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venerdì 15 aprile 2016
Referendum del 17 aprile 2016 ? Sì, grazie. E ormai ci siamo!
Il vostro affezionatissimo Panda lascia che sia Carlo Petrini, il mitico fonfìdatore di Slow Food, conosciuto anche come Carlin, a spiegare con poche e semplicissime parole le motivazioni per andare a votare al referendum abrogativo del 17 aprile in materia di trivellazioni in mare.
Per chi volesse un maggiore approfondimento, il vostro Panda consiglia:
http://ugobardi.blogspot.it/2016/04/votare-si-al-referendum-lappello-di.html
E per chi cerca informazioni di natura pratico/elettorali sul referendum:
http://www.ilpost.it/2016/04/12/referendum-trivelle-informazioni-voto/
Grazie a tutti e, a tutti, un sincero augurio di un buon futuro da parte del vostro Panda
lunedì 13 giugno 2011
Quorum raggiunto
Quorum raggiunto. Era da 16 anni che non avveniva.
E' avvenuto per i referendum su acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento, con tutto ciò che questo comporta in termini di equità, salute e futuro.
E' avvenuto perchè il 57% circa degli italiani ha votato nonostante fosse giugno, nonostante una gran parte di loro fosse stata chiamata poco prima ad esprimersi anche per le elezioni amministrative.
E' avvenuto nonostante un pesante e preoccupante silezio da parte dei mass-media tradizionali.
E' avvenuto nonostante la politica dei partiti.
Quorum raggiunto nonostante tutto e tutti.
Grazie Italia!
Un saluto a tutti, ma proprio a tutti, dal Panda.
mercoledì 8 giugno 2011
REFERENDUM 2011
L'ufficio centrale elettorale presso la Corte di Cassazione, come ormai noto, ha deciso che gli italiani saranno chiamati ad esprimersi su quattro quesiti referendari (qui la notizia). La Corte di Cassazione, infatti, ha confermato che, per domenica 12 e lunedì 13 giugno, si dovrà tenere anche la prevista consultazione referendaria sul nucleare. Gli esiti dei referendum, come sempre, saranno considerati validi solo al raggiungimento del 50% più uno degli aventi diritto di voto.
Gli italiani si potranno presentare alle urne per esprimere il proprio 'sì' oppure 'no' ai quattro temi:
Gli italiani si potranno presentare alle urne per esprimere il proprio 'sì' oppure 'no' ai quattro temi:
- la privatizzazione dell'acqua
- i profitti sull'acqua
- il nucleare
- il legittimo impedimento
Gli orari di apertura dei seggi saranno:
- Domenica 12 giugno 2011, dalle ore 8.00 alle ore 22.00
- Lunedì 13 giugno 2011, dalle ore 7.00 alle ore 15.00
Gli elettori, ovviamente, dovranno presentarsi nella propria sezione elettorale, portando con sé, oltre alla propria tessera elettorale, un documento d'identità valido. La votazione si effettua apponendo una X sulla risposta scelta per ciascuna delle quattro schede, una per ogni quesito. Trattandosi di referendum abrogativi, è fondamentale ricordarsi che votare 'sì' significa chiedere la cancellazione delle norme dei quesiti. Il 'no', al contrario, è un voto a favore delle suddette norme, ossia per continuare mantenendo le attuali norme vigenti invariate.
Vediamo i quattro quesiti uno per uno:
Quesito uno - Scheda rossa: privatizzazione dell'acqua. Si riferisce all'abrogazione dell'art. 23 bis della Legge n. 133/2008 ( 'Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica'). Votando 'sì', si vota contro la privatizzaione dell'acqua; votando 'no', si lascia intatta la norma attuale che consente la possibilità di affidare i servizi idrici ai privati.
Quesito due - Scheda gialla: profitti sull'acqua. Si propone l'abrogazione di una parte dell'art.154 del Decreto Legislativo n. 152/2006. Votando 'sì', si vota per abrogare la norma che prevede che i privati possano stabilire una tariffa per il servizio idrico; votando 'no', si vota per mantenere la norma attuale e quindi la possibilità per i privati di stabilire la tariffa del servizio idrico secondo l’adeguatezza del capitale investito.
Quesito tre - Scheda grigia: nucleare. Dopo lo stop governativo alle centrali nucleari deciso col decreto legge ‘Omnibus’ ed il conseguente trasferimento da parte della Corte di Cassazione del quesito referendario sulla nuova norma votata nel decreto legge, il titolo è 'Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare'. Votando 'sì', si vota contro il nucleare, votando 'no' rimarranno le norme vigenti.
Quesito quattro - Scheda verde chiaro: legittimo impedimento. Si richiede l’abrogazione di una parte della legge nr. 51 del 7 aprile 2010 dal titolo 'Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza'. La norma in questione ha introdotto la possibilità per chi è impegnato in attività di governo di non comparire nelle aule di giustizia. Votando 'sì', si abrogherà tale norma, votando 'no' le cose rimarranno allo stato attuale consentendo quindi ad alcune autorità di non comparire dinnanzi ai giudici come da normativa in questione.
Saluti a tutti dal Panda.
Saluti a tutti dal Panda.
giovedì 21 aprile 2011
Rinunciano al nucleare per tenersi l'acqua privata e il legittimo impedimento
La politica dei sondaggi. Com'altro chiamarla? Oppure politica dell’amnesia: ogni 2/3 settimane si ribalta la propria (presunta) strategia politica in funzione della convenienza del momento. Non si tratta di apertura mentale, né tanto meno di apertura al dialogo, è solo sfrontatezza. E’ quel tipo di sfrontatezza che deriva dall’essere sicuri che ben pochi hanno il tempo, la possibilità e la voglia andrà di andare a spulciare le affermazioni di 2/3 settimane prima. E’ persino peggio di così: questa apparente volatilità politica è la sfrontatezza derivante dalla certezza che il bombardamento dei mass-media e dei loro programmi spazzatura ha ormai azzerato la capacità di reazione della gente comune. L’esasperazione dei toni, la radicalizzazione urlata delle diverse posizioni e la sovraesposizione ad una valanga di notizie socialmente, economicamente e politicamente irrilevanti, ha fatto sì che una ilarità fatalista, rassegnata ed autoprotettiva si sostituisse a quella che una volta era una sana indignazione seguita da una forte reazione sociale. A veri e propri voltafaccia (a volte veramente eclatanti), non segue quindi dal mondo politico nulla, se non la solita noiosa e sterile schermaglia polemica da campagna elettorale perenne. Ciò evidenzia come nessuna spiegazione convincente sia considerata una manovra necessaria, neppure a fini strettamente elettorali. Perchè sforzarsi di inventare sempre nuove scuse quando basta l'oblio mediatico e quindi mnemonico. Non serve neppure aspettare a lungo, bastano da due settimane ad un mese (sempre che non si sia Mr B. in persona, in quel caso anche 24 ore sono più che sufficienti).
Quello che il mondo politico italiano ed europeo sta offrendo ai propri elettori non è vera politica, ma una sorta di “politica-truffa”. L’unico fine apparentemente perseguito dal sistema politico, infatti, pare essere divenuto solo quello di ingannare gli elettori per raggiungere precisi obiettivi economici. Il tutto viene condito con orizzonti temporali di brevissimo respiro che impediscono qualsiasi progettualità sensata. L'unica razio che rimane, sfortunatamente, è quindi la logica affaristica privata costantemente parcheggiata alle spalle del dibattito politico pubblico. Il benessere collettivo è totalmente escluso da quella logica. Il nocciolo reale delle diatribe politiche non è più cosa sia il bene comune e come vada perseguito, quanto piuttosto quali poteri economici forti foraggiare e come far apparire quel foraggiamento come se fosse il bene comune. Le democrazie moderne (e non solo l’Italia sfortunatamente) hanno svenduto le proprie prerogative politiche e la propria libertà intellettuale alle insaziabili avidità del libero mercato che altro non è se non la totale libertà concessa ai capitali a scapito delle persone.
Cosa ha a che fare tutto ciò con il referendum sul nucleare? E’ presto detto…
Quello che il mondo politico italiano ed europeo sta offrendo ai propri elettori non è vera politica, ma una sorta di “politica-truffa”. L’unico fine apparentemente perseguito dal sistema politico, infatti, pare essere divenuto solo quello di ingannare gli elettori per raggiungere precisi obiettivi economici. Il tutto viene condito con orizzonti temporali di brevissimo respiro che impediscono qualsiasi progettualità sensata. L'unica razio che rimane, sfortunatamente, è quindi la logica affaristica privata costantemente parcheggiata alle spalle del dibattito politico pubblico. Il benessere collettivo è totalmente escluso da quella logica. Il nocciolo reale delle diatribe politiche non è più cosa sia il bene comune e come vada perseguito, quanto piuttosto quali poteri economici forti foraggiare e come far apparire quel foraggiamento come se fosse il bene comune. Le democrazie moderne (e non solo l’Italia sfortunatamente) hanno svenduto le proprie prerogative politiche e la propria libertà intellettuale alle insaziabili avidità del libero mercato che altro non è se non la totale libertà concessa ai capitali a scapito delle persone.
Cosa ha a che fare tutto ciò con il referendum sul nucleare? E’ presto detto…
giovedì 24 marzo 2011
Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.
Non è per vantarmi, ma credo proprio che questa volta il vostro affezionato Panda abbia trovato un titolo stupendo per questo post. Certo, qualcuno ora dirà che quelle parole sono di Gandhi, ma chi l'ha detto che, per essere bello, un titolo deve pure essere originale?
Comunque sia, gli amici della campagna referendaria volta rendere nuovamente pubblica l'acqua, devono aver pensato lo stesso, dato che, sul loro sito, quella bella citazione del Mahatma capeggia subito sotto alla scritta a caratteri cubitali "L'ACQUA NON SI VENDE".
Inutile dire che Pandemica-mente è schierata a favore della nobile causa promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. L'acqua, come l'aria, non è un bene privato e non può essere trattato come tale. La sua privatizzazione comporta pesanti ripercussioni sul modo stesso di concepire la società oltre inaccettabili rischi economici.
La differenza tra libero mercato e barbarie è assai labile in casi come questo. Casi in cui cioè un bene vitale viene reso disponibile solo ad una ristretta cerchia di persone a scopo di lucro. Quel che è peggio è che, a fronte di una tale rinuncia collettiva, non si riesce neppure a scorgere una qualsiasi utilità o convenienza pubblica credibile. Piantare un cartello con la dicitura "proprietà privata" sulle correnti dei fiumi o sopra le nuvole sarebbe assurdo quanto il pensare che una privatizzazione del genere possa condurre ad un qualsiasi vantaggio. Una tale colossale "ingenuità" della politica dinnanzi a interessi privati di questa portata fa temere la malafede e/o l'incompetenza più totale. L'acqua è un bene comune, per sua stessa natura, da gestire e proteggere collettivamente. Averla privatizzata è stato un grave errore e i 3 referendum promossi dal forum per renderla nuovamente pubblica sono sacrosanti. Pensate che il Panda stia esagerando, pensate che sia solo retorica, un inutile enfatizzazione di un problema tutto sommato secondario visto i tempi che corono? Dal momento che tutti i ghiacciai del mondo sono in ritirata il problema non è per nulla secondario e in un futuro non troppo lontano rischia di essere perfino cruciale. Le cellule che compongono il corpo umano sono composte da un 65% ad un 90% d'acqua, detto ciò, cosa ha significato la sua privatizzazione?
Ci sono battaglie in cui il proprio contributo è una goccia in mezzo al mare, eppur preziosissimo. Ci sono battaglie che meritano di non lasciar trascorrere troppa acqua sotto i ponti prima di iniziare ad agire. Ci sono battaglie che non sono facili come bere un bicchier d'acqua, ma meritano d'essere combattute lo stesso. Insomma, ci sono battaglie per cui vale la pena di rischiare d'essere ignorati, derisi e persino combattuti, perchè la loro vittoria è una vittoria di tutti. La battaglia civile per rendere nuovamente pubblica l'acqua è una di quelle.
Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda.
Comunque sia, gli amici della campagna referendaria volta rendere nuovamente pubblica l'acqua, devono aver pensato lo stesso, dato che, sul loro sito, quella bella citazione del Mahatma capeggia subito sotto alla scritta a caratteri cubitali "L'ACQUA NON SI VENDE".
Inutile dire che Pandemica-mente è schierata a favore della nobile causa promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. L'acqua, come l'aria, non è un bene privato e non può essere trattato come tale. La sua privatizzazione comporta pesanti ripercussioni sul modo stesso di concepire la società oltre inaccettabili rischi economici.
La differenza tra libero mercato e barbarie è assai labile in casi come questo. Casi in cui cioè un bene vitale viene reso disponibile solo ad una ristretta cerchia di persone a scopo di lucro. Quel che è peggio è che, a fronte di una tale rinuncia collettiva, non si riesce neppure a scorgere una qualsiasi utilità o convenienza pubblica credibile. Piantare un cartello con la dicitura "proprietà privata" sulle correnti dei fiumi o sopra le nuvole sarebbe assurdo quanto il pensare che una privatizzazione del genere possa condurre ad un qualsiasi vantaggio. Una tale colossale "ingenuità" della politica dinnanzi a interessi privati di questa portata fa temere la malafede e/o l'incompetenza più totale. L'acqua è un bene comune, per sua stessa natura, da gestire e proteggere collettivamente. Averla privatizzata è stato un grave errore e i 3 referendum promossi dal forum per renderla nuovamente pubblica sono sacrosanti. Pensate che il Panda stia esagerando, pensate che sia solo retorica, un inutile enfatizzazione di un problema tutto sommato secondario visto i tempi che corono? Dal momento che tutti i ghiacciai del mondo sono in ritirata il problema non è per nulla secondario e in un futuro non troppo lontano rischia di essere perfino cruciale. Le cellule che compongono il corpo umano sono composte da un 65% ad un 90% d'acqua, detto ciò, cosa ha significato la sua privatizzazione?
Ci sono battaglie in cui il proprio contributo è una goccia in mezzo al mare, eppur preziosissimo. Ci sono battaglie che meritano di non lasciar trascorrere troppa acqua sotto i ponti prima di iniziare ad agire. Ci sono battaglie che non sono facili come bere un bicchier d'acqua, ma meritano d'essere combattute lo stesso. Insomma, ci sono battaglie per cui vale la pena di rischiare d'essere ignorati, derisi e persino combattuti, perchè la loro vittoria è una vittoria di tutti. La battaglia civile per rendere nuovamente pubblica l'acqua è una di quelle.
Un saluto a tutti dal vostro affezionato Panda.
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