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mercoledì 8 ottobre 2014

Agrivillaggio



Della serie: l'Italia fatica a fare innovazione, ma quando la fa, la fa alla grande".
Per chi volesse saperne di più: www.agrivillaggio.com

Un'altra economia è possibile!


Buona visione e buon futuro a tutti

martedì 16 settembre 2014

Va proprio tutto, tutto, tutto male? Oppure è l'umanità che soffre un po' d'amnesia?



Va proprio tutto, tutto, tutto male? Oppure è l'umanità che soffre un po' d'amnesia?

Guardate il TED Talk (qui sopra) tenuto nel 2007 dal famoso psicologo e linguista Steven Pinker e decidete voi stessi cosa rispondere.

Qualcuno che non soffre d’amnesia potrà però dire: “Caro il mio Panda, questo video ce lo avevi già proposto qualche tempo fa. Perché insisti?”.

Insisto perché le cose belle meritano spazio e tempo e lo meritano ancor più dal momento che le cose brutte lo spazio ed il tempo se le prendono di continuo con fastidiosa insistenza.
Insisto perché il male non è solo l’affermazione dell’orrido, ma anche e soprattutto la negazione del buono (come, ad esempio, sostenere che un essere umano non è tale per il colore della pelle, il Dio che prega o qualche altro dettaglio irrilevante).
Insisto perché il mondo è un po’ come tutti noi: ha bisogno di credere di poter migliore per… poter migliorare.
Insisto perché penso che io e voi ce lo meritiamo quel miglioramento (o per lo meno voi).
Insisto perché a volte insistere è la cosa giusta.
Insisto perché spero che questa sia la cosa giusta.


Buon futuro a tutti dal Panda

lunedì 15 settembre 2014

Quando smartphone e stampanti 3D non servono solo a giocare



Il video qui sopra non è che un esempio tra i tanti delle reali potenzialità di tecnologie, come quelle degli smartphone e delle stampanti 3D, che in occidente sono spesso viste come frivole, ludiche  o superflue.

Il problema è culturale e mediatico. E' stato dato molto risalto al fatto che qualcuno è riuscito a "stampare" delle armi da fuoco tramite stampanti 3D. Ma quanto risalto è stato dato ad imprese come quella descritta nel video qui sopra?

E quanti danni crea questo genere di pregiudizio in termini di mancata innovazione e mancato sviluppo?

Il vostro affezionatissimo Panda è convinto che il tecno-ottimismo ed il tecno-pessimismo che sembrano pervadere gli animi dei diversi schieramenti “ideologici” dell’attuale società, siano entrambi ottimi modi (si fa per dire) per perdere di vista i veri problemi e le loro possibili soluzioni. Come ogni pregiudizio, non ci si può attendere nulla di buono da nessuno dei due atteggiamenti. La cultura dominante, forse, dovrebbe preoccuparsi di recuperare il pragmatismo perduto.


Anche perché, temo, in futuro richiederà dosi massicce di pragmatismo. Non si tratta di un vezzo intellettuale. Visti gli enormi guai che il genere umano ha creato al pianeta ed a sé stesso, mancare in pragmatismo potrebbe avere esiti veramente catastrofici.


Buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 13 agosto 2014

The Big Boost Climate Project



Si lo so, questo video è solo in inglese, ma la bontà del suo contenuto vale la pena di un piccolo sforzo o di un po' di pazienza. Da dove partire a spiegare cos'ha di speciale questo video?

Perchè non partire da un sogno: unire la filantropia, l'imprenditoria e la lotta ai cambiamenti climatici passando dalle rinnovabili?

Sarebbe bello!

Ops, volevo dire sarà bello, dato che è esattamente ciò che Jeremy Leggett sta tentando di fare, ossia creare due pool di capitali globali per sconfiggere quegli interessi costituiti che si oppongono alle azioni concrete contro il riscaldamento globale.

L'idea è quella di creare un primo fondo comune invitando fondazioni e filantropi ad investire una parte delle loro donazioni per intraprendere azioni contro il riscaldamento globale ossia finanziare aziende che operano nelle rinnovabili. Il punto della questione però è che i beneficiari di tale fondo, per poter accedere ai finanziamenti, si dovranno impegnare a versare il 5% dei loro profitti a favore della stessa causa: combattere il riscaldamento globale. Si viene quindi a creare un secondo fondo comune a favore di azioni concrete per salvare il pianeta.


Il fatto è che Jeremy Leggett è sicuro che questa idea possa funzionare perché, più in piccolo, già funziona. La sua azienda, la Solarcentury, infatti, già investe il 5% dei suoi profitti annuali per finanziare la SolarAid, un ente di beneficenza creato dalla Solarcentury stessa. La SolarAid a sua volta ha creato un proprio marchio di vendita al dettaglio (SunnyMoney) che, in pochi anni, è diventato il più grande rivenditore di illuminazione solare in Africa battendo l'uso dell'illuminazione a petrolio.

The Big Boost Climate Project di Jeremy Leggett sta raccogliendo fondi sul portale di crowdfunding indiegogo. Quanto serve per far partire questo ambizioso progetto? Appena 30.000 sterline.

Se siete interessati e/o volete aiutare Jeremy Leggett a realizzare questo progetto: The Big Boost Climate Project.


Buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda


venerdì 23 maggio 2014

Un'altro mondo FINANZIARIO è possibile

Tre brevi video (presi da TED Talks e sottotitolati in italiano) per spiegare motivi e modi che rendono il titolo di questo post qualcosa di molto concreto.








Buona visione e buon futuro a voi tutti dal Panda

giovedì 22 maggio 2014

Collasso globale e Colonie resilienti

Il vostro affezionato Panda, alias Alessandro Corradini, ha avuto recentemente l’enorme ed immeritato onore di veder pubblicato un suo articolo su “Effetto Risorse”, il blog del prof. Ugo Bardi. Si tratta di un’analisi sulle cause profonde del attuale collasso, ma anche su una possibile strategia d’uscita. Una strategia, quest’ultima, culturalmente aliena al pensiero dominante, ma razionalmente consistente. Una soluzione che ha  l’ambizione di riscrivere il sistema economico dalle fondamenta più basilari.

Per chi fosse interessato, ecco il link per l’articolo in questione:

Collasso globale e Colonie resilienti.


 
Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda

lunedì 7 aprile 2014

Detersivi, igienizzanti e sgrassanti fai da te (per risparmiare soldi e rispettare l'ambiente)



Oggi il vostro affezionato Panda vi propone un video che riguarda un po' di Decrescita pratica, economica ed ecologica. Alla faccia di chi ancora crede che la decrescita sia triste! Triste casomai sarà chi vi vuol vendere qualcosa ad ogni costo, senza riguardi per il vostro portafogli e la salute vostra (nè d'altra parte per quella dei vostri discendenti per chissà quante generazioni a venire).

Il video (tratto dalla rubrica "CHI FA DA SE'" della trasmissione "Unomattina in Famiglia" - Rai1) non è che un piccolissimo esempio di quel che è possibile fare con semplicità a casa propria per sostituire l'orda di prodotti chimici industriali che ci propinano tutti i supermercati e le réclame in tv.

Qualcuno potrebbe considerare tutto ciò come una sorta di "ecologia spiccia", tuttavia se questo genere di consigli fosse adottato in massa, si eviterebbe non solo il riversamento in ambiente di milioni di litri di sostanze chimiche aggressive, ma anche la produzione di dette sostanze ed anche dei loro contenitori di plastica usa-e-getta. Inoltre si eviterebbero le emissioni di gas serra legate al trasporto su gomma di tutta quella roba. Volendosi limitare ai contenitori in plastica, ecco un buon motivo per andare verso quel genere di soluzioni (qui).

Comunque, per chi fosse interessato anche al detersivo per piatti "fai da te", si veda: qui.
E per chi fosse poi interessato al detersivo per bucato a mano e lavatrice, si veda: qui.

Andando a zonzo nel web, voi stessi potrete facilmente trovare moltissimi altri esempi interessanti quindi...

...Buona visione, navigazione e futuro a tutti voi dal Panda!

mercoledì 2 aprile 2014

Civiltà empatica



Il vostro affezionato Panda oggi vi propone un video che parla di empatia in una chiave molto interessante. Si tratta di un cortometraggio della RSA Animate che illustra brillantemente il testo di Jeremy Rifkin tratto dal suo libro "La civiltà dell'empatia". Questo breve video è sottotitolato in italiano ed legantemente raffigurato con una divertente tecnica grafica.

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

domenica 23 marzo 2014

Un'altra mobilità è possibile

Il vostro affezionato Panda oggi vi propone un paio di video con soluzioni "curiose" per ridisegnare una mobilità più sostenibile. A chi ancora crede che all'auto privata con motore a scoppio non ci siano valide alternative, un solo consiglio: per favore date ogni tanto un'occhiata all'anno e non solo ai giorni dei calendari che usate.

Siamo negli anni '50? Negli anni '60? Noo?!

Beh, allora forse è ora di ripensare l'immaginario collettivo che circonda quel cadavere tecnologico, economico e politico che chiamiamo "auto". Finché non cambierà quello (cioè l'immaginario collettivo) non ci sarà mai una soluzione tanto brillante o di successo o economica o ecologica da far cambiare opinione nemmeno ad una persona.

Se nell'epoca del picco del petrolio, dell'esaurimento delle risorse e dei cambiamenti climatici qualcuno si ostina ancora a comprare dei SUV (che poi spesso non riesce neppure a mantenere), il motivo non è tecnico o scientifico; il motivo è culturale, o più propriamente sub-culturale.

Iniziamo...

Questo primo video (in italiano) riguarda principalmente la C-1 della Lit Motors.



Il seguente video (in inglese) riguarda la ELS della Organic Transit: un velomobile ibrido elettrico-solare a pedalata assistita a 3 ruote, munito di una scocca che include un pannello fv per ricaricare le batterie anche per via solare. Per i non anglo-abili (come il vostro affezionato Panda), qui trovate un articolo in italiano che ne spiega le caratteristiche salienti. Per chi poi volesse vedere un video del genere di esperienza di guida che un tale tipo di veicolo consente, consiglio di guardare qui.





Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

venerdì 14 febbraio 2014

Importante progresso teorico nel campo dell'intelligenza artificiale (e non)?



In questo impressionante TED Talks il fisico ed informatico Alex Wissner-Gross spiega la sua definizione di intelligenza attraverso un’elegante formula matematica. Questa (F = T ∇ Sτ). Il vostro affezionato Panda è troppo ignorante per dimostrarvi matematicamente o in termini fisici la bontà di questo particolare approccio teorico al concetto generico di intelligenza. Quanto però alla dimostrazione della plausibilità basta guardare il video per farsene un’idea.

Per chi volesse capire più approfonditamente come funziona la cosa, ecco due link (anglofoni) riguardanti la relativa pubblicazione scientifica di Alex Wissner-Gross (qui) e una disquisizione sul tema (qui).


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 9 gennaio 2014

Burocrazia sexy!



Certo, le parole “burocrazia” e “sexy” sembrano proprio inconciliabili... ma è proprio proprio per questo motivo, per abbandonare questo vecchio, diffuso ed inutile punto di vista (ed abbracciarne quindi uno più costruttivo), che il vostro affezionato Panda vi propone oggi questo interessante Ted Talks (sottotitolato in italiano). “L’unione fa la forza” è un proverbio destinato ad avere un lungo futuro nell’era (e grazie all’era) digitale. Persino in campi dalla fama poco sfavillante (almeno fino ad ora) come la burocrazia!

Cambiare la critica rancorosa e fine a sè stessa con un attivismo condiviso e divertito può veramente cambiare le cose e non solo la burocrazia. Anche solo la burocrazia sarebbe già un bel successo, no?


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 2 gennaio 2014

Due storie di nuoto estremo e un pensiero sulle sfide globali





I video qui sopra sono i resoconti avvincenti e veritieri di due incredibili gesta sportive:

- il primo video riguarda la storia dell’attraversamento a nuoto dei 180 km che separano Cuba dalla Florida, avvenuta alla veneranda età di 64 anni da parte di Diana Nyad;

-il secondo video riguarda invece la prima apnea statica durata ben 17 minuti (incredibilmente più a lungo di quanto fino ad allora si ritenesse possibile fare senza pericoli) effettuata da parte di David Blaine.

Cosa c’entrano queste due epiche imprese raccontate negli altrettanto epici Ted Talks (qui sopra) con le sfide che l’intera umanità è chiamata ad affrontare? Giusto per essere chiari, quando il vostro affezionato Panda parla delle “sfide che l’intera umanità è chiamata ad affrontare”, si riferisce a sfide immani, quali i cambiamenti climatici, l’esaurimento delle risorse, la sovrappopolazione, la fame nel mondo e tantissime altre come queste che, come civiltà globale, saremo presto chiamati a fronteggiare e che, sfortunatamente, dovremo affrontare tutte insieme contemporaneamente.

Quindi, tornando alla domanda iniziale, cosa hanno a che fare i racconti di imprese sportive epiche con i guai globali che ci attendono?

Apparentemente nulla, ma, se si guarda meglio, hanno qualcosa in comune. Anzi, più di qualcosa. Sono tutte sfide che sembrano travalicare i limiti umani. Sono tutte sfide che richiedono un grande coraggio e una dedizione completa. Sono tutte sfide che richiedono un elevato grado di motivazione e consapevolezza. Sono tutte sfide che comportano un elevato rischio mortale.

Ci si può sedere e fare da spettatori criticando quello che altri fanno (e spesso sbagliano nel fare) oppure ci si può buttare nella mischia impegnandosi, collaborando e faticando. Discorsi da sognatore?

Spero proprio di sì, poiché la storia (quella che conta per lo meno), da che mondo è mondo, è sempre stata foggiata dai sognatori. O pensate che nessuno sognasse di volare prima dei Fratelli Wright? Pensate che nessuno sognasse di mettere piede sulla Luna prima di Neil Armstrong? Ecc... ecc... ecc...

Senza sognatori saremmo ancora nelle caverne a spulciarci a vicenda come scimmie, alla faccia di chi sfoggia cinismo e disprezzo a buon mercato ostentando un finto e/o malinteso pragmatismo che tanto va di moda oggigiorno.

Alcune sfide vengono vinte ed altre perse, ma, se non ci si mette in gioco, la sconfitta è certa ed è ben peggiore di quella che si subisce “tentando e fallendo”. Tutti sognano di salvare il mondo. Non è ora di rendere quel sogno comune un progetto comune ed un'agire comune? Il vostro Panda crede di sì e crede anche che, nel bene e nel male, quella che ci attende sarà un’epoca mitica come non se ne sono mai viste prima. Se alcuni sparuti sognatori sono riusciti a compiere gesta in grado di far sognare miglioni di persone, figuriamoci cosa potrebbero fare miliardi di sognatori insieme!


Buon futuro a tutti dal Panda

sabato 28 dicembre 2013

Vivere diversamente è possibile

José Alberto "Pepe" Mujica Cordano
Autore: Roosewelt PinheiroFonte: Agencia Brasil 
Queste righe sono per tutti coloro che stanno cercando una via diversa per stare in questa casa comune che è il Pianeta; un modo di vivere che non sia solo teso ad arricchirsi, o a tentare di farlo.

Se anche tu stai cercando questa via, ti sarai accorto che non è facile avere degli esempi da cui trarre ispirazione. Degli esempi che ti facciano capire che è una via percorribile e che non sei solo lungo il cammino. Ora, il vostro affezionato Panda vi racconterà brevemente la storia di Josè “Pepe” Mujica. Sicuramente pochi di voi lo avranno sentito nominare, proprio perché potrebbe essere un esempio.

Dovete sapere che è il Presidente dell'Uruguay. E come tale ha diritto ad alloggiare nel Palazzo presidenziale e ad uno stipendio di circa 9.000 euro al mese. Bene, vive felice in una piccolissima casa in periferia con un decimo dello stipendio; il resto, 8.000 euro, lo dona per progetti di micro-credito per aiutare la parte del suo popolo che vive in miseria.

Già questo, se solo fate un sommario paragone con lo “stile” dei nostri politici, vi dice tanto della figura di Pepe Mujica. Ma quello che è davvero rivoluzionario, per chi come noi è abituato ad essere immerso in un mondo di consumi pubblicizzati in tutte le forme, è la sua filosofia di vita.

Le due gambe che sorreggono il suo pensiero sono la sobrietà e la libertà.

Concetti che Mujica vede intimamente legati l'uno all'altro. Il Presidente Mujica non consuma ciò che non è davvero necessario. Perché? Non per salvare il mondo (anche se il mondo ringrazia!) ma perché quando compriamo qualcosa, dice, non lo paghiamo con il denaro. Lo paghiamo con il tempo che è stato necessario a farci guadagnare quel denaro! E tutti noi dovremmo impiegare il tempo per fare cose che ci motivano e ci gratificano. Questo tempo, a pensarci bene, è libertà.

Libertà dalla “ruota del criceto”, in cui molti di noi sono incastrati: sempre più lavoro, per guadagnare più soldi, per spenderli in cose che, alla fine, non ci faranno felici se non per un momento. A tal proposito Simone Perotti una volta ha detto: 

"...persino i soldi si dice che vanno e vengono, il tempo va e basta; Seneca 2.000 anni fa lo sapeva bene, lo sapevano i presocratici, lo sa la filosofia che ha tentato di indirizzare l'uomo nel corso del tempo e tutta la cultura universale; gli unici che non lo sanno siamo noi, per cui, come se ne avessimo a dismisura, buttiamo il tempo dalla mattina alla sera e per tutta la vita in cose non essenziali per farcela vivere nel modo più originale ed autentico possibile; come se quel tempo ce ne talmente tanto che il momento giusto per fare le cose che contano verrà, ma quel momento non verrà mai perché quel  momento è oggi; soprattutto da qui a quel giorno, ammesso che arrivi,noi avremo buttato del tempo."

A quelli di voi che, anche se bombardati fin da bambini da infiniti messaggi consumistici, pensano ancora che ci sia un modo migliore di vivere, ma si sentono soli in questo cammino, il vostro affezionato Panda ricorda che c'è persino un Presidente che sta percorrendo la stessa via. La via della sobrietà.


Buon cammino a tutti.

martedì 17 dicembre 2013

Nulla è impossibile, se...



Nulla è impossibile se…c’è collaborazione e determinazione. Questo è ciò che questo interessantissimo video (tratto da Ted Talks e sottotitolato in italiano) dovrebbe insegnare. La collaborazione, l’interdisciplinarietà, la motivazione e la creatività umana valgono MOLTO più dell’oro.

Molto di più.

E questo è un concetto che va al di là delle speranze di guarigione, delle nozioni mediche e di quelle scientifiche. Questo concetto, pur essendo noto da sempre, non è ancora stato integrato nè ottimizzato dalla nostra civiltà. E, per questo solo fatto, dovremmo tutti domandarci quanto civile effettivamente sia la nostra attuale civiltà, ma soprattutto quanto potrebbe presto diventarlo, con un po' di coraggio e di buonsenso.

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 5 dicembre 2013

C'è drone e drone



Quando sentiamo parlare di droni, la nostra immaginazione “vola” subito a scenari di guerra e a tristi statistiche di “danni collaterali”. Come per ogni altra cosa, tuttavia, anche per i droni si può dire che c’è drone e drone. Nel TED Talks qui sopra viene mostrato il potenziale che i droni hanno per la tutela e lo studio dei parchi naturalistici. Recentemente inoltre ha fatto scalpore la notizia che Amazon, il noto colosso statunitense del commercio on-line, stia progettando lo sviluppo di un servizio di consegna rapida tramite droni (sotto forma di piccoli “elicotteri” multi-elica). C’è anche chi ha pensato che i droni potrebbero rivelarsi molto utili per rifornire defibrillatori quei soccorritori che, pur avendone bisogno, si trovassero sprovvisti nel corso del loro intervento, cosa purtroppo frequente e dagli esiti spesso letali visto i tempi di percorrenza nel traffico cittadino (vedi qui).

L’unica pratica palesemente dannosa e problematica dell’uso dei droni quella militare e spionistica è però purtroppo l’unica in cui gli stati stanno investendo somme folli.

Intelligence e militari a parte, per tutto il resto, la politica se ne disinteressa grottescamente (lo stesso Jeff Bezos, numero uno di Amzon, ha dovuto constatare che i suoi piani di sviluppo sono resi quasi impossibili più da questioni burocratiche legali che d’altra natura). La politica intanto che fa?

I droni quindi sono già serviti a monitorare qualcos’altro che la fauna selvatica, cosa? Beh, l’inadeguatezza della classe politica a livello internazionale.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 27 novembre 2013

Violenza epidemica? Curiamola!



Come pensate possa concepire la violenza un epidemiologo?
Beh, poco sorprendentemente, proprio come un’epidemia.

La cosa veramente sorprendente è che Gary Slutkin, l’epidemiologo in questione (nonché l’oratore del bellissimo TED Talks qui sopra) non si è limitato a sviluppare un’affasciante teoria, ma si è organizzato con altra gente ed ha messo in pratica le tecniche a lui ben note per fermare un’epidemia applicandole però questa volta alla violenza urbana. E, cosa ancor più incredibile, i risultati non si sono fatti attendere e sembrerebbero proprio dargli ragione.

Così ora nel mondo c’è qualcos’altro che si sta diffondendo in modo epidemico… il suo metodo per fortuna!

Parlando in termini di prevenzione del crimine, per usare le stesse parole di Gary, “…penso che questa sia una buona notizia, perché ci dà l'opportunità di uscire dal Medioevo, che è dove credo sia stato questo campo.”

La buona notizia, aggiunge il vostro affezionato Panda è anche che, prevenire il crimine, è infinitamente meglio che reprimerlo poiché non occorre aspettare che vi siano delle vittime, evitando da un lato di sprecare vite che chissà cosa avrebbero potuto regalarci se non fossero state spezzate e dall’altro lato si evita anche che i criminali divengano o rimangano tali, sprecando le loro vite ed i possibili contributi positivi che avrebbero potuto fornire alla società.Aspetti utilitaristici a parte, ovviamente, la differenza più evidente tra prevenzione e repressione è un oceano d’inutile sofferenza, poiché punire un crimine dopo che è avvenuto è cosa ben diversa che evitare completamente che accada. Infine, ma non per ultimo, con la prevenzione si spezza anche quella infinita sequela di sprechi che alimenta una vera e propria economia (quella della repressione ex-post) che non ha alcun interesse ad eliminare il problema alla radice ma solo a gestirlo (lucrandoci sopra).

Per capire l’importanza del metodo di Gary (sempre usando le sue stesse parole) basta considerare che è “...la scienza, in un certo senso, che sostituisce la moralità. E spostarsi dalle emozioni come parte più importante della soluzione alla scienza come una parte più importante della soluzione”.

Non so voi, ma io mi fido più della scienza che (scusate il gioco di parole) delle emozioni “violente” che la violenza suscita.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 17 ottobre 2013

Si fa presto a dire Big Data, però...



Si fa presto a dire Big Data, ma capire cosa sia effettivamente e cosa potrebbe comportare per il genere umano (soprattutto se sfruttato in modo sensato) è tutta un'altra faccenda. Il video qui sopra, tratto da TED permette a chiunque di farsene facilmente un'idea.

Può sembrare strano, ma anche se se ne fa un gran parlare (almeno in certi ambienti filo-tecnologici), persino la definizione stessa di Big Data non è così scontata (per chi volesse saperne di più, si veda qui).

Le nuove tecnologie non sono né demoni né angeli salvifici. Sono possibilità.

Quest'ultima considerazione, per quanto banale, ha tuttavia un risvolto interessante che può essere sintetizzato con una semplice domanda: quali occasioni propizie credete si riesca a cogliere da qualsiasi cosa che non si conosce nè comprende?

Più in generale, il vostro affezionato Panda vorrebbe ricordare che il male ed il bene non sono simmetrici come si può tendere a pensare: per dar fuoco a un fienile non servono abilità o conoscenze particolari, per costruirne uno invece ne servono e come!

Si può amare oppure no la tecnologia, ma se vogliamo che porti buoni frutti occorre prendersene cura. Come ogni altra cosa del resto.Chi ama la tecnologia e chi ama... altre cose farebbero meglio a parlarsi. Le barricate ideologiche non sono mai servite a nulla, se non a sprecare occasioni preziose. Il video qui sopra credo metta ben in evidenza l'ampiezza e la profondità delle occasioni in gioco.

Noi tutti viviamo in un mondo che di occasioni ne ha sprecate fin troppo, non trovate?


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

venerdì 11 ottobre 2013

“MEGLIO” è… meglio di... “DI PIÙ”



Eccovi un ennesimo e stupendo episodio video di “The Story of Stuff”(in italiano “La storia delle cose”) narrato, come sempre, dalla bravissima Annie Leonard. Anche questa volta, grazie all’opera di traduzione del mitico maxrupo, potrete godere dei sottotitoli in italiano. Se non appaiono, ricordate che, per farli spuntare, basta attivarli, dopo il “play” iniziale, cliccando sul tasto rettangolare con due lineette che si trova in basso a destra del riquadro di YouTube.

Questo splendido e divertente mini-documentario parla in modo penetrante, documentato ed acuto del problema dei rifiuti e delle strategie migliori per fronteggiarlo. Per noi italiani, inoltre, non mancano le sorprese.

Un piccolo tesoro web da guardare, gustare, assimilare e diffondere più che potete!

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda.

venerdì 4 ottobre 2013

Arduino, l’hardware open-source dal cuore italiano strega anche l’Intel


Con la sua nuova scheda di sviluppo ‘Galileo', l’Intel si avvicina alla crescente comunità dei 'makers', l’equivalente, in chiave tecnologica, innovativa e moderna, dei “vecchi” artigiani. Il colosso dell’elettronica ha deciso di inserirsi in questo settore in grande crescita tramite una cooperazione strategica con la Arduino LLC di Ivrea, la più conosciuta e diffusa piattaforma open source impiegata e sviluppata dalla comunità dei 'makers'.

Brian Krzanich, l’amministratore delegato di Intel in persona, ha annunciato che la scheda ‘Intel Galileo’ inaugurerà una nuova linea di schede di sviluppo compatibili con il sistema hardware e software Arduino, ma basate su architettura Intel. Il CEO dell’Intel ha inoltre dichiarato che il colosso da lui guidato prossimamente effettuerà una donazione di ben 50.000 schede ‘Intel Galileo’ che verranno distribuite a 1.000 università in tutto il mondo (Italia compresa).

La piattaforma Arduino si contraddistingue per essere semplice da utilizzare, persino per i non professionisti. Tale semplicità d’utilizzo e sviluppo permette di realizzare prototipi interattivi in modo rapido e diffuso. I prototipi sviluppabili possono spaziare da semplicissime automatizzazioni, fino a collegati ai social network, oppure a progetti software più complessi come il controllo di elettrodomestici o robot tramite smartphone. Massimo Banzi, fondatore della community Arduino ha pubblicamente espresso la sua soddisfazione.

Con questa mossa l’Internet delle cose fa un ulteriore passo avanti, avvicinandosi sempre più a divenire non più una illuminata visione, ma una realtà concreta, carica di innovazioni ed opportunità preziose. Con questa notizia la cosiddetta Pop Economy si aggiudica un nuovo e clamoroso successo. L’economia e l’intelligenza collaborativa, nonostante l’indifferenza, l’incuria e la sottovalutazione culturale e politica nei suoi confronti, avanza inesorabile e, dopo aver già contagiato i colossi del software inizia ora a far breccia anche nei colossi del hardware, imponendosi un poco alla volta come nuovo paradigma dello sviluppo tecnologico a livello mondiale.

Come per le energie rinnovabili, anche per l’open source, la sempre maggiore diffusione su scala planetaria non dipende solo dal “buon cuore” e dalla passione (pur evidenti e fruttuosi) dei suoi cultori più affezionati, ma, molto più prosaicamente, dal vantaggio strategico che offrono in termini di efficienza e convenienza economica. Da Windowfarms a Open Source Ecology, da Arduino a Linux, da Wikipedia alle licenze sui diritti d’autore stile Creative Commons e Copyleft, la parte più avanzata e profittevole dell’economia (ricerca e sviluppo inclusi) si muove sempre più sulle gambe e sulle teste di molti anziché all’interno di monopoli ed oligopoli di pochi.

 
Buon futuro a tutti dal Panda

Il retrofit elettrico: come ti trasformo la tua vecchia auto a scoppio in un'auto elettrica. Si può anche in Italia!

Un cinquino elettrico  di Euro-Zev.
Il vostro affezionato Panda cercherà di essere succinto e di fornirvi qualche utile informazione in merito a questa possibilità sfortunatamente ancora poco conosciuta.

Di cosa si tratta : Il retrofit elettrico consiste nella conversione di un veicolo di serie a motore endotermico in un veicolo a trazione elettrica (il ché ovviamente comporta la sostituzione del motore a scoppio con quello elettrico e l'installazione di un pacco di batterie e di tutti gli impianti necessari al funzionamento di un veicolo a trazione elettrica).

Come ci si è arrivati : leggi qui.

Alcune realtà che effettuano retrofit elettrico in Italia: vedi qui e qui.

Perché: i motivi per retrofittare una vecchia auto con motore a scoppio sono tanti e vanno da quelli economici a quelli della sicurezza a quelli ecologici. Difficile riassumerli tutti qui. Provo a fare un succinto elenco:

- Partiamo dal motivo più ovvio, cioè che un'auto elettrica consuma meno energia rispetto ad un'auto a benzina (il motore elettrico è incomparabilmente più efficiente di qualsiasi motore a combustione interna).

- L'elettricità  costa molto meno della benzina e non è gravata da tutte quelle odiose accise.

- L'elettricità può essere prodotta tramite energie rinnovabili.

- Allungare la vita di un'auto vuol dire ridurne fortemente l'impatto ambientale visto che gran parte delle emissioni del suo ciclo di vita sono precedenti al suo utilizzo (i metalli non si estraggono, fondono, foggiano e stampano da soli).

- La semplicità meccanica dell'auto elettrica la rende incredibilmente più affidabile di un'equivalente a scoppio. L'auto elettrica non ha candele, carburatore, cinghia, ecc...

- La manutenzione e l'usura di un'auto elettrica è irrisoria se confrontata con analogo con motorizzazione tradizionale.

- L'auto elettrica da ferma non consuma nulla, inoltre in frenata può recuperare energia e nel farlo si evita di usurare i freni stessi.

- La manutenzione al motore elettrico di norma si limita alla sostituzione dei cuscinetti a sfera (niente cambi filtro, olio, ecc...).

- L'auto elettrica non emette pericolose polveri sottili o altri gas inquinanti.

- L'auto elettrica riduce le emissioni di carbonio e quindi il riscaldamento globale (anche se l'elettricità con cui si muove derivasse da centrali a combustione, bisogna ricordarsi che anche in quel caso la resa energetica di tale centrali è assai migliore di quella di un motore automobilistico endotermico).

- Se si posseggono impianti fotovoltaici, microeolici, microidraulici si può ricaricare l'auto con la propria centrale domestica a zero emissioni.

- I motori elettrici sono molto più performanti di quelli a scoppio, fornendo la coppia massima fin dall'inizio. Per farsene un'idea, consiglio di vedere questo video dove una Tesla elettrica umilia sia una Ferrari sia una Porsche.

- L'unico limite attuale (ininfluente nella maggior parte dei percorsi urbani) è quello dell'autonomia legata alle batterie, ma proprio queste stanno vedendo uno sviluppo senza precedenti per l'intenso lavoro internazionale di ricerca. Mentre per le batterie si prevedono grandi sviluppi per l'auto a trazione tradizionale non se ne vedono affatto.

- Le auto elettriche, in caso di incidente, avendo meno parti meccaniche al loro interno tendono ad essere più sicure per i loro occupanti rispetto ad analoghe con motorizzazione endotermica.

- Le auto elettriche godono in genere di vantaggi quali la possibilità di accedere a zone a traffico limitato, circolare indipendentemente da targhe alterne e/o altri vantaggi analoghi.

- Le auto elettriche non consumano petrolio, il ché non è secondario avendo ormai raggiunto e superato il picco del petrolio.

- Le auto elettriche non richiedono la creazione dal nulla di costose e complesse infrastrutture simili a quelle richieste da analoghe soluzioni "green" come le auto ad idrogeno. Basta una presa elettrica o poco più.

- Infine, ma non da ultimo, retrofittare una vecchia auto può risultare più economico rispetto a comprare un'auto elettrica nuova.


Buon futuro a tutti dal Panda