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lunedì 6 ottobre 2014

Non ci sono più le mappe di una volta



Non ci sono più le mappe di una volta! E "per fortuna" verrebbe da dire. Le mappe elettroniche fanno miracoli, ma alcune sono meglio di altre sotto diversi punti di vista. Non ci credete? Allora guardate il video qui sopra.

Per chi volesse saperne di più: OpenStreetMap.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 9 gennaio 2014

Burocrazia sexy!



Certo, le parole “burocrazia” e “sexy” sembrano proprio inconciliabili... ma è proprio proprio per questo motivo, per abbandonare questo vecchio, diffuso ed inutile punto di vista (ed abbracciarne quindi uno più costruttivo), che il vostro affezionato Panda vi propone oggi questo interessante Ted Talks (sottotitolato in italiano). “L’unione fa la forza” è un proverbio destinato ad avere un lungo futuro nell’era (e grazie all’era) digitale. Persino in campi dalla fama poco sfavillante (almeno fino ad ora) come la burocrazia!

Cambiare la critica rancorosa e fine a sè stessa con un attivismo condiviso e divertito può veramente cambiare le cose e non solo la burocrazia. Anche solo la burocrazia sarebbe già un bel successo, no?


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

martedì 29 ottobre 2013

Le menti ai margini non sono quelle marginali



In un mondo che venera la tecnologia come una divinità in grado di risolvere qualsiasi problema per potersi auto-assolvere dalle proprie devastanti responsabilità verso le generazioni future (e ormai anche quelle presenti), dare un’altra immagine della tecnologia è un atto rivoluzionario. L’acritica glorificazione commerciale della tecnologia, tanto in voga in occidente, ha, infatti, 3 enormi difetti che meritano d'essere combattuti:

- spinge verso un immotivato ottimismo assai poco prudente riguardo al futuro del genere umano;
- diffonde false credenze tecniche e scientifiche, spacciando per modernità e pragmatismo quel che invece è solo una réclame;
- ignora interi universi cognitivi, privando milioni di persone di un immaginario collettivo sanamente variegato.

Questa subdola dottrina tecno-ottimista, lungi dal dispensare vera felicità, rende solo la gente più ignorante e sottomessa (alias meramente consumatrice) e rende il mondo un posto peggiore in cui vivere (fin da ora). Non ha nulla a che fare con l’ottimismo ed il pessimismo inteso come tendenza caratteriale personale. E' come il razzismo: un pericoloso pregiudizio. E’ una strategia pscologica adottata da un sacco di gente per difendere il suo orticello economico e/o per rinviare soluzioni “impegnative” a fronte di “guadagni” immediati.

Questo, purtroppo, è un atteggiamento culturale molto diffuso. Un atteggiamento culturale che ha parassitato i reali successi passati e presenti della tecnologia per finalità falsamente celebrative. Può sembrare una piccola debolezza umana (ed in fondo lo è), ma, collettivamente, porta a conseguenze tremende sotto molti punti di vista e, in definitiva, facilita infinitamente il lavoro sporco di chi grida :“Non preoccupatevi! Non pensateci ora! Divertitevi! Vedrete che POI, in qualche modo, si farà!”

Attenzione però! La giusta risposta al tecno-ottimismo d’assalto, non è affatto il tecno-pessimismo. La giusta risposta, come sempre, è la bellezza! Quella di una cultura sanamente propositiva, riccamente variegata, felicemente condivisa, vastamente profonda e coraggiosamente contaminata. La giusta risposta al tecno-ottimismo menzognero è una celebrazione sincera ed alternativa della tecnologia e dei suoi pregi. Ognuno può essere ottimista, pessimista o neutrale. Non è questo il punto. Il punto è l’onestà e la bellezza intellettuale ed umana. Questo video il vostro Panda ve lo porge come esempio (uno tra mille) di questa diversa concezione di celebrazione della tecnologia.


Buona visione a tutti dal Panda

venerdì 11 ottobre 2013

“MEGLIO” è… meglio di... “DI PIÙ”



Eccovi un ennesimo e stupendo episodio video di “The Story of Stuff”(in italiano “La storia delle cose”) narrato, come sempre, dalla bravissima Annie Leonard. Anche questa volta, grazie all’opera di traduzione del mitico maxrupo, potrete godere dei sottotitoli in italiano. Se non appaiono, ricordate che, per farli spuntare, basta attivarli, dopo il “play” iniziale, cliccando sul tasto rettangolare con due lineette che si trova in basso a destra del riquadro di YouTube.

Questo splendido e divertente mini-documentario parla in modo penetrante, documentato ed acuto del problema dei rifiuti e delle strategie migliori per fronteggiarlo. Per noi italiani, inoltre, non mancano le sorprese.

Un piccolo tesoro web da guardare, gustare, assimilare e diffondere più che potete!

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda.

venerdì 4 ottobre 2013

Arduino, l’hardware open-source dal cuore italiano strega anche l’Intel


Con la sua nuova scheda di sviluppo ‘Galileo', l’Intel si avvicina alla crescente comunità dei 'makers', l’equivalente, in chiave tecnologica, innovativa e moderna, dei “vecchi” artigiani. Il colosso dell’elettronica ha deciso di inserirsi in questo settore in grande crescita tramite una cooperazione strategica con la Arduino LLC di Ivrea, la più conosciuta e diffusa piattaforma open source impiegata e sviluppata dalla comunità dei 'makers'.

Brian Krzanich, l’amministratore delegato di Intel in persona, ha annunciato che la scheda ‘Intel Galileo’ inaugurerà una nuova linea di schede di sviluppo compatibili con il sistema hardware e software Arduino, ma basate su architettura Intel. Il CEO dell’Intel ha inoltre dichiarato che il colosso da lui guidato prossimamente effettuerà una donazione di ben 50.000 schede ‘Intel Galileo’ che verranno distribuite a 1.000 università in tutto il mondo (Italia compresa).

La piattaforma Arduino si contraddistingue per essere semplice da utilizzare, persino per i non professionisti. Tale semplicità d’utilizzo e sviluppo permette di realizzare prototipi interattivi in modo rapido e diffuso. I prototipi sviluppabili possono spaziare da semplicissime automatizzazioni, fino a collegati ai social network, oppure a progetti software più complessi come il controllo di elettrodomestici o robot tramite smartphone. Massimo Banzi, fondatore della community Arduino ha pubblicamente espresso la sua soddisfazione.

Con questa mossa l’Internet delle cose fa un ulteriore passo avanti, avvicinandosi sempre più a divenire non più una illuminata visione, ma una realtà concreta, carica di innovazioni ed opportunità preziose. Con questa notizia la cosiddetta Pop Economy si aggiudica un nuovo e clamoroso successo. L’economia e l’intelligenza collaborativa, nonostante l’indifferenza, l’incuria e la sottovalutazione culturale e politica nei suoi confronti, avanza inesorabile e, dopo aver già contagiato i colossi del software inizia ora a far breccia anche nei colossi del hardware, imponendosi un poco alla volta come nuovo paradigma dello sviluppo tecnologico a livello mondiale.

Come per le energie rinnovabili, anche per l’open source, la sempre maggiore diffusione su scala planetaria non dipende solo dal “buon cuore” e dalla passione (pur evidenti e fruttuosi) dei suoi cultori più affezionati, ma, molto più prosaicamente, dal vantaggio strategico che offrono in termini di efficienza e convenienza economica. Da Windowfarms a Open Source Ecology, da Arduino a Linux, da Wikipedia alle licenze sui diritti d’autore stile Creative Commons e Copyleft, la parte più avanzata e profittevole dell’economia (ricerca e sviluppo inclusi) si muove sempre più sulle gambe e sulle teste di molti anziché all’interno di monopoli ed oligopoli di pochi.

 
Buon futuro a tutti dal Panda

martedì 13 agosto 2013

"Another World is possible"... anzi no... "A Better World is possible"!



Il Venus Project di Jacque Fresco può apparire fantascienza, follia, utopia (o peggio), ma un'idea veramente rivoluzionaria, per essere realmente tale, deve necessariamente essere "difficile da digerire", deve necessariamente suscitare a prima vista scherno, rifiuto ed incomprensione. Se non lo facesse, se fosse facile da assimilare da parte di tutti, allora non sarebbe "rivoluzionaria", ma truffaldina.

Il vostro affezionato Panda non condivide tutto ciò che il buon Jacque Fresco propone, ma l'idea centrale, quella sì. La crisi che stiamo fronteggiando (malissimo) in questi anni ce lo dimostra giorno dopo giorno dopo giorno: viviamo in un sistema insostenibile sotto tutti i punti di vista, destinato al collasso se non all'auto-distruzione. Le contraddizioni della società monetarista in cui sgobbiamo dalla mattina alla sera per guadagnare i soldi che ci permetteranno di mangiare una volta di più sono ora più evidenti che mai: vanno dal collasso ecologico all'idolatria del PIL eternamente crescente (con risorse finite), vanno dalla paura che nuove tecnologie ci rubino il lavoro a prodotti costruiti per rompersi od apparire obsoleti anzitempo in modo da obbligarci a comprarne di nuovi, vanno dall'obesità dilagante dei paesi occidentali ai milioni di bambini morti di fame o per malattie facilmente curabili come la dissenteria... l'elenco potrebbe andare avanti all'infinito, ma lamentarsi non serve a nulla se non si è disposti ad intraprendere una via alternativa al corso attuale degli eventi.

A ben vedere, sfrondata di considerazioni marginali, di un tocco di fanciullesca ingenuità e della patina grafica con cui è stata confezionata, l'idea centrale di Fresco non sono è nemmeno un'ipotesi, è un dato di fatto: non importa quanto litighiamo, quanto siamo concordi e pacifici od aggressivi, quanto siamo intelligenti o stupidi, quello che possiamo fare è e rimarrà sempre vincolato dalle risorse di cui disponiamo.

Possiamo continuare ad ignorare questa banale constatazione materiale, perpetuando lo spreco infinito come ogni altro giorno, oppure possiamo cambiare. Prima di decidere di continuare ad aggrapparci al male noto (il sistema di scambi monetario) per paura o diffidenza nei confronti di una strada ritenuta troppo "strana", sconosciuta ed utopica, forse dovremmo ripensare alle sagge parole di Toro Seduto:

Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche.
Alla fin fine, prima di esprimere un giudizio sul Venus Project e su Jacque Fresco, converrebbe porsi alcune domande. Del tipo: chi è il vero utopista? Colui che vorrebbe fare il meglio possibile con quello che ha a disposizione? Oppure lo è colui che spera che ogni suo desiderio si trasformerà sempre e comunque in realtà, solo perché qualcuno ha scritto un numero sul suo conto corrente, anche se per far ciò si è dovuto dar fuoco al pianeta intero?

Credo siano domande facili con una facile risposta: attaccarsi ai dettagli o schernire le idee di Fresco cambierà assai poco lo stato delle cose.

Lo so, a volte la razionalità non basta. A volte serve tanto coraggio e determinazione proprio quando si crede (errando) di non possedere. E' difficile. Caro lettore, in considerazione e rispetto di ciò, ti prego, scordati, per un istante, tutto quello che ho scritto fin qui e tutto quello che puoi aver pensato tu leggendo fin qui. Scordati tutto e poniti quest'unica domanda: da quale delle due seguenti frasi vorresti essere rappresentato in quanto singolo individuo e in quanto membro della società a cui appartieni:

1) Trattiamo bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli. (Proverbio Masai)

Oppure:

2) Ciò che dovrà accadere, accadrà... consuma e non pensare. (Scritta su un muro di Firenze, zona Careggi)


Prima di lasciarvi, il vostro affezionato Panda vi propone un altro breve video in cui Fresco spiega specificatamente quello che è il cuore del suo pensiero: l'Economia Basata sulle Risorse. Credo che, vista la situazione globale in cui ci troviamo, meriti d'essere ascoltato attentamente (per le critiche c'è sempre tempo).

Buona visione.


Buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 7 agosto 2013

Avvicinamento alla Singolarità Tecnologica: la simbiosi intellettiva tra uomini e computer

Oggi il vostro affezionato Panda vi propone non uno, ma ben tre video tratti ancora una volta da TED (e sottotitolati anche in italiano).

Tutti e 3 i video sono accumunati da un’idea di fondo. Parlano, in un modo o nell’altro, dell’emersione di una nuova e stupefacente potenza intellettuale derivante da processi di collaborazione tra intelligenza umana e non. Purtroppo, per ora, si tratta ancora di casi isolati, sporadici, pioneristici.

Possono sembrare stranezze, curiosità, come dev’essere apparso il cinematografo ai primi osservatori. Non sono stranezze: sono avvisaglie.

Le premesse per una svolta epocale ci sono già tutte.

A questo punto immaginate cosa sarà possibile fare (ossia pensare, inventare, escogitare, scoprire, ecc…) se, anziché avvantaggiarci e stupirci di singoli e sparuti casi di simbiosi intellettiva uomo-macchina, si riuscisse a creare un sistema aperto in grado di attrarre e far interagire centinai, migliaia o magari milioni di queste stupende simbiosi. Penso a una piattaforma web o a qualcosa di analogo in cui le singole simbiosi uomo-macchina cooperino tra loro con uno scopo collettivo abbastanza semplice e chiaro: aumentare sempre più l’intelligenza complessiva del sistema stesso. Ogni “simbiosi” ricercherebbe il proprio specifico scopo, che sia sconfiggere il cancro, progettare nuovo software, studiare nuove teorie matematiche o altro, ma contemporaneamente fornirebbe supporto al resto della comunità di “simbiosi” e ne riceverebbe a sua volta sostegno.

Tutto ciò, a ben vedere sta già accadendo sul web, ma in forma dispersa, caotica, frammentaria, sporadica. Le interazioni positive, sono disperse in una galassia di informazioni spazzatura. Sono ostacolate da barriere linguistiche. Frenate da una sorprendente assenza di interazioni al di fuori della “propria cerchia”. Insomma: i guai non mancano.

Nonostante tutti questi difetti però non parliamo di qualcosa di ipotetico, bensì di qualcosa che già esiste, semplicemente da migliorare, potenziare e regolare.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda






mercoledì 26 giugno 2013

Dalla democratizzazione dei consumi a quella della produzione



Così come Wikipedia ha reso più democratico (ed affidabile) la produzione enciclopediaca del sapere, Wikihouse si ripromette di fare altrettanto con l'architettura. In questo bel video tratto da TED (sottotitolato anche in italiano), l'architetto Alastair Parvin descrive una nuoa versione del concetto di architettura più adatto alle esigenze, alle tecnologie e all'economia del 21 secolo.

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

P.S. - A chi interessasse approfondire il concetto di "Pop Economy", il vostro affezionato Panda consiglia di cliccare su "Pop Economy" (tra le "Etichette" qui sotto). Ciao!

martedì 16 aprile 2013

La bella storia di Ron, giardiniere guerrigliero a South Central



Ron Finley, in questo ennesimo gioiello video tratto da TED (sottotitolato in italiano) dice tutto quel che c'è da dire sul suo "campo" d'azione e lo dice talmente bene che il vostro affezionato Panda non può aggiungere altro che valga la pena d'essere detto.

Al vostro Panda non resta quindi che citare Ron stesso:
"...Ho visto il mio giardino diventare un mezzo per educare, uno strumento per la trasformazione del mio quartiere. Per cambiare una comunità, è necessario cambiare la composizione del terreno. Noi siamo il terreno. È sorprendente come i bambini ne vengano influenzati. Il giardinaggio è l'atto più terapeutico e ribelle che si possa fare, specialmente nel centro della città. In più, vi ritrovate delle fragole."
Come dargli torto? A chi non piacciono le fragole?


Buon futuro a tutti dal Panda



lunedì 15 aprile 2013

Pop economy, la reazione al collasso che umilia il liberismo economico

Bitcoin, carpooling, corsi di riparazione on-line, Do-It-Yourself, banche del tempo, baratto asincrono, Crowdsourcing, Crowd funding, Crowd science, MOOC (massive open online course), ecc…

Il web si sta trasformando nella più grande sperimentazione economica di tutti i tempi. Una specie di brainstorming planetario che non trascura nessun campo: produzione, informazione, trasporto, finanza, monetica, turismo, conio, ricerca, educazione, arte, distribuzione, ecc…

Prese singolarmente, sono quasi tutte attività marginali, ma complessivamente?
Beh,...

giovedì 29 novembre 2012

Aiuti allo sviluppo?! Basta "aiuti"! Per carità! Rispetto, ascolto ed imprenditoria locale!



Ernesto Sirolli, in questo appassionato discorso tenuto a TED espone una visione degli "aiuti" allo sviluppo lontana anni luce dalle solite e catastrofiche pianificazioni occidentali. Non più paternalismo ed arroganza. Quando mai sono servite ad aiutare qualcuno?

Il video qui sopra, il vostro affezionato Panda, lo considera il miglior discorso sullo sviluppo che abbia mai sentito: basato su una lunga esperienza, documentato, concreto, onesto, facile da comprendere e pieno di passione. Praticamente l'opposto di quel che normalmente le istituzioni preposte fanno e dicono al riguardo.


Buona visione e buon futuro dal Panda

mercoledì 21 novembre 2012

Assorbenti open source?! Sì ed è pure una cosa seria.



Sì, sì avete capito bene, il video qui sopra (tratto da TED) parla proprio di assorbenti intimi per donne, ma lo fa da un punto di vista quanto mai insolito. Beh, certo, la notizia può sembrare buffa ed in una certa misura lo è, ma non è ridicola. La definirei piuttosto “gioiosa”, se pensate che, ancor oggi, nell’India rurale il 98% delle donne non usa assorbenti (nel senso moderno del termine) e che l’India, sfortunatamente, non è certo l’unico paese povero al mondo! Come si può facilmente immaginare, il motivo di un comportamento apparentemente tanto bizzarro da parte della popolazione femminile dei paesi terzomondiali, non è affatto l’arretratezza culturale, ma più semplicemente la nuda e brutale povertà: quell’acquisto (dal prezzo esosamente gonfiato dalle multinazionali che producono assorbenti) è, da solo, in grado di mandare a rotoli il fragile bilancio famigliare di tanta povera gente. Se costrette a scegliere tra il mangiare e gli assorbenti, ovviamente le donne di tutto il mondo scelgono di sfamare le proprie famiglie (e non son certo che la cosa sia altrettanto ovvia, se messa in chiave maschile, ma questa è un'altra storia).

Il vostro affezionato Panda trova stupefacente che si sia potuti arrivare al punto in cui, persino in queste “piccole” faccende intime, risulta più che evidente tutta la capacità distruttiva delle multinazionali, non solo in termini di inquinamento e sfruttamento, ma anche in termini di privazione della dignità umana per immense masse popolari. Ancor più stupefacente il fatto che ciò vena sistematicamente ignorato o peggio ancora giustificato come se si trattasse di qualcosa d’inevitabile. La notizia contenuta nel video, quindi, è una ottima notizia non solo per le donne di tutto il mondo, ma anche per l’economia e la cultura, poiché questa “piccola“ rivoluzione può portare a milioni di nuovi posti di lavoro (dove ce n’è bisogno estremo), salvaguardando la dignità e la salute femminile, contribuendo all’emancipazione mondiale della donna, ma anche a diffondere la cultura solidaristica dell’open source. Al di là della curiosità che tutto ciò può suscitare, la notizia include un nucleo prezioso come un diamante, ovvero la consapevolezza (con tanto di prova provata) che anche i poveri, quando sono solidali, possono gareggiare e persino battere le multinazionali. Se questo è quel che può fare il terzo mondo, pensate cosa potrebbe fare il primo (cioè noi!) spingendo sulla collaborazione anziché sulla competizione a tutti i costi come s’è fatto finora. Dite la verità, la prima volta che avete sentito parlare di open source, avreste mai pensato a risvolti del genere? E siamo solo agli inizi!



Buon futuro a tutti dal Panda

lunedì 22 ottobre 2012

Se vuoi salvare il mondo, adotta la strategia di Catherine



Catherine Mohr, con questa sua bellissima presentazione a TED, ci svela l'energia delle cose. Nulla di mistico! Ma si tratta comunque di un importante strumento per valutare attentamente le proprie scelte, soprattutto quando sono importanti, come l'acquisto di una nuova casa, ad esempio.

Della serie: dedicato a tutti quelli che si preoccupano dell'energia grigia e, ancor più, a tutti coloro che non l'hanno mai sentita nominare.

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

domenica 21 ottobre 2012

Se vuoi salvare il mondo, usa la tecnica segreta di Joe!



Il post precedente era un invito rivolto a ciascuno per salvare il mondo contribuendo con il proprio talento, le proprie idee ed abilità. Forse qualcuno avrà pensato che quelle del Panda fossero solo belle parole oppure concetti troppo astratti. Per colmare quei difetti, il vostro affezionato Panda vi propone il video qui sopra a mo' di esempio pratico (uno fra i miliardi possibili). Se avrete la bontà di guardarlo con attenzione imparerete una tecnica segreta abbastanza importante visti i numeri che Joe Smith snocciola all'inizio della sua divertente dimostrazione a TED.

Visto quel che si può fare ragionando ed impegnandosi su una umile salvietta di carta, cosa si può fare con tutto il resto?

A voi scoprirlo (e comunicarlo al mondo intero, Panda compreso, ovviamente!).


Per ora il vostro amico Panda augura a tutti voi una buona visione ed un futuro meraviglioso. Ciao!

mercoledì 17 ottobre 2012

“E io cosa ci posso fare?”… Ma piantiamola una buona volta!

Quanti di noi, dinnanzi a notizie come i cambiamenti ambientali, fanno spallucce pensando: “Sì, vabbè, ma io che ci posso fare?”

Qui non si vuol giudicare nessuno, ma, visto che questa domanda se la pongono in tanti e visto che la quasi totalità di chi se la pone si da come risposta “un bel niente!” (o giù di lì), il vostro affezionato Panda vorrebbe proporre una risposta alternativa.

Qualcuno, ora, penserà che stia per srotolare la solita trafila di "produrre meno rifiuti, riciclare e riusare il più possibile". Ben pensato davvero! Ma questo è stato già raccontato milioni di volte e suppongo che molti non lo considerino più sufficiente (anche se in effetti il vostro amico Panda lo considererebbe un passo avanti enorme, colossale, se lo si facesse veramente). Allora perché non proporre qualcos’altro?

Cosa? Beh, di possibilità ce ne sono molte, eccovene due...

giovedì 16 agosto 2012

La "crisi" e la voglia di un'Economia del Bene Comune

Ci siamo già occupati dell’Economia del Bene Comune (qui), ma la materia è troppo vasta ed intrigante per limitarsi a quel caso. D’altra parte un modello economico alternativo tanto al Comunismo quanto al Capitalismo, merita senz’altro uno spazio assai maggiore di quello che potrebbe essere concesso dal vostro affezionato Panda in uno dei post. Di qui, l’invito è quindi a dissetare la vostra sete di informazioni direttamente alla fonte (per altro multilingue, italiano incluso), partendo da un riassunto in appena 20 punti in cui è spiegato cosa sia l’Economia del Bene Comune (qui) per poi passare eventualmente al resto (qui).

Buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 25 luglio 2012

La terza rivoluzione industriale e dintorni



Questo post è dedicato a tutti coloro che sono appassionati di DIY (la sigla sta per “Do It Yourself” ossia “Fai da te”), ma in particolare è dedicato a chi è appassionato e non sa ancora di esserlo. La cultura dei Maker (“costruttori”) è vasta e variopinta. Si spazia dai virtuosi delle stampanti in 3D ai laboratori dell’MIT, dalle comunità di ingegneri/ecologisti agli smanettoni dell’elettronica, dalle imprese basate sulla cultura open source ai semplici appassionati. Sfortunatamente, nonostante la tanto sbandierata “arte d’arrangiarsi” di noi italiani, proprio in Italia sembra mancare un forte movimento DIY. Nonostante esponenti d’eccellenza assoluta a livello mondiale (come nel caso di Massimo Banzi che vedete nel video qui sopra parlare a TED) sembra che in Italia manchino grandi comunità online di maker o, per lo meno, il vostro affezionato Panda non è riuscito a scovarne (ma i suggerimenti sono sempre ben accetti). Il Panda quindi, nell’elenco di links sull'argomento che segue qui sotto, si è riservato di indicare diversi siti in lingua inglese:

- Open Source Ecology (Per chi non sa l'inglese, c'è sempre Wikipedia per farsi un'idea di massima)
- Instructables
- Arduino (Su Wikipedia si trova un bel articolo in italiano)
- FabLab Italia
- FabLab (MIT)
- Massimo Banzi: "Vi spiego chi sono i Maker" (su Wired)
- Sharebot, una stampante 3D italiana (su Wired)
- RepRap (su Wikipedia)

Quest'elenco non è che un microscopico assaggio di quello che la tecnologia e la condivisione online del sapere sta consentendo di fare a chi desidera costruirsi qualcosa senza per forza doverlo comprare dai cosiddetti "esperti". Ci sarebbero tutti i presupposti per una nuova rivoluzione industriale basata sulla produzione diffusa ed ultra-personalizzata. Chissà forse, un giorno non troppo lontano, saranno i progetti e le idee a spostarsi e non "sempre e solo le merci, le persone ed i materiali" come avviene oggi. Sarebbe bello, sarebbe democratico e sarebbe soprattutto possibile già ora. Inoltre in questi anni c'è "la crisi" che morde duro e qualcuno forse vorrà finalmente provare strade nuove. Quindi...

...Buon futuro a tutti dal Panda

martedì 26 giugno 2012

L'Economia del Bene Comune



Liberismo o Comunismo?
Meglio l'Economia del Bene Comune!

Se il PIL non vi piace, questo fa proprio a caso vostro.


Buona visione a tutti e un sentito grazie a Byologik per il suo prezioso lavoro di sottotitolatura in italiano e di divulgazione.

P.S.- Ne hanno parlato anche a Report.

martedì 17 aprile 2012

Crisi ?! E io torno al baratto... ma asincrono ! O se preferite 2.0 !



Come si fa a dare nuova vita alle cose che possediamo, ma che non ci servono più? Una possibilità è ricorrere al baratto 2.0, ossia al baratto asincrono. Reoose è una bella iniziativa web tutta italiana che fa del baratto la sua stessa ragion d’essere. Il baratto, tradizionalmente, richiede molto tempo e non è per niente semplice far combaciare i desideri delle due controparti. Oggi però, questa operazione può essere notevolmente semplificata grazie ad Internet. Non si tratta semplicemente di raccogliere e visionare le diverse offerte e domande d’oggetti. Reoose va oltre, reinventando il modo in cui la transazione stessa si svolge. Il passaggio cruciale è che, con una piattaforma web come Reoose, lo scambio non è più simultaneo (stile "io ti do... se tu mi dai..."), ma asincrono (io do... e, a fronte di quel conferimento, ricevo dalla comunità dei "punti" con cui, prima o poi, prenderò qualcos’altro ceduto da qualche altro iscritto).

È un processo semplice, in cui basta registrarsi e quindi caricare i propri annunci rigurdanti gli oggetti che si desidera cedere. Ad ogni oggetto “cedibile” il sistema assegna in automatico un numero di crediti che varia a seconda della categoria e dello stato (nuovo oppure usato) dell’articolo in questione. Quegli stessi crediti saranno effettivamente riconosciuti al cedente al momento della vendita. Cedendo oggetti si accumulano crediti che potranno essere utilizzati in un secondo momento, quando, esaminando gli annunci altrui, si dovesse scovare qualcosa che ci aggrada. A coloro che lo desiderano, inoltre, Reoose consente anche di “investire” i propri crediti (maturati dagli scambi precedentemente effettuati) in beneficenza, ossia di destinarli alle Onlus partner. Si tratta di gioco di squadra in cui tutti ci guadagnano: non solo chi fa un affare o il complesso degli aderenti alla comunità di scambio, ma anche chi non né fa parte grazie alla gran massa di oggetti ancora utilizzabili sottratti ad una rottamazione anticipata in discarica o peggio e grazie all’espansione della beneficenza fatta anche in assenza di denaro. Tramite la geolocalizzazione, per chi lo vuole, è possibile inoltre effettuare scambi a chilometro zero. Non male! Speriamo che questo genere di economia si diffonda ancor più rapidamente di quanto non abbia già fatto. Alla facciazza di quei "professoroni" che vorrebbero far ripartire il PIL a costo di affogare i consumatori sotto una montagna di IVA e di tasse balzello.

Mentre il capitalismo ultra-liberale, consumista, individualista ed iper-speculativo affonda ancor più clamorosamente e disastrosamente di quanto fece a suo tempo il Comunismo (ed Titanic ancor prima), sta silenziosamente, ma inesorabilmente emergendo una miriade di nuove forme economiche alternative, partecipative e solidali. È la cosiddetta Pop Economy (si veda anche qui oppure qui). Conoscerla e farla conoscere, oltre a far concludere qualche buon affare, può dare speranza e dignità ad un mondo che pare aver smarrito entrambe.

Buon futuro a tutti quanti dal vostro affezionatissimo Panda!

martedì 21 dicembre 2010

La Pop Economy

Chi l'ha detto che l'economia ha bisogno di soldi? Internet, ancora una volta, sovverte tutte le regole prestabilite, dimostrando coi fatti che un'altra economia non solo è possibile, ma esiste già.
Molti di voi avranno probabilmente sentito parlare delle banche del tempo con cui è possibile scambiarsi competenze e servizi senza scambiarsi moneta. Internet certo le ha favorite e rese più visibili, ma ha fatto molto, molto più di questo. Internet ha permesso una assai più larga visione di cosa sia effettivamente possibile fare senza l'intermediazione monetaria e più in generale Internet sta fornendo una assai più larga visione del concetto stesso di economia. La versione italiana della rivista Wired, l'ha efficacemente chiamata Pop Economy, ossia l'economia fatta direttamente dalla gente, senza l'intermediazione delle stutture socio-economiche tradizionali. Non si tratta solo di economia senza la moneta come nel caso del revival del baratto in salsa ".com", ma anche di modi completamente nuovi di intendere l'uso stesso della moneta e dei rapporti economici. Una nuova concezione dell'economia basata sullo scambio diretto, creativo e condiviso, ma anche organizzato ed efficente...