Il vostro affezionato Panda dedica questo post a tutti coloro che pensano che le petizioni online siano inutili o peggio. Forse qualcuno di loro avrà già notato che è apparso un annuncio che promuove appunto una piccola petizione online sulla homepage di questo piccolo blog.
Non si tratta di essere contraddittori o provocatori. Pur essendo il Panda un fervente sostenitore delle petizioni online, non c'è neppure una goccia di ironia o cinismo nel dedicare questo post a chi la pensa diversamente.
Ma per capire bisogna procedere con ordine.
La petizione in questione rivolge una richiesta piuttosto esplicita al attuale Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni (ed altri), il titolo recita infatti: Scambiare o vendere energie rinnovabili sia libero per tutti.
Se non siete d'accordo con quanto richiesto dai promotori della petizione (vedi qui per maggiori informazioni), allora vi chiedo sinceramente scusa per avervi fatto perdere tempo.
Se siete d'accordo con quanto richiesto dai promotori della petizione e non siete contrari alle petizioni online... beh, saprete già cosa fare senza che ve lo dica il vostro sciocco Panda.
Se invece siete d'accordo con quanto richiesto dai promotori della petizione, ma non condividete affatto il mezzo utilizzato, ovvero la petizione online, allora non perderò neppure un istante a cercare di farvi cambiare idea. Se non volete firmare, non firmate. D'altra parte questo post lo sto dedicando proprio a voi e sarebbe scortese, a torto o a ragione, cercare di farvi cambiare idea. Solo vi invito ad usare qualsiasi altra libera iniziativa per portare avanti l'idea di fondo. Non importa quale sia quella che voi preferite. Datele vita e voce ed anima. Battetevi a modo vostro per un mondo migliore.
Non riesco ad immaginare qualcosa di più nobile.
Per dirla tutta, sinceramente penso di no, ma magari mi sbaglio ed avete ragione voi e le petizioni online non sono uno strumento valido. Il Panda è tante cose, ma di certo non è infallibile. Tuttavia, se le cose stanno come pensate voi, allora più che mai serve il vostro attivismo, qualsiasi forma pacifica voi vorrete dargli. Se avete ragione il vostro contributo, la vostra strada d'azione sarà preziosissima... e se avete torto sarà comunque di supporto, quindi ben venga in tutti i casi!
Scettici o meno che siate, il Panda augura di cuore un buon futuro a TUTTI!
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martedì 21 febbraio 2017
martedì 9 febbraio 2016
Scala mercalli comincia il 27 Febbraio!
Il 27 Febbraio 2016, in prima serata su Rai3, parte la seconda edizione di "Scala Mercalli" il programma divulgativo condotto da Luca Mercalli.
I temi trattati quest'anno saranno:
1. Cambiamenti climatici: 2015 anno più caldo ed esiti di COP21
2. Energia: dal carbone al rinnovabile
3. Trasporti: dall'auto elettrica al telelavoro
4. Acqua: come salvaguardarla e gestirla
5. Cibo: agroecologia e montagna
6. Nuovi modelli di sviluppo: no al PIL e al consumo di suolo, sì alla sostenibilità energetica
Buon futuro a tutti dal Panda
giovedì 2 ottobre 2014
I Rockefeller dicono addio al petrolio. Renzi invece ci si vuol buttare a capofitto. Mah?!
Davvero volete che il vostro affezionato Panda aggiunga qualcosa che il titolo già non spieghi di per sé?
No, non credo. Purtroppo per voi però il vostro Panda è un po' logorroico, quindi aggiungerà altro.
Procedo quindi con riluttanza, ma anche con l'intenzione e la speranza d'essere il meno noioso possibile.
Inizierò però col puntualizzare che, per chi non lo sapesse, la storia che la famiglia Rockefeller si stia allontanando dal business del petrolio non è affatto uno scherzo (per saperne di più al riguardo si legga qui).
Detto ciò, a chi, in Italia, brama e favoleggia mega-giacimenti di "oro nero", il Panda invita cordialmente a farsi un'unica, ma fondamentale domanda, ossia: se questi meravigliosi giacimenti esistono, come mai non li abbiamo mai estratti prima?
Perché è un dato di fatto che non l'abbiamo fatto. Neppure quando la sensibilità generale alle cause ambientaliste erano infinitamente più contenute di adesso! Considerato che i giacimenti sono vecchi di milioni di anni e che è dall'epoca del fondatore della dinastia Rockefeller che li si cerca avidamente ovunque, parrebbe veramente assurdo fingere di credere che in Italia questi "enormi" giacimenti li si sia "scoperti" solo nel 2014. Pensate veramente che Mattei non li abbia cercati abbastanza?
Se quel petrolio lo abbiamo lasciato dove sta, non è certo perché l'Italia ne abbia mai avuto in abbondanza. Più semplicemente, questioni ambientali a parte, quel petrolio è poco e scarsamente redditizio.
Fin qui il vostro amico Panda non ha detto nulla che un qualsiasi geologo, storico o una qualsiasi persona dotata di buon senso non potesse dirvi. Eppure spesso tocca difendere anche le banalità. Ed in Italia capita spessissimo di doverlo fare.
Ecco, infatti, cosa ha detto di recente il Sig. Renzi:
Al nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, il vostro Panda rivolge questo semplice appunto:
Siamo un paese con un'economia di trasformazione: importiamo materie prime, le lavoriamo e le rivendiamo all'estero. L'energia è per noi ancor più vitale che per altri. A differenza di altri però è dagli anni '80 che siamo completamente sprovvisti di una chiara politica energetica nazionale e questo, detto sinceramente, non lascia sperare un gran ché nella lungimiranza, competenza ed onestà della classe politica italiana nel suo complesso.
Abbiamo un'economia fatta di piccole e medie imprese. Abbiamo tanti capannoni, tanto sole, tanti corsi d'acqua ed una conformazione geologica parecchio attiva (come anche i fatti di cronaca, purtroppo, ci ricordano di quando in quando). In base a tutte queste premesse cosa facciamo quindi? Puntiamo forse il tutto per tutto su efficienza energetica, mini-idroelettrico, mini-eolico, geotermia e solare?
No! Certo che no! Siamo italiani!
Siamo "creativi", noi...
Preferiamo letteralmente "raschiare il fondo del barile" e lo facciamo con la solita baldanzosa arroganza che ci portò in Russia a far la guerra con le scarpe di cartone. Avremmo dovuto imparare qualcosa, ma così non sembra. Vedremo se il futuro, continuando per questa strada, ci riserverà un trattamento più clemente di quello che ci toccò in passato.
Io preferirei non doverlo mai scoprire... ma è lei Sig. Renzi che prende le decisioni e mi toccherà di scoprirlo per forza, come toccherà a tutti quanti i restanti 60 milioni di italiani.In fin dei conti siamo tutti sulla stessa barca (e non mi riferisco solo all'Italia). Un validissimo motivo per augurare sinceramente a Lei e a tutti Noi un caloroso...
...Buon futuro a tutti!
No, non credo. Purtroppo per voi però il vostro Panda è un po' logorroico, quindi aggiungerà altro.
Procedo quindi con riluttanza, ma anche con l'intenzione e la speranza d'essere il meno noioso possibile.
Inizierò però col puntualizzare che, per chi non lo sapesse, la storia che la famiglia Rockefeller si stia allontanando dal business del petrolio non è affatto uno scherzo (per saperne di più al riguardo si legga qui).
Detto ciò, a chi, in Italia, brama e favoleggia mega-giacimenti di "oro nero", il Panda invita cordialmente a farsi un'unica, ma fondamentale domanda, ossia: se questi meravigliosi giacimenti esistono, come mai non li abbiamo mai estratti prima?
Perché è un dato di fatto che non l'abbiamo fatto. Neppure quando la sensibilità generale alle cause ambientaliste erano infinitamente più contenute di adesso! Considerato che i giacimenti sono vecchi di milioni di anni e che è dall'epoca del fondatore della dinastia Rockefeller che li si cerca avidamente ovunque, parrebbe veramente assurdo fingere di credere che in Italia questi "enormi" giacimenti li si sia "scoperti" solo nel 2014. Pensate veramente che Mattei non li abbia cercati abbastanza?
Se quel petrolio lo abbiamo lasciato dove sta, non è certo perché l'Italia ne abbia mai avuto in abbondanza. Più semplicemente, questioni ambientali a parte, quel petrolio è poco e scarsamente redditizio.
Fin qui il vostro amico Panda non ha detto nulla che un qualsiasi geologo, storico o una qualsiasi persona dotata di buon senso non potesse dirvi. Eppure spesso tocca difendere anche le banalità. Ed in Italia capita spessissimo di doverlo fare.
Ecco, infatti, cosa ha detto di recente il Sig. Renzi:
«Siamo in una forte crisi energetica e non estraiamo in petrolio che c'è in Basilicata e in Sicilia. Io la norma per tirar su il petrolio la faccio, anzi l’ho già fatta. Potrò perdere qualche voto ma creeremo nuovi posti di lavoro».
Al nostro Presidente del Consiglio dei Ministri, il vostro Panda rivolge questo semplice appunto:
Caro Sig. Renzi, è vero, c'è una spaventosa crisi energetica in atto e certamente qualche posto di lavoro in più farebbe comodo al Paese, ma se ci fossero solo queste motivazioni dietro alle scelte politiche in materia energetica (come il suo discorso lascerebbe intendere), allora l'Italia avrebbe sostenuto da tempo e con estremo vigore le energie rinnovabili, dato che è noto a tutti che di petrolio in Italia scarseggia, ma il sole abbonda. E' inoltre cosa nota che le rinnovabili comportano un alto tasso di manodopera (anche perché rinnovare un sistema energetico vetusto richiede ovviamente molto più lavoro che sfruttare infrastrutture vecchie di decenni se non peggio).
Siamo un paese con un'economia di trasformazione: importiamo materie prime, le lavoriamo e le rivendiamo all'estero. L'energia è per noi ancor più vitale che per altri. A differenza di altri però è dagli anni '80 che siamo completamente sprovvisti di una chiara politica energetica nazionale e questo, detto sinceramente, non lascia sperare un gran ché nella lungimiranza, competenza ed onestà della classe politica italiana nel suo complesso.
Abbiamo un'economia fatta di piccole e medie imprese. Abbiamo tanti capannoni, tanto sole, tanti corsi d'acqua ed una conformazione geologica parecchio attiva (come anche i fatti di cronaca, purtroppo, ci ricordano di quando in quando). In base a tutte queste premesse cosa facciamo quindi? Puntiamo forse il tutto per tutto su efficienza energetica, mini-idroelettrico, mini-eolico, geotermia e solare?
No! Certo che no! Siamo italiani!
Siamo "creativi", noi...
Preferiamo letteralmente "raschiare il fondo del barile" e lo facciamo con la solita baldanzosa arroganza che ci portò in Russia a far la guerra con le scarpe di cartone. Avremmo dovuto imparare qualcosa, ma così non sembra. Vedremo se il futuro, continuando per questa strada, ci riserverà un trattamento più clemente di quello che ci toccò in passato.
Io preferirei non doverlo mai scoprire... ma è lei Sig. Renzi che prende le decisioni e mi toccherà di scoprirlo per forza, come toccherà a tutti quanti i restanti 60 milioni di italiani.In fin dei conti siamo tutti sulla stessa barca (e non mi riferisco solo all'Italia). Un validissimo motivo per augurare sinceramente a Lei e a tutti Noi un caloroso...
...Buon futuro a tutti!
mercoledì 1 ottobre 2014
Una valutazione realistica delle energie rinnovabili
Che siate amanti (come me) delle energie rinnovabili oppure che le detestiate, vi prego, non giudicate questo video dal suo solo titolo. Comunque la pensiate, credo, meriti d’essere guardato. Sono infatti convinto che si debba sempre avere il coraggio di mettere alla prova le proprie convinzioni concedendo un pizzico di sincero ascolto a chi pare metterle in discussione.
Cedere alla paura può al massimo donare un po' di "prudenza", ma di certo non "la forza" che il sottrarsi al confronto rende evidentemente "agognata" in chi si sottrae.
In fin dei conti nella vita c’è di peggio che essersi sbagliati e c’è di meglio che sentirsi dalla parte della ragione. Comunque la pensiate, l’invito e l’augurio che rivolgo indistintamente a tutti voi (ed a me stesso insieme a voi) è quello di non divenire mai schiavi delle proprie opinioni, poiché nessuno schiavo sarà mai veramente felice, né libero, né completo.
E dubito anche che uno schiavo possa essere un valido decisore od un consigliere apprezzato, quindi...
...Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda!
mercoledì 13 agosto 2014
The Big Boost Climate Project
Si lo so, questo video è solo in inglese, ma la bontà del suo contenuto vale la pena di un piccolo sforzo o di un po' di pazienza. Da dove partire a spiegare cos'ha di speciale questo video?
Perchè non partire da un sogno: unire la filantropia, l'imprenditoria e la lotta ai cambiamenti climatici passando dalle rinnovabili?
Sarebbe bello!
Ops, volevo dire sarà bello, dato che è esattamente ciò che Jeremy Leggett sta tentando di fare, ossia creare due pool di capitali globali per sconfiggere quegli interessi costituiti che si oppongono alle azioni concrete contro il riscaldamento globale.
L'idea è quella di creare un primo fondo comune invitando fondazioni e filantropi ad investire una parte delle loro donazioni per intraprendere azioni contro il riscaldamento globale ossia finanziare aziende che operano nelle rinnovabili. Il punto della questione però è che i beneficiari di tale fondo, per poter accedere ai finanziamenti, si dovranno impegnare a versare il 5% dei loro profitti a favore della stessa causa: combattere il riscaldamento globale. Si viene quindi a creare un secondo fondo comune a favore di azioni concrete per salvare il pianeta.
Il fatto è che Jeremy Leggett è sicuro che questa idea possa funzionare perché, più in piccolo, già funziona. La sua azienda, la Solarcentury, infatti, già investe il 5% dei suoi profitti annuali per finanziare la SolarAid, un ente di beneficenza creato dalla Solarcentury stessa. La SolarAid a sua volta ha creato un proprio marchio di vendita al dettaglio (SunnyMoney) che, in pochi anni, è diventato il più grande rivenditore di illuminazione solare in Africa battendo l'uso dell'illuminazione a petrolio.
The Big Boost Climate Project di Jeremy Leggett sta raccogliendo fondi sul portale di crowdfunding indiegogo. Quanto serve per far partire questo ambizioso progetto? Appena 30.000 sterline.
Se siete interessati e/o volete aiutare Jeremy Leggett a realizzare questo progetto: The Big Boost Climate Project.
Buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda
martedì 10 dicembre 2013
Think Forward Film Festival 2013
Il 6 ed il 7 dicembre scorso si è tenuta la terza edizione del Think Forward Film Festival, organizzato dall’International Center for Climate Governance (ICCG). L'ubicazione del Festival è stata la Fondazione Querini Stampalia, pregiato luogo di produzione culturale del panorama veneziano e l'evento si è avvalso anche della collaborazione con il "Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici" (CMCC).
Il Think Forward Film Festival, rispetto ad altri eventi cinematografici analoghi, incentrati su tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità, ha un approccio che si potrebbe definire rivoluzionario. Una prima peculiarità che lo contraddistingue, infatti, è il fatto di focalizzarsi su due aspetti specifici delle tematiche ambientali, ossia i cambiamenti climatici e le questioni energetiche (quest'ultime, ovviamente, declinate in termini di efficienza energetica ed energie rinnovabili). Ulteriore particolarità di questo evento culturale è poi che, per la prima volta, si è assistito ad un lodevole processo di "apertura verso il pubblico " di un centro di ricerca d'eccellenza. Tale apertura, ovvio, è avvenuta tramite l'utilizzo del linguaggio cinematografico, promuovendo e valorizzando la ricerca di frontiera e, al tempo stesso, sensibilizzando il pubblico generico su tematiche tanto importanti quanto purtroppo ampiamente sottovalutate dall'uomo medio. Tutte le iniziative del festival, coerentemente con questa bella visione d'apertura, sono state ad ingresso libero e gratuito. Il Festival, inoltre, ha offerto un ricco programma di cortometraggi, film, incontri e approfondimenti studiato appositamente per raggiungere varie fasce d’età. Quest’anno, come se non bastasse, il Think Forward Film Festival ha anche lanciato il suo secondo Concorso Internazionale Cortometraggi con conseguente proiezione di cortometraggi internazionali (in concorso e fuori concorso) oltre a lungometraggi su cambiamenti climatici, energie rinnovabili e sostenibilità.
Per chi volesse scoprire la vivacità e serietà culturale dell'evento, il vostro Panda consiglia di utilizzare direttamente il sito dell'evento: www.thinkforwardfestival.it
Buon futuro a tutti dal Panda
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