffamatoria. Per chi volesse saperne di più ecco qui un bel articolo di Ugo Bardi, che di questo genere di attività di disinformazione scientifica si occupa da tempo. A lui e a Massimiliano Rupalti (che ha curato i sottotitoli in italiano del video qui sopra) vanno i ringraziamenti del Panda e a Michael Mann, ovviamente, la piena solidarietà.
Personalmente il vostro affezionato Panda crede che non possano esserci argomentazioni migliori di quelle portate proprio dai negazionisti (in questi frangenti) per mostrare l’assoluta malafede di chi, al di là di chiacchiere ed assurde illazioni, finisce sempre e comunque col difendere gli enormi interessi economici dei potentati di turno (idrocarburi, finanza ed armi).
Buona visione ed un saluto a voi tutti dal Panda
giovedì 15 marzo 2012
KiteGen 2012
Il prototipo industriale del KiteGen, il progetto di eolico d’alta quota più avanzato al mondo (e tutto italiano), ha finalmente preso il volo.
Per chi desidera saperne di più, il vostro affezionato Panda consiglia la lettura dell’articolo apparso qualche giorno fa su sito del Sole24ORE (qui) che riassume bene i concetti di base di questa brillante avventura tecnologica italiana. Ovviamente si possono trovare notizie interessanti anche sul sito della KiteGen stessa e su Wikipedia. Ovviamente non mancano nemmeno numerosi video sull’argomento (anche SuperQuark se ne era occupato nel 2010). Per chi non teme l’inglese ed i tecnicismi poi è imperdibile l’articolo apparso nel 2009 sul prestigioso TheOilDrum ad opera del prof. Ugo Bardi. Quest’ultimo articolo, benché ormai datato, rimane comunque molto interessante sia per le informazioni contenute nell’articolo stesso sia per le molte altre contenute nei numerosi commenti correlati).
Vicenda affascinante, ma anche deprimente quella del KiteGen. Affascinante dal punto di vista della sfida tecnologica e scientifica. Deprimente da parte dell’isolamento politico ed economico che, da sempre, l’Italia non lesina a nessuna delle sue eccellenze. Comunque sia, nonostante gli sgambetti di una burocrazia (che definire ottusa sarebbe limitativo e fin troppo gentile), nonostante le vane parole di una politica sempre più cialtrona ed inconcludente e nonostante l’assoluta latitanza di investitori di grande calibro (forse troppo occupati a speculare sulle fluttuazioni di borsa ed a quel che resta dell’economia reale), insomma, nonostante tutto e tutti, il vento sembra soffiare a gonfie vele sulle migliori speranze per una nuova ed ancor più agguerrita fonte energetica pulita. La fine del petrolio si avvicina sempre più, come la benzina a 2 euro e l’ira dei cittadini onesti.
Buon futuro a tutti dal Panda
martedì 11 ottobre 2011
Grazie Antonio Turiel !
Il vostro affezionato Panda lascia volentieri che sia ancora una volta il buon Antonio Turiel a parlare al posto suo. Se "Il messaggio in bottiglia di Antonio Turiel " vi era piaciuto, non perdetevi "Il perché di tanto spreco" pubblicato, nella sua bella traduzione in italiano, sull'intramontabile "Effetto Cassandra" del prof. Ugo Bardi.
Eccovi il link: http://ugobardi.blogspot.com/2011/10/il-perche-di-tanto-spreco.html
Buona lettura ed saluto a tutti dal Panda
Eccovi il link: http://ugobardi.blogspot.com/2011/10/il-perche-di-tanto-spreco.html
Buona lettura ed saluto a tutti dal Panda
sabato 3 settembre 2011
Il messaggio in bottiglia di Antonio Turiel
Immagine di Dasha Bondareva
Questo post (o per meglio dire quanto segue a questa breve premessa) non è opera del Panda, ma di Antonio Turiel (ricercatore dell’Istituto per le Scienze Marine di Barcellona). E' un articolo apparso su “The Oil crash” il 25 Agosto 2011 ed è stato tradotto dallo Spagnolo da Massimiliano Rupalti. Pandemica-mente si limita qui ad offrire il proprio piccolo contributo affinché questo importante messaggio possa attraversare l'oceano d'indifferenza che lo circonda. Il Panda coglie inoltre l'occasione per ringraziare ancora una volta il prof. Ugo Bardi, fonte inesauribile di riflessioni ed informazioni interessanti. Infine il vostro affezionato Panda invita voi tutti a collaborare nella diffusione, con ogni mezzo (voce, carta, mail, blog, facebook, ecc...), del messaggio in bottiglia del buon Antonio. Non è più tempo di negare, scappare, deprimersi o rinviare.
E’ tempo d’agire.
Buona lettura.
--- o ---
Caro lettore...
lunedì 1 agosto 2011
E-cat e Kite Gen: come vanno le cose?
Pandemica-mente si è già occupata in passato (qui) del fenomeno E-cat, la presunta invenzione di un dispositivo di produzione d’energia basata su una sorta di fusione a freddo. Il vostro affezionato Panda se n'era occupato tramite le osservazioni e le parole del prof. Ugo Bardi. Per dovere di cronaca, ora il vostro affezionato Panda segnala il seguito della vicenda (ancora aperta), invitando chi fosse interessato a leggere l’interessante artico (in italiano) direttamente dal blog del prof. Bardi (qui). Per ora, sfortunatamente, pare che le promesse mirabolanti dell’E-cat siano lungi dall’essere dimostrate. Anche se non si può ancora dire con certezza che ci si trovi d’innanzi all’ennesimo caso di truffa scientifica, i sospetti rimangono e si accrescono considerevolmente. L’avversione patologica alle critiche degli scettici, la mancanza di basi teoriche convincenti e soprattutto l’assenza di dati sperimentali consistenti e riproducibili non lasciano sperare per il meglio. Non resta che aspettare che la vicenda segua il suo corso e vedere se il futuro riserverà per l’E-cat ulteriori sorprese entusiasmanti oppure il finale sarà quello dei più scontati e deprimenti.
Se da un lato un’avventura tecnologica che aveva sollevato grandi speranze sembra volgere verso una delusione altrettanto profonda, un’altra vicenda (ben meno oscura) continua il suo cammino irto d’ostacoli senza cedimenti. Il riferimento in questo caso è al Kite Gen, l’innovativo e più avanzato progetto di eolico d’alta quota al mondo. Essendosene occupato ripetutamente in passato, sempre per dovere di cronaca, il Panda segnala a chi fosse interessato l’apertura al finanziamento privato e diffuso da parte della società promotrice del Kite Gen. Va purtroppo ricordato che, pur avendo vinto diversi premi e bandi di finanziamento pubblici, pur essendo apparso ripetutamente su stampa nazionale ed internazionale (specializzata e non), pur avendo ripetutamente attratto l’attenzione persino della tv generalista (compresa un’apparizioni su Superquark), pur rappresentando l’Italia all’expo universale di Shanghai, i soldi pubblici promessi a questo progetto non sono mai giunti a destinazione. Malauguratamente una palese indifferenza politica e un altrettanto palese ostracismo burocratico non sono stati altrettanto latitanti. Lungi dal voler fornire qualsivoglia consiglio finanziario, quindi, il Panda ritiene doveroso informare dell’appello ai piccoli risparmiatori lanciato dai promotori del Kite Gen, per rimarcare che in Italia c’è chi non si arrende o rassegna ai ben noti ed evidenti difetti dell’Italia d’oggi. C’è chi porta avanti grandi innovazioni, innovazioni senza confronti al mondo. A queste realtà e persone il Panda, nel limite delle sue misere possibilità, vuol far sentire tutta la sua ammirazione, solidarietà ed il sostegno che meritano. Resistere è possibile, agire pure.
Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda
Se da un lato un’avventura tecnologica che aveva sollevato grandi speranze sembra volgere verso una delusione altrettanto profonda, un’altra vicenda (ben meno oscura) continua il suo cammino irto d’ostacoli senza cedimenti. Il riferimento in questo caso è al Kite Gen, l’innovativo e più avanzato progetto di eolico d’alta quota al mondo. Essendosene occupato ripetutamente in passato, sempre per dovere di cronaca, il Panda segnala a chi fosse interessato l’apertura al finanziamento privato e diffuso da parte della società promotrice del Kite Gen. Va purtroppo ricordato che, pur avendo vinto diversi premi e bandi di finanziamento pubblici, pur essendo apparso ripetutamente su stampa nazionale ed internazionale (specializzata e non), pur avendo ripetutamente attratto l’attenzione persino della tv generalista (compresa un’apparizioni su Superquark), pur rappresentando l’Italia all’expo universale di Shanghai, i soldi pubblici promessi a questo progetto non sono mai giunti a destinazione. Malauguratamente una palese indifferenza politica e un altrettanto palese ostracismo burocratico non sono stati altrettanto latitanti. Lungi dal voler fornire qualsivoglia consiglio finanziario, quindi, il Panda ritiene doveroso informare dell’appello ai piccoli risparmiatori lanciato dai promotori del Kite Gen, per rimarcare che in Italia c’è chi non si arrende o rassegna ai ben noti ed evidenti difetti dell’Italia d’oggi. C’è chi porta avanti grandi innovazioni, innovazioni senza confronti al mondo. A queste realtà e persone il Panda, nel limite delle sue misere possibilità, vuol far sentire tutta la sua ammirazione, solidarietà ed il sostegno che meritano. Resistere è possibile, agire pure.
Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda
mercoledì 29 giugno 2011
I "Limiti dello Sviluppo" Reloaded by Ugo Bardi
Il vostro affezionato Panda non nasconde certo la sua profonda ammirazione per il prof. Ugo Bardi (presidente dell'ASPO Italia). Con l'uscita della sua ultima fatica letteraria, il Panda coglie l'occasione per ringraziarlo pubblicamente per l'impareggiabile opera di divulgazione che il professore porta avanti da anni con intelligenza e pazienza. Per non limitare però tale sentimento alle mere congratulazioni, il Panda preferisce invitare tutti alla lettura della traduzione in italiano del primo capitolo del suo ultimo libro “The Limits to Growth Revisited” direttamente sul blog dell'autore: qui.
L'opera del prof. Bardi è un'attenta rivisitazione della storia del prestigioso e contestatissimo libro noto in Italia come “I Limiti dello Sviluppo” pubblicato nel 1972 (per maggiori informazioni vedi qui). Un'opera il cui valore, oggi più che mai, andrebbe riaffermato con forza e chi meglio del prof. Bardi può riuscirvi?
Per chi già conosce il professore e le sue idee è un'occasione da non perdere, per chi finora non ha avuto la fortuna ancor più.
Buona lettura a tutti dal Panda.
L'opera del prof. Bardi è un'attenta rivisitazione della storia del prestigioso e contestatissimo libro noto in Italia come “I Limiti dello Sviluppo” pubblicato nel 1972 (per maggiori informazioni vedi qui). Un'opera il cui valore, oggi più che mai, andrebbe riaffermato con forza e chi meglio del prof. Bardi può riuscirvi?
Per chi già conosce il professore e le sue idee è un'occasione da non perdere, per chi finora non ha avuto la fortuna ancor più.
Buona lettura a tutti dal Panda.
martedì 31 maggio 2011
Ugo Bardi parla del E. catalyzer su TOD (traduzione in italiano)
Premesso che le competenze del Panda come fisico e/o traduttore sono di fatto nulle, qui sotto potete, ciò non di meno, trovare una sua traduzione in italiano di un interessantissimo articolo del Presidente di Aspo Italia, il prof. Ugo Bardi. L'articolo riguarda il caso del "E. catalyzer" (o "E-Cat" o "Energy catalyzer" che dir si voglia). Per chi non lo sapesse, l’E-cat sarebbe una sorta di “fusione fredda” all’italiana che, dal punto di vista energetico, prometterebbe (il condizionale è d'obbligo) miracoli e che, di recente, ha attirato su di sè una discreta attenzione mediatica (vedi, ad esempio, il documentario ad esso dedicato di Rainews, qui). L’articolo del prof. Bardi, nella sua versione originale (in inglese) è apparso niente meno che su The Oil Drum che è un punto di riferimento assai prestigioso per chiunque si interessi del Picco del petrolio e delle sue implicazioni. Per questo motivo il Panda invita chiunque fosse interessato a visionare l’originale (qui). Conviene inoltre rifarsi all'originale poichè la traduzione del Panda vuol solamente essere una facilitazione per chi fosse interessato a farsi rapidamente un’idea, ma, soprattutto, perché nell’articolo originale, come fatto notare anche da Pietro Cambi di Crisis (vedi qui), sono riportati anche tutti i i brillanti ed interessanti commenti scaturiti dalla discussione dell’articolo del prof. Ugo Bardi.
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Nel 1989, durante la mania dell’annuncio della "fusione fredda" da parte di Martin Fleischmann e Stanley Pons, un mio collega mi ha raccontato la teoria che aveva sviluppato. Si è basava sulla meccanica quantistica, disse, e avrebbe spiegato tutto ciò che era stato osservato nella fusione a freddo sulla base di un parametro regolabile.
Ahimè, nell’universo reale i parametri non possono essere regolati a piacimento, come nella memoria di un computer. La fusione fredda si rilevò difficile da raggiungere, io stesso trascorsi alcuni mesi a quell’epoca con un aggeggio fatto in casa che avrebbe dovuto produrrla; alla ricerca di atomi di elio che si sarebbero dovuti crere. Non ne ho trovato nessuno e non fui l'unico che rimase deluso. A quel tempo, praticamente tutti coloro che avevano a disposizione un laboratorio di fisica o chimica tentarono. Ma nessuno potè riprodurre le affermazioni circa una fusione che si svolga in una cella elettrochimica, nemmeno gli autori degli stessi delle affermazioni. Così, l'idea della fusione fredda si estinse rapidamente; sopravvivendo per lo più nei sogni di "suonati" e teorici della cospirazione. Pochi scienziati seri continuano a lavorare su di essa; ci sono stati più rivendicazioni lungo il corso degli anni ed è stato coniato un nuovo termine "LENR" (reazioni nucleari a bassa energia) per descrivere il campo. Tuttavia, dopo più di 20 anni, sembra chiaro che non è possibile ottenere energia utile dall’infarcire di atomi di deuterio il palladio, come Fleischmann e Pons avevano cercato di fare.
Quindi, sembrerebbe che la fusione fredda come mezzo di produrre energia sia una cosa fatta della stessa materia di cui son fatti i sogni. Quella fu la mia conclusione dopo averci lavorato su ed il motivo della mia reazione iniziale di totale incredulità quando ho sentito per la prima volta delle affermazioni del raggimento proprio di quel sogno da parte di due ricercatori italiani, Andrea Rossi e Sergio Focardi. Eppure, in fisica non esistono certezze assolute: ogni cosa nota può essere smentita e, alla fine, è la realtà sperimentale che conta. Così, ho notato che Rossi e Focardi, a differenza di Pons e Fleischmann, sembrano essere in grado di riprodurre il loro risultato, stando a diversi resoconti che sembrano affidabili. Poi, un amico e un mio collega è andato a visitare Focardi. Il mio amico non è una persona facile da ingare e andò lì, pronto a sfatare l’inganno. Tornò piuttosto perplesso, dicendo qualcosa come: "Beh, ci può essere qualcosa in questa storia."
Quindi, cosa sta succedendo? Abbiamo davvero fatto un enorme passo in avanti nella nostra ricerca di una forma pulita ed abbondante di energia? La fusione nucleare, dopo tutto, è un’ordinaria realtà fisica - può essere fatta accadere in laboratorio in una varietà di modi e non solo con la gigantesca macchina del progetto "ITER", che tenta di riprodurre la reazione che avviene nel Sole. Un altro tipo di fusione è ben conosciuto e quasi commerciale: si tratta della versione in cui un nucleo di boro ed uno di idrogeno reagiscono per formare tre nuclei di elio in un plasma ad alta energia. Questo sistema va sotto il nome di fusione "plasma focus". Potrebbe essere usato per generare raggi X molli, o neutroni quando il deuterio è usato al posto di idrogeno. Ma può essere usato per produrre energia? Alcune persone sostengono che si può, ma certamente deve essere difficile perché la tecnologia è stata inventata negli anni ‘60 e finora nessun prototipo di produzione di energia sembra essere in giro.
Eppure, la tecnologia del "focus plasma" può essere il prototipo di una diversa classe di macchine per la fusione che non tentano di fondere insieme gli isotopi di idrogeno. Esse, piuttosto, tentano di fondere protoni (nuclei di idrogeno) con nuclei più pesanti. Il boro è la scelta del focus plasma, ma ci sono altre possibilità. Quel che Rossi e Focardi hanno affermato è di essere stati in grado di fondere un protone con un nucleo di nichel. E 'una reazione che potrebbe, infatti, produrre grandi quantità di energia. Il problema con questa idea è che vi è un’enorme barriera elettrostatica che impedisce al protone con carica positiva di entrare nel nucleo con carica positiva di nichel (o altro). Il superamento di queste barriere elettrostatiche in un dispositivo pratico, di solito, richiede l'uso di plasmi ad alta energia che hanno bisogno di molta più energia per essere creati e sostenuti di quella che può essere ottenuta dalla fusione. Eppure, se fosse possibile ridurre questo potenziale usando qualche tipo di "catalizzatore nucleare", allora si potrebbe ricavare la fusione come fonte di energia. Si può fare e, infatti, è stato fatto utilizzando particelle esotiche conosciute come "muoni", che agiscono come catalizzatori. Si tratta di un processo estremamente complesso che richiede molta energia per essere creato e mantenuto. Tuttavia, dimostra almeno che la "catalisi nucleare" è possibile.
Questo è ciò che Rossi e Focardi hanno affermato di essere stati in grado di fare con il loro dispositivo che hanno chiamato " Energy Catalyser ". Loro non sostengono di stare utilizzando i muoni, ma, in qualche modo, essi affermano di essere stati in grado di attivare e mantenere la reazione nucleare dell’idrogeno con il nichel, fornendo molta meno energia rispetto alla reazione poi genera. Essi sostengono che l'EROEI del dispositivo potrebbe essere all’incirca 30 o anche più grande, una volta che l'energia termica generata dalla reazione sia convertita in energia elettrica.
Quindi, abbiamo scoperto il trucco magico per ottenere energia abbondante e pulita? La gente potrebbe tornare a parlare di energia elettrica "troppo a buon mercato", come nel periodo di massimo splendore dell’energia nucleare? Forse, ma è troppo presto per dirlo. Ci sono molti dettagli che proprio non vanno d’accordo nelle affermazioni di Rossi e Focardi (vedi, ad esempio, l'articolo di Kjell Aleklett citato sotto). Se dobbiamo conciliare il concetto del energy catalyser con ciò che sappiamo della fisica nucleare, dobbiamo pensare a qualche fenomeno veramente esotico che si svolge in camera di reazione. In fisica, i regna l’esperimento, ma la possibilità di un errore sperimentale è sempre presente. Ecco perché nessuna dichiarazione può essere considerata come convalidata finché l'esperimento relativo è riprodotto in modo indipendente. Ciò richiederà del tempo, non si può fare fisica in fretta, ma alla fine lo sapremo.
Alcuni riferimenti sul “Energy Catalyser”
L'articolo di Kjell Aleklett:
http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/
Wikipedia ha una buona pagina sulla vicenda: http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer
Ulteriori informazioni
http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html
http://peswiki.com/index.php/Directory:Andrea_A._Rossi_Cold_Fusion_Generator
http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3111124.ece
http://www.journal-of-nuclear-physics.com/
http://www.express.gr/news/business/434458oz_20110316434458.php3
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Un ringraziamento sentito al prof. Ugo Bardi per la sua gentilezza e disponibilità ed un salutone a tutti dal Panda.
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Il ritorno della fusione fredda?
Nel 1989, durante la mania dell’annuncio della "fusione fredda" da parte di Martin Fleischmann e Stanley Pons, un mio collega mi ha raccontato la teoria che aveva sviluppato. Si è basava sulla meccanica quantistica, disse, e avrebbe spiegato tutto ciò che era stato osservato nella fusione a freddo sulla base di un parametro regolabile.
Ahimè, nell’universo reale i parametri non possono essere regolati a piacimento, come nella memoria di un computer. La fusione fredda si rilevò difficile da raggiungere, io stesso trascorsi alcuni mesi a quell’epoca con un aggeggio fatto in casa che avrebbe dovuto produrrla; alla ricerca di atomi di elio che si sarebbero dovuti crere. Non ne ho trovato nessuno e non fui l'unico che rimase deluso. A quel tempo, praticamente tutti coloro che avevano a disposizione un laboratorio di fisica o chimica tentarono. Ma nessuno potè riprodurre le affermazioni circa una fusione che si svolga in una cella elettrochimica, nemmeno gli autori degli stessi delle affermazioni. Così, l'idea della fusione fredda si estinse rapidamente; sopravvivendo per lo più nei sogni di "suonati" e teorici della cospirazione. Pochi scienziati seri continuano a lavorare su di essa; ci sono stati più rivendicazioni lungo il corso degli anni ed è stato coniato un nuovo termine "LENR" (reazioni nucleari a bassa energia) per descrivere il campo. Tuttavia, dopo più di 20 anni, sembra chiaro che non è possibile ottenere energia utile dall’infarcire di atomi di deuterio il palladio, come Fleischmann e Pons avevano cercato di fare.
Quindi, sembrerebbe che la fusione fredda come mezzo di produrre energia sia una cosa fatta della stessa materia di cui son fatti i sogni. Quella fu la mia conclusione dopo averci lavorato su ed il motivo della mia reazione iniziale di totale incredulità quando ho sentito per la prima volta delle affermazioni del raggimento proprio di quel sogno da parte di due ricercatori italiani, Andrea Rossi e Sergio Focardi. Eppure, in fisica non esistono certezze assolute: ogni cosa nota può essere smentita e, alla fine, è la realtà sperimentale che conta. Così, ho notato che Rossi e Focardi, a differenza di Pons e Fleischmann, sembrano essere in grado di riprodurre il loro risultato, stando a diversi resoconti che sembrano affidabili. Poi, un amico e un mio collega è andato a visitare Focardi. Il mio amico non è una persona facile da ingare e andò lì, pronto a sfatare l’inganno. Tornò piuttosto perplesso, dicendo qualcosa come: "Beh, ci può essere qualcosa in questa storia."
Quindi, cosa sta succedendo? Abbiamo davvero fatto un enorme passo in avanti nella nostra ricerca di una forma pulita ed abbondante di energia? La fusione nucleare, dopo tutto, è un’ordinaria realtà fisica - può essere fatta accadere in laboratorio in una varietà di modi e non solo con la gigantesca macchina del progetto "ITER", che tenta di riprodurre la reazione che avviene nel Sole. Un altro tipo di fusione è ben conosciuto e quasi commerciale: si tratta della versione in cui un nucleo di boro ed uno di idrogeno reagiscono per formare tre nuclei di elio in un plasma ad alta energia. Questo sistema va sotto il nome di fusione "plasma focus". Potrebbe essere usato per generare raggi X molli, o neutroni quando il deuterio è usato al posto di idrogeno. Ma può essere usato per produrre energia? Alcune persone sostengono che si può, ma certamente deve essere difficile perché la tecnologia è stata inventata negli anni ‘60 e finora nessun prototipo di produzione di energia sembra essere in giro.
Eppure, la tecnologia del "focus plasma" può essere il prototipo di una diversa classe di macchine per la fusione che non tentano di fondere insieme gli isotopi di idrogeno. Esse, piuttosto, tentano di fondere protoni (nuclei di idrogeno) con nuclei più pesanti. Il boro è la scelta del focus plasma, ma ci sono altre possibilità. Quel che Rossi e Focardi hanno affermato è di essere stati in grado di fondere un protone con un nucleo di nichel. E 'una reazione che potrebbe, infatti, produrre grandi quantità di energia. Il problema con questa idea è che vi è un’enorme barriera elettrostatica che impedisce al protone con carica positiva di entrare nel nucleo con carica positiva di nichel (o altro). Il superamento di queste barriere elettrostatiche in un dispositivo pratico, di solito, richiede l'uso di plasmi ad alta energia che hanno bisogno di molta più energia per essere creati e sostenuti di quella che può essere ottenuta dalla fusione. Eppure, se fosse possibile ridurre questo potenziale usando qualche tipo di "catalizzatore nucleare", allora si potrebbe ricavare la fusione come fonte di energia. Si può fare e, infatti, è stato fatto utilizzando particelle esotiche conosciute come "muoni", che agiscono come catalizzatori. Si tratta di un processo estremamente complesso che richiede molta energia per essere creato e mantenuto. Tuttavia, dimostra almeno che la "catalisi nucleare" è possibile.
Questo è ciò che Rossi e Focardi hanno affermato di essere stati in grado di fare con il loro dispositivo che hanno chiamato " Energy Catalyser ". Loro non sostengono di stare utilizzando i muoni, ma, in qualche modo, essi affermano di essere stati in grado di attivare e mantenere la reazione nucleare dell’idrogeno con il nichel, fornendo molta meno energia rispetto alla reazione poi genera. Essi sostengono che l'EROEI del dispositivo potrebbe essere all’incirca 30 o anche più grande, una volta che l'energia termica generata dalla reazione sia convertita in energia elettrica.
Quindi, abbiamo scoperto il trucco magico per ottenere energia abbondante e pulita? La gente potrebbe tornare a parlare di energia elettrica "troppo a buon mercato", come nel periodo di massimo splendore dell’energia nucleare? Forse, ma è troppo presto per dirlo. Ci sono molti dettagli che proprio non vanno d’accordo nelle affermazioni di Rossi e Focardi (vedi, ad esempio, l'articolo di Kjell Aleklett citato sotto). Se dobbiamo conciliare il concetto del energy catalyser con ciò che sappiamo della fisica nucleare, dobbiamo pensare a qualche fenomeno veramente esotico che si svolge in camera di reazione. In fisica, i regna l’esperimento, ma la possibilità di un errore sperimentale è sempre presente. Ecco perché nessuna dichiarazione può essere considerata come convalidata finché l'esperimento relativo è riprodotto in modo indipendente. Ciò richiederà del tempo, non si può fare fisica in fretta, ma alla fine lo sapremo.
L'articolo di Kjell Aleklett:
http://aleklett.wordpress.com/2011/04/11/rossi-energy-catalyst-a-big-hoax-or-new-physics/
Wikipedia ha una buona pagina sulla vicenda: http://en.wikipedia.org/wiki/Energy_Catalyzer
Ulteriori informazioni
http://www.physorg.com/news/2011-01-italian-scientists-cold-fusion-video.html
http://peswiki.com/index.php/Directory:Andrea_A._Rossi_Cold_Fusion_Generator
http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3111124.ece
http://www.journal-of-nuclear-physics.com/
http://www.express.gr/news/business/434458oz_20110316434458.php3
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Un ringraziamento sentito al prof. Ugo Bardi per la sua gentilezza e disponibilità ed un salutone a tutti dal Panda.
giovedì 10 febbraio 2011
Kite gen: riservatezza e sostegno
Molti di voi avranno notato la scarsità di notizie circa l’avanzamento dei lavori del primo Kitegen Stem (il prototipo tutto italiano sull’eolico d’alta quota). Il vostro affezionato Panda riconosce la saggezza di tale avara politica informativa. Allo stato attuale, infatti, creare aspettative eccessive oppure informare costantemente di tutte le difficoltà che la KiteGen, come tante altre aziende innovative, è costretta ad affrontare (soprattutto operando in Italia) potrebbe rivelarsi assai pericoloso. I rischi sono quelli soliti: la possibilità di mostrare il fianco ai “liberi opinionisti” tanto sensibili alle istanze di lobby avverse. Finché si parla di progetti e di tecnologie futuribili, i mass-media tradizionali fingono compiacenza e curiosità, ma quando ci si avvicina alla concretizzazione di alternative alle fonti tradizionali d’energia, i mezzi di disinformazione di massa non mancano di far sentire il loro dissenso.
La disinformazione scientifica oggi è una vera è propria scienza. La disinformazione scientifica, giochi di parole a parte, è oggi ampliamente applicata e massicciamente finanziata. Nessun settore è immune: si va dalla climatologia (vedi qui), alla geologia, alla farmaceutica, ecc...
Una volta al servizio di governi, oggi i professionisti della disinformazione sono al soldo delle grandi lobby private, ossia del dio denaro, la cui fame di se stesso mai avrà fine.
Dato che ormai siamo all’assemblaggio del primo strumento che potrebbe essere in grado di sfruttare i potenti e costanti venti d’alta quota, la prudenza è d’obbligo. La riservatezza su un progetto tanto avanzato ed innovativo, inoltre, si spiega con la necessità sacrosanta da parte di una società privata di tutelarsi dai propri concorrenti. Benché il progetto del Kitegen Stem sia il più avanzato sul fronte dell’eolico d’alta quota, non è certo l’unico. In un periodo di prezzi costantemente alti sia per i combustibili fossili sia per quelli fissili, l’attenzione a qualsiasi altra fonte di energia è alquanto cresciuta.
Se le informazioni sul Kitegen Stem scarseggiano per buoni motivi, quello che non dovrebbe mai venire meno è l’appoggio e l’attenzione della società civile a progetti tanto meritori. Se noi tutti riusciremo ad affrontare (ed almeno in parte sconfiggere) le enormi sfide che il futuro ci pone, sarà infatti solo grazie a quei pionieri che, affrontando le molte difficoltà poste dal caso o dalla malizia umana, osano volare alto nonostante il rischio di cadere. A loro e a chi li sostiene va l’eterna gratitudine del Panda. D’altra parte chi vuol sfruttare i venti d’alta quota senz’altro deve volare altissimo.
Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda.
P.S. - Qualche utile ed attendibile informazione sul Kitegen Stem è sempre possibile ricavarla da quell'autentica miniera di informazioni preziose che è il professor Ugo Bardi (vedi qui).
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