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venerdì 26 settembre 2014

L’edilizia ed il destino del mondo

Anche volendo lasciar perdere la follia suicida e masochista della cementificazione speculativa (tanto in voga in Italia ed altrove), sarebbe bene considerare alcuni l'accavallarsi di alcuni aspetti cruciali legati all'edilizia:


1- il boom demografico planetario,

2- la massiccia urbanizzazione in atto su scala planetaria,

3- le pesantissime emissioni climalteranti connesse a produzione ed utilizzo del cemento,

4- le pesantissime emissioni climalteranti innescate da un’edilizia e da un’urbanistica di cattiva qualità.


Tener presente questi concetti dovrebbe portarci a concedere molta più considerazione ed attenzione ad articoli, idee e notizie come quelli seguenti:


Arcologia

Dall'antica Roma un segreto per costruire: "Il cemento del passato meglio dell'attuale"

MIT: How to make stronger, “greener” cement

Case in paglia

TED Talks- Kent Larson: Design brillanti per accogliere più persone nelle città

TED Talks - Michael Green - Ecco perché costruire grattacieli in legno

10 ragioni per cui le Earthship sono fottutamente incredibili

TED Talks - Kevin Surace inventa il cartongesso ecologico

Come costruire una casa in bambù in 25 giorni con 2500 dollari

Una CASA RICICLATA. Come Realizzare il Sogno di Tutti: Possedere una Casa. Phoenix Commotion Contro Ogni Spreco a Favore di chi ha un Basso Reddito.

La casa de Futuro (pdf)

Open Source Ecology – Il Liberatore

Come costruirsi casa con poca energia grigia


Come si può vedere da questo microscopico assaggio, non sono certo né le idee, né le esperienze, né le tecniche o tecnologie a mancare. Disponiamo di un armamentario piuttosto variegato per mitigare errori ed orrori edilizi. Eppure la cultura dominante guarda con estremo sospetto e/o avversione a qualsiasi cosa si scosti dalla "norma".

Quel che manca è il coraggio e l’intelligenza di cambiare.

Possiamo aspettare senza far nulla finché saranno gli eventi a decidere al posto nostro (e raramente il precipitar degli eventi si mostra clemente). 

Oppure possiamo essere fin da ora il cambiamento che vorremmo avvenisse nel mondo.

La scelta non spetta a politici e uomini di potere. Spetta a ciascuno di noi senza eccezioni.


Buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 21 novembre 2012

Assorbenti open source?! Sì ed è pure una cosa seria.



Sì, sì avete capito bene, il video qui sopra (tratto da TED) parla proprio di assorbenti intimi per donne, ma lo fa da un punto di vista quanto mai insolito. Beh, certo, la notizia può sembrare buffa ed in una certa misura lo è, ma non è ridicola. La definirei piuttosto “gioiosa”, se pensate che, ancor oggi, nell’India rurale il 98% delle donne non usa assorbenti (nel senso moderno del termine) e che l’India, sfortunatamente, non è certo l’unico paese povero al mondo! Come si può facilmente immaginare, il motivo di un comportamento apparentemente tanto bizzarro da parte della popolazione femminile dei paesi terzomondiali, non è affatto l’arretratezza culturale, ma più semplicemente la nuda e brutale povertà: quell’acquisto (dal prezzo esosamente gonfiato dalle multinazionali che producono assorbenti) è, da solo, in grado di mandare a rotoli il fragile bilancio famigliare di tanta povera gente. Se costrette a scegliere tra il mangiare e gli assorbenti, ovviamente le donne di tutto il mondo scelgono di sfamare le proprie famiglie (e non son certo che la cosa sia altrettanto ovvia, se messa in chiave maschile, ma questa è un'altra storia).

Il vostro affezionato Panda trova stupefacente che si sia potuti arrivare al punto in cui, persino in queste “piccole” faccende intime, risulta più che evidente tutta la capacità distruttiva delle multinazionali, non solo in termini di inquinamento e sfruttamento, ma anche in termini di privazione della dignità umana per immense masse popolari. Ancor più stupefacente il fatto che ciò vena sistematicamente ignorato o peggio ancora giustificato come se si trattasse di qualcosa d’inevitabile. La notizia contenuta nel video, quindi, è una ottima notizia non solo per le donne di tutto il mondo, ma anche per l’economia e la cultura, poiché questa “piccola“ rivoluzione può portare a milioni di nuovi posti di lavoro (dove ce n’è bisogno estremo), salvaguardando la dignità e la salute femminile, contribuendo all’emancipazione mondiale della donna, ma anche a diffondere la cultura solidaristica dell’open source. Al di là della curiosità che tutto ciò può suscitare, la notizia include un nucleo prezioso come un diamante, ovvero la consapevolezza (con tanto di prova provata) che anche i poveri, quando sono solidali, possono gareggiare e persino battere le multinazionali. Se questo è quel che può fare il terzo mondo, pensate cosa potrebbe fare il primo (cioè noi!) spingendo sulla collaborazione anziché sulla competizione a tutti i costi come s’è fatto finora. Dite la verità, la prima volta che avete sentito parlare di open source, avreste mai pensato a risvolti del genere? E siamo solo agli inizi!



Buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 25 luglio 2012

La terza rivoluzione industriale e dintorni



Questo post è dedicato a tutti coloro che sono appassionati di DIY (la sigla sta per “Do It Yourself” ossia “Fai da te”), ma in particolare è dedicato a chi è appassionato e non sa ancora di esserlo. La cultura dei Maker (“costruttori”) è vasta e variopinta. Si spazia dai virtuosi delle stampanti in 3D ai laboratori dell’MIT, dalle comunità di ingegneri/ecologisti agli smanettoni dell’elettronica, dalle imprese basate sulla cultura open source ai semplici appassionati. Sfortunatamente, nonostante la tanto sbandierata “arte d’arrangiarsi” di noi italiani, proprio in Italia sembra mancare un forte movimento DIY. Nonostante esponenti d’eccellenza assoluta a livello mondiale (come nel caso di Massimo Banzi che vedete nel video qui sopra parlare a TED) sembra che in Italia manchino grandi comunità online di maker o, per lo meno, il vostro affezionato Panda non è riuscito a scovarne (ma i suggerimenti sono sempre ben accetti). Il Panda quindi, nell’elenco di links sull'argomento che segue qui sotto, si è riservato di indicare diversi siti in lingua inglese:

- Open Source Ecology (Per chi non sa l'inglese, c'è sempre Wikipedia per farsi un'idea di massima)
- Instructables
- Arduino (Su Wikipedia si trova un bel articolo in italiano)
- FabLab Italia
- FabLab (MIT)
- Massimo Banzi: "Vi spiego chi sono i Maker" (su Wired)
- Sharebot, una stampante 3D italiana (su Wired)
- RepRap (su Wikipedia)

Quest'elenco non è che un microscopico assaggio di quello che la tecnologia e la condivisione online del sapere sta consentendo di fare a chi desidera costruirsi qualcosa senza per forza doverlo comprare dai cosiddetti "esperti". Ci sarebbero tutti i presupposti per una nuova rivoluzione industriale basata sulla produzione diffusa ed ultra-personalizzata. Chissà forse, un giorno non troppo lontano, saranno i progetti e le idee a spostarsi e non "sempre e solo le merci, le persone ed i materiali" come avviene oggi. Sarebbe bello, sarebbe democratico e sarebbe soprattutto possibile già ora. Inoltre in questi anni c'è "la crisi" che morde duro e qualcuno forse vorrà finalmente provare strade nuove. Quindi...

...Buon futuro a tutti dal Panda

martedì 20 marzo 2012

Autarchia 2.0 mon amour!

Nessuna nostalgia per le idiozie economiche (e non solo) del periodo fascista, qui si parla semplicemente delle potenzialità inespresse dell'attuale livello tecnologico. Quali potenzialità? Quelle artificialmente frenate dall'attuale sistema economico. Brevetti-cassetto, monopoli, i grandi capitali e i loro piani di ammortamento ed iper-sfruttamento delle loro obsolete capacità produttive, fondi speculativi d'ogni genere e tipo, cartelli collusivi, oligopoli, barriere all'ingresso, lobby e gruppi di pressione politica, corruzione, criminalità organizzate e la lista potrebbe continuare a lungo. Al di là della retorica tecno-ottimista, la realtà è che il consumismo ed il liberismo hanno assassinato e seppellito la potenza innovatrice del capitalismo "vecchio stampo". Tutti questi impedimenti, distorsioni, freni e legacci hanno ormai reso il "libero mercato" libero a senso unico...

lunedì 31 ottobre 2011

4 anni di Open Source Ecology condensati in 4 Minuti


4 Years of Factor e Farm in 4 Minutes from Open Source Ecology on Vimeo.

Eccovi un video su Open Source Ecology (di cui il Panda si era già occupato qui e qui) che mostra i risultati di 4 anni di sperimentazioni di questa splendida realtà. Buona visione.

Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda

martedì 3 maggio 2011

Open Source Ecology spiegata dal suo fondatore



Rieccoci con un nuovo ed affascinante video tratto da TED (sottotitolato anche in italiano). In questo caso si tratta di una simpatica presentazione di Open Source Ecology fatta nientepopodimeno che da Marcin Jakubowski, ossia il suo stesso fondatore. Il vostro affezionato Panda si era già occupato di Open Source Ecology pochi giorni fa (qui), ma l’occasione era troppo ghiotta per lasciar perdere.

Open Source Ecology è un'esperienza preziosa e stupefacente. Dato però che il vostro Panda non desidera annoiare con le sue chiacchiere chi già la conosce, né tanto meno togliere la sorpresa a chi non ne ha mai sentito parlare, non gli resta altro da fare se non augurare a tutti una buona visione, lasciando che a parlarne sia lo stesso Marcin Jakubowski .


Un saluto a tutti dal Panda.

mercoledì 27 aprile 2011

Open Source Ecology





Come si può vedere, Internet non è solo software, e-commerce, curiosità, informazione e creatività. Internet è anche concretezza allo stato puro. Da questo punto di vista c’è ancora tanto da fare, ma un eccellente esempio di ciò di cui sta parlando il vostro affezionato Panda, lo potete vedere con i vostri stessi occhi nel video qui sopra tratto dal sito di Open Source Ecology (sottotitolato anche in italiano).  
Di che si tratta?...