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mercoledì 22 maggio 2013

Kitegen 2013: il capolinea

I sauditi si sono interessati al Kitegen. L’Italia, quindi, perde definitivamente una tecnologia energetica che, in futuro, potrebbe rivelarsi strategica.

La politica continua a parlare in astratto di crescita economica, mentre il nostro sistema economico/industriale viene lasciato allo sbando più completo.
La cessione della più avanzata tecnologia riguardante l'eolico d’alta quota ad una compagnia straniera è una pessima notizia.Un disastro per una nazione come la nostra, ossia assolutamente priva di materie prime. Una mossa astuta per una nazione trabordante di petrolio come l'Arabia Saudita: il controllo sulle tecnologie “alternative” più promettenti consentirà loro di decidere se e quando far decollare tali tecnologie antagoniste alle fossili.


Per chi volesse più informazioni, il vostro affezionato Panda consiglia di leggere qui.


Buon futuro a tutti dal Panda

venerdì 12 ottobre 2012

Kite Gen: notizie ottobre 2012 (e altro ancora)

Ecco alcuni link che possono risultare interessanti a chi è interessato all'eolico d'alta quota:


 - Componenti e strutture del KiteGen Stem:

Struttura e componenti del kitegen stem (Presentazione accattivante)

Le 7 funzioni dello Stem

- Piano salva Alcoa della KiteGen:

Il piano KiteGen salva-Alcoa su canaleenergia.com

KiteGen incontra il presidente della regione Sardegna per la vicenda Alcoa

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Non solo KiteGen, ossia anche in Germania ed Usa non stanno a guardare:

http://www.enerkite.com/
(video del sistema EnerKite )

http://www.makanipower.com/
(breve presentazione video a TED del sistema Makani Power)

http://www.altaerosenergies.com/
(video sistema Altaeros Energies)

Esiste persino un progetto open source: http://kitepowercoop.org/
(video sistema kitepowercoop)


Insomma, l'eolico d'alta quota si muove piano, ma è un mondo sempre più ricco, variegato e...

...turbolento!


Buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 13 settembre 2012

Kite gen 2012: ghiotte novità

Impossibile non parlare delle novità occorse in merito al Kite Gen (la tecnologia eolica d'alta quota tutta italiana di cui si parla da qualche anno). Dopo varie vicissitudini politiche, burocratiche e finanziarie, si è finalmente giunti ad un prototipo, ma questa è ormai storia vecchia. Storia vecchia è anche l'apertura di un blog interno al sito della Kite Gen per fornire notizie aggiornate e comunicazioni ufficiali ai tanti curiosi ed appassionati a questa promettente tecnologia. Le notizie più recenti sono invece sostanzialmente due. Le seguenti:


1) È uscito un recente ed importante articolo scientifico (“Geophysical limits to global wind power” di K. Marvel, B. Kravitz and K. Caldeira uscito su “Nature Climate Change” il 9 Settembre 2012). La particolarità di quest’articolo è di confermare in modo netto l’esistenza del colossale ed immenso giacimento di energia rappresentato dal vento troposferico (qui un rapidissimo sunto in italiano che riassume agevolmente il contenuto dell’articolo in questione).

2) Kite Gen avrebbe fatto una proposta per rilevare gli stabilimenti dell’Alcoa in Sardegna di cui si parla tanto in questi tristi giorni di “crisi”. L’incredibile notizia oltre che dalla stessa Kite Gen è riportata da fonti autorevoli come il sole24ore, l’Ansa e altri.


Cosa dire? Beh, sicuramente sono entrambe due notizie veramente esplosive. Tuttavia non sono simili. Mentre la notizia numero uno è incontrovertibilmente una buona notizia, anzi un’ottima notizia 8per non dire di più), la seconda lascia molto perplesso il vostro affezionato Panda. Impossibile, allo stato attuale, stabilire se la proposta di acquisire l’Alcoa rappresenti la conferma di un ritrovato vigore nello sviluppo del progetto Kite Gen oppure se rappresenti al contrario un tentativo disperato e cinico di attrarre nuovamente l’attenzione su una tecnologia che, per quanto promettente, tarda a produrre risultati commerciali e tecnici valutabili oggettivamente. Per quanto valida possa essere un’idea di questo tipo, non si può pretendere fiducia cieca basandosi su un unico prototipo. Quindi? Quindi niente, il futuro ci rivelerà come stanno le cose. Il vostro amico Panda, da canto suo, spera tanto che i suoi sospetti si rivelino del tutto ingiustificati e che l’avventura del Kite Gen prenda presto il volo, proprio come i suoi aquiloni.


Buon futuro a tutti dal Panda

P.S. - Per chi non l'avesse già fatto, il vostro affezionato Panda continua a consigliare di vedere e far vedere a tutti il video di "Pippa s'incazza" che parla in modo molto fresco e simpatico dei cambiamenti climatici occorsi questa estate (che, purtroppo per noi, non sono stati nè freschi nè simpatici, ma molto, MOLTO preoccupanti).

martedì 3 aprile 2012

Kite Gen: anno 2012, il prototipo in azione (video)

Per chiunque fosse interessato a vedere finalmente in azione il prototipo del Kite Gen (il celebre eolico d’alta quota made in Italy) una buona notizia: ora è possibile.

A chiunque non l’avesse già visto, quindi, il vostro affezionato Panda, suggerisce di vedere il video apparso sul sole24ore: qui.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 15 marzo 2012

KiteGen 2012

Sembra proprio che ci siamo. I famosi “aquiloni” della KiteGen prendono il volo. Massimo Ippolito, che si potrebbe definire il papa del KiteGen, sembra essere sempre più vicino al suo obiettivo.

Il prototipo industriale del KiteGen, il progetto di eolico d’alta quota più avanzato al mondo (e tutto italiano), ha finalmente preso il volo.

Per chi desidera saperne di più, il vostro affezionato Panda consiglia la lettura dell’articolo apparso qualche giorno fa su sito del Sole24ORE (qui) che riassume bene i concetti di base di questa brillante avventura tecnologica italiana. Ovviamente si possono trovare notizie interessanti anche sul sito della KiteGen stessa e su Wikipedia. Ovviamente non mancano nemmeno numerosi video sull’argomento (anche SuperQuark se ne era occupato nel 2010). Per chi non teme l’inglese ed i tecnicismi poi è imperdibile l’articolo apparso nel 2009 sul prestigioso TheOilDrum ad opera del prof. Ugo Bardi. Quest’ultimo articolo, benché ormai datato, rimane comunque molto interessante sia per le informazioni contenute nell’articolo stesso sia per le molte altre contenute nei numerosi commenti correlati).

Vicenda affascinante, ma anche deprimente quella del KiteGen. Affascinante dal punto di vista della sfida tecnologica e scientifica. Deprimente da parte dell’isolamento politico ed economico che, da sempre, l’Italia non lesina a nessuna delle sue eccellenze. Comunque sia, nonostante gli sgambetti di una burocrazia (che definire ottusa sarebbe limitativo e fin troppo gentile), nonostante le vane parole di una politica sempre più cialtrona ed inconcludente e nonostante l’assoluta latitanza di investitori di grande calibro (forse troppo occupati a speculare sulle fluttuazioni di borsa ed a quel che resta dell’economia reale), insomma, nonostante tutto e tutti, il vento sembra soffiare a gonfie vele sulle migliori speranze per una nuova ed ancor più agguerrita fonte energetica pulita. La fine del petrolio si avvicina sempre più, come la benzina a 2 euro e l’ira dei cittadini onesti.


Buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 28 dicembre 2011

Il Kite Gen ancora nell’occhio del ciclone

Il Kite Gen, l’avveniristico ed ormai famoso progetto tutto italiano per lo sfruttamento energetico dei venti d’alta quota non riesce a trovar pace. Dopo le numerose ed assurde complicazioni burocratiche, dopo le difficoltà finanziarie (in termini di promessi e mai consegnati finanziamenti pubblici), è ora il tempo delle strampalate opposizioni accademiche. Il vostro affezionato Panda si riferisce all’uscita di alcuni studi che prevedrebbero pesanti ripercussioni ambientali in caso si diffondesse l’eolico d’alta quota. Il Panda, da ignorantone qual è, preferisce che siano le parole dello stesso Massimo Ippolito, fondatore del progetto Kite Gen, a confutare queste “stramberie” scientifiche (si veda qui). Quel di cui intende invece parlare il vostro Panda è...

mercoledì 21 settembre 2011

Kitegen, critiche, repliche e meritocrazia in Italia

Ecco le critiche:


Vola Alto - quello che non si dice sul kitegen from Mattia Butta on Vimeo.

E qui la replica della Kitegen


Vola Alto 2 - La replica della Kitegen research s.r.l. from Mattia Butta on Vimeo.

Il vostro affezionato Panda non condivide lo scetticismo dell'intervistatore, ma apprezza grandemente un caso di giornalismo in cui si da ampio spazio alle informazioni e ai diretti interessati. Si noti che i due video risalgono ormai a circa un anno fa. Nonostante tutto, sembra che ancor oggi la politica continui a latitare ed i privati ad approfittarne. E' molto triste vedere l'eccellenza pubblicamente punita anziché premiata (o per lo meno incoraggiata).

Si finge di stupirsi che l’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s abbia deciso di tagliare il voto di affidabilità all'Italia. Certamente le agenzie di rating non sono sante e, dopo tutto quel che è successo in questi anni, la loro credibilità è ai minimi storici, ma l'Italia ha servito loro il declassamento su un piatto d'argento (e continua a farlo, cosicché il FMI si sta già leccando i baffi pregustandosi un lauto banchetto con la nostra carcassa).

Perché il Panda dice tutto ciò? Perché, nonostante le impressioni, le risorse per risollevarsi l'Italia ce le avrebbe, ma i parassiti, gli ignoranti e gli incompetenti sono davvero troppi. Serve più dinamismo. Trascurare progetti come il Kitegen (ma lo stesso vale per il solare a concentrazione di Rubbia e tantissimi altri casi meno noti) è follia, non politica né economia. Quando si parla di meritocrazia in Italia sembra di parlare di un UFO, ma la meritocrazia non è un optional di cui si può far a meno. Non in tempi come questi. O lo si capisce ed accetta o si fallisce (e non in senso figurato).

Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda

domenica 28 agosto 2011

Non solo Kite Gen

Tempi sempre più duri per i detrattori dell'eolico. Alle rosee prospettive aperte dall'ormai famoso Kite Gen (in grado di funzionare con aquiloni super-tecnologici d'alta quota anzichè le solite e  "tanto odiate" pale) si aggiunge in questi giorni la notizia di uno studio promettente e rivoluzionario da parte del California Institute of Technology (Caltech).

Lo studio in questione non riguarda l'eolico d'alta quota, ma quello tradizionale, eppure...

lunedì 1 agosto 2011

E-cat e Kite Gen: come vanno le cose?

Pandemica-mente si è già occupata in passato (qui) del fenomeno E-cat, la presunta invenzione di un dispositivo di produzione d’energia basata su una sorta di fusione a freddo. Il vostro affezionato Panda se n'era occupato tramite le osservazioni e le parole del prof. Ugo Bardi. Per dovere di cronaca, ora il vostro affezionato Panda segnala il seguito della vicenda (ancora aperta), invitando chi fosse interessato a leggere l’interessante artico (in italiano) direttamente dal blog del prof. Bardi (qui). Per ora, sfortunatamente, pare che le promesse mirabolanti dell’E-cat siano lungi dall’essere dimostrate. Anche se non si può ancora dire con certezza che ci si trovi d’innanzi all’ennesimo caso di truffa scientifica, i sospetti rimangono e si accrescono considerevolmente. L’avversione patologica alle critiche degli scettici, la mancanza di basi teoriche convincenti e soprattutto l’assenza di dati sperimentali consistenti e riproducibili non lasciano sperare per il meglio. Non resta che aspettare che la vicenda segua il suo corso e vedere se il futuro riserverà per l’E-cat ulteriori sorprese entusiasmanti oppure il finale sarà quello dei più scontati e deprimenti.

Se da un lato un’avventura tecnologica che aveva sollevato grandi speranze sembra volgere verso una delusione altrettanto profonda, un’altra vicenda (ben meno oscura) continua il suo cammino irto d’ostacoli senza cedimenti. Il riferimento in questo caso è al Kite Gen, l’innovativo e più avanzato progetto di eolico d’alta quota al mondo. Essendosene occupato ripetutamente in passato, sempre per dovere di cronaca, il Panda segnala a chi fosse interessato l’apertura al finanziamento privato e diffuso da parte della società promotrice del Kite Gen. Va purtroppo ricordato che, pur avendo vinto diversi premi e bandi di finanziamento pubblici, pur essendo apparso ripetutamente su stampa nazionale ed internazionale (specializzata e non), pur avendo ripetutamente attratto l’attenzione persino della tv generalista (compresa un’apparizioni su Superquark), pur rappresentando l’Italia all’expo universale di Shanghai, i soldi pubblici promessi a questo progetto non sono mai giunti a destinazione. Malauguratamente una palese indifferenza politica e un altrettanto palese ostracismo burocratico non sono stati altrettanto latitanti. Lungi dal voler fornire qualsivoglia consiglio finanziario, quindi, il Panda ritiene doveroso informare dell’appello ai piccoli risparmiatori lanciato dai promotori del Kite Gen, per rimarcare che in Italia c’è chi non si arrende o rassegna ai ben noti ed evidenti difetti dell’Italia d’oggi. C’è chi porta avanti grandi innovazioni, innovazioni senza confronti al mondo. A queste realtà e persone il Panda, nel limite delle sue misere possibilità, vuol far sentire tutta la sua ammirazione, solidarietà ed il sostegno che meritano. Resistere è possibile, agire pure.



Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda

mercoledì 25 maggio 2011

Il Kite Gen è una vera soluzione?

Pandemica-mente si è occupata più volte del progetto italiano per l’eolico d’alta quota. Il progetto è promettente e le premesse fanno sperare in un forte balzo tecnologico nel settore eolico con un conseguente e considerevole abbassamento del costo per kilowattora. A differenza dei venti intercettabili con le tradizionali torri eoliche, quelli d’alta quota sono più persistenti, più intensi e distribuiti equamente sull’intero pianeta. Se la tecnologia del Kite Gen (basata su sofisticati aquiloni controllati al computer) dovesse mantenere le sue promesse, pare quindi che l’umanità avrebbe una carta in più da giocare per sconfiggere o almeno mitigare la scarsità energetica dovuta al Picco del Petrolio ed i guai derivanti dal riscaldamento globale. Ottima notizia, si dirà, ma ne siamo certi? ...

mercoledì 23 marzo 2011

Kite gen 2011



Eccovi un video, tratto dal canale di alexbrown1969 su YouTube, che mostra il cantiere del prototipo di Kite Gen StemSommariva Perno, in provincia di Cuneo. Il filmato ritrae alcuni spezzoni di una visita al cantiere guidata dall'Ing. Massimo Ippolito che il Kite Gen l'ha brevettato. Ancora una volta, quindi, stiamo parlado del più avanzato progetto di eolico d'alta quota al mondo.

Per chi non lo sapesse, l'eolico d'alta quota è una branca delle energie rinnovabili che differisce dall'eolico convenzionale per due aspetti: il primo è che è ancora in una fase sperimentale ed il secondo è che, ambendo a sfruttare i venti forti e costanti presenti ad alta quota anzichè quelli lenti ed intermittenti presenti alle quote intercettabili con le tradizionali torri eoliche, comporta una potenzialità energetica senza eguali nel settore. In poche parole l'eolico d'alta quota, se riuscisse a trasformarsi in una realtà industriale, porrebbe fine ai due principali limiti del eolico: la forte intermittenza dei venti e le restrizioni imposte dal fatto che, al di là delle questioni estetiche, non tutti i luoghi sono sfruttabili con l'attuale tecnologia basata sulle torri eoliche. La sfida ovviamente sta proprio nel trasformare questo sogno in realtà. Si tratta di una sfida tecnologica tutt'altro che semplice, una sfida che il Kite Gen tenta di vincere per mezzo di aquiloni ipertecnologici (kite, in inglese, vuol dire per l'appunto aquilone).

Il video è relativamente recente (la data in sovraimpressione riporta la data del 6 marzo 2011) ed è particolarmente interessante soprattutto per la spiegazione che lo stesso Ing. Massimo Ippolito fornisce in merito alle cause dei tanti problemi burocratici e finanziari in cui purtroppo il progetto è incappato finora.


Il vostro affezionatissimo Panda augura a questo brillante progetto tutto "Made in Italy" e a tutti voi un futuro ridente.

giovedì 3 marzo 2011

Dacci oggi il nostro Kite Gen quotidiano (che al High Tech del futuro ci penseremo quando sarà ora)

La nostra cosiddetta civiltà sta puntando sui cavalli sbagliati. Drogati dai nostri precedenti successi tecnologici, la maggior parte di noi è convintissima che qualsiasi problema attuale sia risolvibile grazie ai futuri progressi tecnologici. Eppure la nostra “civiltà”, nonostante le apparenze, non ama affatto la tecnologia. Più concretamente, la trova ottima come scusa polivalente. Stiamo inquinando oltre ogni limite? Stiamo riempiendo cielo, oceani e terra di ogni “mal di dio”? Stiamo ritardando all’inverosimile investimenti cruciali ed una più generale riconversione delle nostre economie? C’è un’epidemia di tumori, sterilità, depressioni varie, diabete, malattie autoimmuni, leucemie infantili, malattie respiratorie ed alimentari? Nessun problema, ci penserà la tecnologia del futuro con la sua bella bacchetta magica a mettere a posto tutto.

O forse no? …

giovedì 10 febbraio 2011

Kite gen: riservatezza e sostegno

Molti di voi avranno notato la scarsità di notizie circa l’avanzamento dei lavori del primo Kitegen Stem (il prototipo tutto italiano sull’eolico d’alta quota). Il vostro affezionato Panda riconosce la saggezza di tale avara politica informativa. Allo stato attuale, infatti, creare aspettative eccessive oppure informare costantemente di tutte le difficoltà che la KiteGen, come tante altre aziende innovative, è costretta ad affrontare (soprattutto operando in Italia) potrebbe rivelarsi assai pericoloso. I rischi sono quelli soliti: la possibilità di mostrare il fianco ai “liberi opinionisti” tanto sensibili alle istanze di lobby avverse. Finché si parla di progetti e di tecnologie futuribili, i mass-media tradizionali fingono compiacenza e curiosità, ma quando ci si avvicina alla concretizzazione di alternative alle fonti tradizionali d’energia, i mezzi di disinformazione di massa non mancano di far sentire il loro dissenso.
La disinformazione scientifica oggi è una vera è propria scienza. La disinformazione scientifica, giochi di parole a parte, è oggi ampliamente applicata e massicciamente finanziata. Nessun settore è immune: si va dalla climatologia (vedi qui), alla geologia, alla farmaceutica, ecc...
Una volta al servizio di governi, oggi i professionisti della disinformazione sono al soldo delle grandi lobby private, ossia del dio denaro, la cui fame di se stesso mai avrà fine.

Dato che ormai siamo all’assemblaggio del primo strumento che potrebbe essere in grado di sfruttare i potenti e costanti venti d’alta quota, la prudenza è d’obbligo. La riservatezza su un progetto tanto avanzato ed innovativo, inoltre, si spiega con la necessità sacrosanta da parte di una società privata di tutelarsi dai propri concorrenti. Benché il progetto del Kitegen Stem sia il più avanzato sul fronte dell’eolico d’alta quota, non è certo l’unico. In un periodo di prezzi costantemente alti sia per i combustibili fossili sia per quelli fissili, l’attenzione a qualsiasi altra fonte di energia è alquanto cresciuta.

Se le informazioni sul Kitegen Stem scarseggiano per buoni motivi, quello che non dovrebbe mai venire meno è l’appoggio e l’attenzione della società civile a progetti tanto meritori. Se noi tutti riusciremo ad affrontare (ed almeno in parte sconfiggere) le enormi sfide che il futuro ci pone, sarà infatti solo grazie a quei pionieri che, affrontando le molte difficoltà poste dal caso o dalla malizia umana, osano volare alto nonostante il rischio di cadere. A loro e a chi li sostiene va l’eterna gratitudine del Panda. D’altra parte chi vuol sfruttare i venti d’alta quota senz’altro deve volare altissimo.

Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda.

P.S. - Qualche utile ed attendibile informazione sul Kitegen Stem è sempre possibile ricavarla da quell'autentica miniera di informazioni preziose che è il professor Ugo Bardi (vedi qui).

martedì 28 dicembre 2010

Kite gen



Ecco qua un brevissimo filmato che riprende il prototipo quasi ultimato del Kite gen, la tecnologia tutta italiana dell'eolico d'alta quota. Così, solo per il gusto di vedere che c'è! Per il gusto di sapere che ce la farà nonostante l'Italia sbraitona e casinara che strilla "al nucleare! al nucleare!" (non per convinzione sincera, ma solo perchè l'ha ordinato il capo).

Buona visione a tutti dal Panda

giovedì 23 dicembre 2010

"Kite gen" vs. "L'Italia che si arrangia"


Kite gen, l'ambizioso ed innovativo progetto di Massimo Ippolito sta crescendo. Avanza, lentamente, ma inesorabilmente, facendosi largo tra mille avversità. Per chi non lo sapesse, il Kite gen è una tecnologia eolica di nuova generazione che ambisce ad intercettare e sfruttare i veloci e costanti venti d'alta quota usando appunto i kites (ossia aquiloni a profilo alare simili a quelli usati nel kite surf, ma molto più tecnologici). Pur essendo una tecnologia sperimentale, Kite gen rappresenta a livello mondiale la punta di diamante dell'eolico d'alta quota ed è una tecnologia tutta italiana.
Per maggiori informazioni sul progetto ecco il link al sito del Kite gen. E' anche possibile vedere al riguardo uno dei tanti video su YouTube. Chi fosse invece interessato a sostenere finanziariamente il progetto come piccolo investitore può contattare la WOW S.p.A. (che sarebbe poi la sigla per Wind Operations Worldwide S.p.A.). Chi volesse infine approfondire gli aspetti tecnici legati alle potenzialità del progetto, può leggere l’interessantissimo articolo del 2009 scritto dal professor Ugo Bardi su TheOilDrum  .

E l’Italia cosa fa? Sostiene il progetto con fondi pubblici? No! Peggio ancora, lo fa solo a parole (ossia non stanzia i soldi che aveva promesso). L’Italia allora sta a guardare senza far nulla? Nemmeno! L’Italia si oppone

venerdì 23 aprile 2010

Aquiloni ed energia

Se pensate che eolico voglia dire solo grandi pale rotanti, forse vi sbagliate. Anche sul fronte dell’eolico, oltre che su quello del solare (si veda ad esempio: http://desertecitaly.altervista.org/), le prospettive per il futuro sono più che rosee. Sul fronte dell’eolico di seconda generazione, in particolare, l’Italia riveste un ruolo di primissimo piano grazie a KiteGen. L’idea è quella di sostituire, al ormai vetusto concetto dei soliti mulini a vento, una concezione radicalmente nuova: non più immense pale collegate ad un rotore, ma immensi caroselli mossi tramite aquiloni (kites appunto). Le potenzialità di questa tecnologia sono entusiasmanti. A differenza delle prospettive quali le cosiddette assimilate o al nucleare ( a meno che non si parli di nucleare al Torio ovviamente, che però sembra non interessare nessuno). L'esaurimento delle risorse su cui si basano e la loro scarsa o scarsissima resa energetica ed economica (quando nei conti si conteggiano TUTTI i costi) dovrebbero far bollare queste tecnologie come morenti ed inadeguate, invece sembra proprio che siano quelle su cui, in ostinata e sconsiderata controtendenza, sta puntando l’Italia per il suo futuro energetico.
Per quanto riguarda gli aquiloni e l'annessa tecnologia eolica d'alta quota sviluppata da Kitegen non dirò altro se non che sono molto promettenti, così come lo sono del resto il geotermico di seconda generazione, il solare a concentrazione e le biomasse ricavate da microalghe (che non sottraggono cibo a nessuno, ma solo CO2).
Sull’argomento Kitegen potete eventualmente farvi un idea più precisa con un interessante articolo di Ugo Bardi (http://www.aspoitalia.it/blog/nte/2009/07/13/eolico-di-alta-quota-unera-di-abbondanza/) oppure direttamente sul sito della KiteGen (http://www.kitegen.com/it/) o guardando uno dei filmati dimostrativi di YouTube (ad esempio: questo).

L’aspetto che colpisce però è come lo stato italiano tenda sistematicamente ad ignorare (al di la di solenni quanto inutili proclami) le buone idee come queste, difendendo invece a spada tratta “soluzioni” quali il cosiddetto “carbone verde”, i rigasificatori o il nucleare. Il dubbio è che non siano aspettative tecniche diverse a spingere verso una soluzione piuttosto che un’altra, ma diretti interessi privati. Le soluzioni energetiche di lungo periodo su cui l’attuale governo vorrebbe puntare, guarda caso, sono tutte ad altissima concentrazione di capitale e a bassa efficienza. Tralasciando gli evidenti aspetti ambientali e di sicurezza pubblica, viene comunque da chiedersi se non è forse il caso che l’Italia ci pensi bene, prima di ipotecare il suo futuro ECONOMICO col carbone, il petrolio, il gas e l’uranio. Il sospetto a cui alludevo, infatti, è che poche grandi compagnie private, dopo aver ricevuto ingenti e generosi aiuti statali per costruire centrali nucleari, inceneritori, rigasificatori ecc… non facciano altro che rivendere l’energia così ottenuta a paesi terzi. In questa logica l’Italia è solo un vantaggio logistico e normativo da sfruttare per vincere la concorrenza internazionale.

In altre parole: ci sono poteri molto forti e ben rappresentati politicamente che potrebbero essere più che tentati di incassare il contante personalmente, scaricando invece i costi ambientali (e non) sulle tasche e sulle teste di tutti gli italiani, senza neppure vendergli l'energia così ottenuta.

Non so voi, ma io un pensierino sugli aquiloni ce lo farei.

Saluti a tutti voi dal Panda.