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lunedì 20 ottobre 2014

Piccolo omaggio ad un papà di un premio Nobel



Come molti di voi già sapranno, quest’anno è stato assegnato il premio Nobel per la Pace a Malala Yousafzai e a Kailash Satyarthi. Due persone semplicemente meravigliose che meritano a pieno quel titolo e molto altro. Il vostro affezionato Panda, da femminista pragmatico e strenuo difensore del diritto di studio, non può che rallegrarsene.

Il video qui sopra, tuttavia, è un omaggio che il Panda (che è un papà) dedica ad un altro papà: quello della giovane e coraggiosa Malala appunto.

L’omaggio non è solo una questione di ammirazione e di “ruoli” condivisi, ma anche un modo per ricordare sempre l’importanza di trasmettere il bene più prezioso alle generazioni future: la propria personale libertà. Una scelta sempre difficile, pericolosa e faticosa. Una scelta che implica istruzione, fatica, dedizione.

Una scelta tutta in salita, ma che merita d’essere fatta, poiché ci sono vette da cui è bellissimo guardare il mondo e sé stessi… ed esistono comodissimi inferni da cui sarebbe meglio levarsi al più presto anche se farlo costa sempre fatica.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 9 ottobre 2014

Lo studio è la nostra unica arma

Questa petizione sarà consegnata niente meno che all'attuale Segretario Generale delle Nazioni Unite, il signor Ban Ki-moon. Riguarda contemporaneamente il femminismo, il diritto a ricevere un'educazione, il grave problema demografico presente nei paesi in via di sviluppo e l'agenda dello sviluppo delle Nazioni Unite.

Il vostro affezionato Panda l'ha firmata e la sostiene con forza.

Per saperne di più ed eventualmente sottoscrivere quest'importante petizione si veda: Lo studio è la nostra unica arma .


Buon futuro a tutti dal Panda

venerdì 19 luglio 2013

La violenza sulle donne è una questione maschile



In questo discorso appassionato e lungimirante, Jackson Katz spiega a TED (nel video con sottotitoli in italiano qui sopra) perchè la violenza sulle donne è una questione essenzialmente maschile.

Il suo punto di vista è molto interessante e il vostro affezionato Panda crede che abbia una portata assai più ampia della violenza sulle donne. Come lo stesso Jackson ci ricorda, citando il mitico Martin Luther King, “alla fine, ciò che ferisce di più non sono le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici". Le persone non sono nazioni. La neutralità va bene per la Svizzera, non per gli individui: quando le persone tacciono e si disinteressano delle cose belle o brutte che capitano attorno a loro, sempre ed immancabilmente, accade che se ne verificano di peggiori. L’indifferenza uccide. E non solo le donne.

Oggi, così come in passato, servono grandi leader, in grado di far capire questo punto di vista alla gente. Purtroppo servono ancora leader come Martin Luther King (e tanti altri), ma servono anche grandi popoli che non li lascino mai più soli a combattere battaglie giuste in attesa della pallottola che li zittirà (leader e cause in una volta sola). L'indifferenza ed il silenzio dei giusti e degli amici non uccidono solo le donne, ma anche gli uomini e persino i grandi leader.

Dove c'è indifferenza nessuno è al sicuro, nessuno è veramente libero. Anche per questo motivo, come cantava il signor G, la "libertà è partecipazione!".


Buon futuro a tutte e tutti dal Panda

venerdì 23 novembre 2012

Giornata mondiale contro la violenza alle donne: domenica 25 novembre 2012

Il 25 novembre si celebra la Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Il vostro affezionato Panda era ed è femminista. Non bisogna essere donna per essere femministi: un mondo squilibrato è un mondo malato oltre che ingiusto. Battute e scherzetti sessisti non sono giustificabili in un pianeta in cui sono "sparite" decine e forse persino centinaia di milioni di donne senza lasciare traccia, se non in tristi e grigie statistiche a stento divulgate e quasi mai spiegate al grande pubblico. Scherzetti e battute, in questa situazione non possono far ridere, come non facevano ridere le barzellette sugli ebrei al tempo di Auswitch.

Un mondo come il nostro in cui esistono ancora milioni di schiavi e una buona parte di questi è rappresentata proprio dalle donne è un pugno nell'anima di chiunque osi pensarsi "moderno" e di chiunque pensi che l'emancipazione femminile è un obiettivo sostanzialmente raggiunto.

I motivi per essere femministi sono tantissimi e vanno dall'inaccettabile livello di femminicidio raggiunto in Italia e nel mondo, ad un generico senso d'equità ad un preciso senso di civiltà, fino a pressanti e vaste motivazioni economiche di carattere generale (che non è il caso di sviluppare in questa occasione).

La speranza è che questo 25 novembre, cioè domenica prossima, le voci di donne e uomini di ogni dove si facciano sentire ancor più degli anni scorsi per richiedere, anzi pretendere, l'avvento di una società degna d'esser definita "civile". Quella attuale secondo voi è civile? Per me no! Non ancora e non pienamente. Al massimo, a voler essere generosi, lo è a metà (scarsa) e non basta! Meritiamo tutti di meglio.

Il Panda augura a tutti, uomini e donne, un futuro migliore.

mercoledì 21 novembre 2012

Assorbenti open source?! Sì ed è pure una cosa seria.



Sì, sì avete capito bene, il video qui sopra (tratto da TED) parla proprio di assorbenti intimi per donne, ma lo fa da un punto di vista quanto mai insolito. Beh, certo, la notizia può sembrare buffa ed in una certa misura lo è, ma non è ridicola. La definirei piuttosto “gioiosa”, se pensate che, ancor oggi, nell’India rurale il 98% delle donne non usa assorbenti (nel senso moderno del termine) e che l’India, sfortunatamente, non è certo l’unico paese povero al mondo! Come si può facilmente immaginare, il motivo di un comportamento apparentemente tanto bizzarro da parte della popolazione femminile dei paesi terzomondiali, non è affatto l’arretratezza culturale, ma più semplicemente la nuda e brutale povertà: quell’acquisto (dal prezzo esosamente gonfiato dalle multinazionali che producono assorbenti) è, da solo, in grado di mandare a rotoli il fragile bilancio famigliare di tanta povera gente. Se costrette a scegliere tra il mangiare e gli assorbenti, ovviamente le donne di tutto il mondo scelgono di sfamare le proprie famiglie (e non son certo che la cosa sia altrettanto ovvia, se messa in chiave maschile, ma questa è un'altra storia).

Il vostro affezionato Panda trova stupefacente che si sia potuti arrivare al punto in cui, persino in queste “piccole” faccende intime, risulta più che evidente tutta la capacità distruttiva delle multinazionali, non solo in termini di inquinamento e sfruttamento, ma anche in termini di privazione della dignità umana per immense masse popolari. Ancor più stupefacente il fatto che ciò vena sistematicamente ignorato o peggio ancora giustificato come se si trattasse di qualcosa d’inevitabile. La notizia contenuta nel video, quindi, è una ottima notizia non solo per le donne di tutto il mondo, ma anche per l’economia e la cultura, poiché questa “piccola“ rivoluzione può portare a milioni di nuovi posti di lavoro (dove ce n’è bisogno estremo), salvaguardando la dignità e la salute femminile, contribuendo all’emancipazione mondiale della donna, ma anche a diffondere la cultura solidaristica dell’open source. Al di là della curiosità che tutto ciò può suscitare, la notizia include un nucleo prezioso come un diamante, ovvero la consapevolezza (con tanto di prova provata) che anche i poveri, quando sono solidali, possono gareggiare e persino battere le multinazionali. Se questo è quel che può fare il terzo mondo, pensate cosa potrebbe fare il primo (cioè noi!) spingendo sulla collaborazione anziché sulla competizione a tutti i costi come s’è fatto finora. Dite la verità, la prima volta che avete sentito parlare di open source, avreste mai pensato a risvolti del genere? E siamo solo agli inizi!



Buon futuro a tutti dal Panda

venerdì 13 luglio 2012

Estinzioni di massa, eunuchi, aborti, malformazioni e tumori al seno



Estinzioni di massa, eunuchi, aborti, malformazioni e tumori al seno” qualcuno si domanderà: che razza di titolo è mai questo? Di che si tratta?

Beh, potrà stupire qualcuno, ma, per lo più, di agricoltura. Chi non ci credesse guardi il bel video qui sopra (tratto da TED e sottotitolato anche in italiano).

Il Panda, dal lato suo, non vuol aggiungere molto altro a quanto già detto nel video in merito a questioni tecniche. Quel che va detto, piuttosto, è un accorato appello all’orgoglio femminile.

Ecco l’appello del Panda a tutte le donne del mondo:

Donne, siete voi che il più delle volte fate la spesa e comprate cibo e prodotti per l’infanzia. Può sembrare un compito umile ed è proprio per questo che i maschi lo hanno relegato a voi, ma comporta anche un enorme potere e responsabilità. Donne, dopo avete visto il video qui sopra, vi chiedo: volete maschi ermafroditi, aborti e/o figli devastati e costretti a vivere su un pianeta ancor più devastato? Volete un tumore al seno? Se la risposta è no, è ora di dire basta. Basta! Prendete le redini del comando, boicottate selvaggiamente, vigilate, protestate, esercitate pressioni d’ogni tipo. Combattete con tutte le forze ciò che dovrebbe essere inaccettabile per voi come donne, madri, amanti ed esseri umani.

Prendete a calci nel sedere quei tromboni che, con malizia e ipocrisia, vi (e ci) vorrebbero far credere che il massimo a cui possa aspirare il femminismo oggi è una pseudo-libertà sessuale che si riduce nel concreto con lo sculettare in faccia al decrepito potente di turno in abiti succinti. Il femminismo può salvare il mondo (e non solo le donne), ma se non ci crederanno per prime le donne, non lo farà nessun altro. La minigonna, il divorzio e la pillola sono stati dei grandi passi avanti per la libertà femminile, ma in un mondo in cui contano più i prodotti agricoli della sicurezza e della salute dei neonati (per tacer di quella di voi donne e dei vostri uomini), pillola e minigonna rischiano di divenire una presa in giro, un contentino del passato con cui tenervi buone: avete avuto la minigonna, la pillola e il divorzio, cos’altro pretendete?

Il vostro affezionato Panda si augura che voi desideriate molto, ma molto di più per voi ed i vostri figli.


Buona fortuna e buon futuro a tutte dal Panda

mercoledì 20 giugno 2012

Picco delle nascite, picco del petrolio e femminismo estremo



Questa ennesima conferenza di Hans Rosling a TED (sottotitolata anche in italiano) è interessante, poiché, contrariamente a quanto si tenderebbe a pensare, mette in luce la scarsa influenza (per non dire nulla) delle religioni sulla tendenza a procreare più o meno figli. Quello che ha attratto l’attenzione del vostro affezionato Panda però è stato l’accenno al picco del petrolio in relazione ad un’atteso picco delle nascite verso i 10 miliardi circa di persone. Il presupposto alla base della congettura di Hans Rosling in merito ad un auspicabile futuro picco delle nascite che salvi il mondo dalla sovrappopolazione è l’attesa di un elevato miglioramento delle condizioni economiche delle popolazioni più povere da qui in avanti. Sembrerebbe un presupposto ragionevole visto l’andamento tenuto fino ad ora. Se però si ritiene che il picco del petrolio continui a tartassare l’economia con violenza ancor maggiore a quanto fatto fino ad ora per secoli, quel presupposto parrà di colpo meno scontato. Al contrario, data l’analisi fatta Rosling, ci si dovrebbe attendere un inasprimento dell’espansione demografica causata dall’impoverimento generale e dall’inevitabile aumento del tasso di mortalità che tale impoverimento comporterà. D’altra parte si potrebbe anche obiettare che comunque sia un mondo con non più di 10 miliardi di persone sarà comunque un mondo disperato visto che siamo appena giunti a 7 e già sono più che evidenti i segni di cedimento del “sistema-Terra”: acidificazione degli oceani, desertificazione, cambiamenti climatici, inquinamento, buco dell’ozono, deforestazione, crollo della biodiversità, ecc…

Comunque sia, se si crede nell’ineluttabilità di una decrescita economica di lungo periodo a causa del picco del petrolio, e se si crede nell’analisi statistica mostrata dal buon Hans (ossia che il numero di figli per donna è strettamente collegato alla pianificazione famigliare, all’istruzione ed emancipazione femminile) si deve giungere ad una conclusione politica piuttosto radicale...

venerdì 4 maggio 2012

MAI PIU' COMPLICI

Pandemica-mente sostiene la petizione "MAI PIU' COMPLICI" volta a mettere in evidenza l'inaccettabile propensione ad uccidere le donne ancor oggi insita nella nostra civiltà. Tale livello di violenza verso le donne è indegna di una nazione moderna e il trascurare il fenomeno o il fornire rappresentazioni superficiali o distorte di esso tramite i mass-media lo favoriscono. Per saperne di più si veda il sito "Se non ora quando" che riporta l'appello contro il “femminicidio”, ossia l’omicidio seriale e ripetuto contro le donne.

L'indifferenza uccide.


Buon futuro a TUTTE dal Panda


giovedì 19 aprile 2012

W le donne!



Ecco l'ennesimo video tratto da TED (e sottotitolato come sempre anche in italiano).

Scusate la crudezza della domanda del Panda, ma per caso le donne occidentali, quelle italiane e le giovani donne del Sud ancor prima, desiderano forse fare la fine delle donne della Liberia? Perché è questo il futuro che le attenderà, se il divario tra impegni lavorativi e famigliari continuerà ad aumentare come ha fatto finora. Bisogna difendere i diritti delle donne con le unghie e con i denti. L’invito del Panda non è rivolto solo alle donne. Si dice che dietro ad ogni grande uomo ci sia una grande donna. Personalmente ritengo che dietro ad ogni grande uomo ci sia la consapevolezza della grandezza della donna che gli sta accanto. Comunque sia, battersi per rendere effettive le cosiddette “pari opportunità” è fondamentale affinché una società possa definirsi civile. Se questo però è sempre stato vero, con la crisi economica che si appresta sempre più a svelarsi per il collasso sistemico quale è, la lotta per la parità assume un’importanza ancor più cruciale. Battersi per l’emancipazione femminile, sul piano pragmatico, vuol dire battersi in primis per l’indipendenza economica delle donne. Senza indipendenza economica si perde fin dalla nascita il diritto a parlare e ad istruirsi (non è un’opinione, è una conseguenza) e quindi ad essere indipendenti sotto tutti i punti di vista. Difendere la causa delle donne, non ha a che fare con il femminismo un po’ estremo ed isterico della liberazione “improvvisa” dall’oppressione millenaria avvenuta negli anni ‘60. Il femminismo pragmatico a cui il vostro affezionato Panda si riferisce e di cui c’è un disperato ed urgentissimo bisogno, ha che fare con la salute, la vita, la serenità ed anche la ricchezza economica degli stati. Ha a che fare profondamente con il benessere di miliardi di persone, maschi o femmine che siano. Molti credono ingenuamente che la maggioranza degli stati più ricchi al mondo detenga un primato nelle ”pari opportunità” per il fatto proprio di essere nazioni ricche. Nient’affatto! Le nazioni che hanno più “pari opportunità” divengono ricche a causa di questa scelta saggia. Il perché non è certamente un mistero: donne più istruite ed inserite nel mondo del lavoro raddoppiano la forza lavoro qualificata (quella ad alto valore aggiunto), fanno calare il tasso di natalità e di mortalità. Il sensibile miglioramento delle condizioni di vita che ne deriva spinge ulteriormente a un calo di natalità che comporta maggiori investimenti in istruzione e salute per i propri figli. Questo circolo virtuoso crea ricchezza e benessere contemporaneamente, salva vite e favorisce la cultura e la giustizia. Altro che manovre economiche!

Collettivamente si può essere razzisti, schiavisti e maschilisti ed occuparsi solo dei propri affari, ma non si può essere razzisti, schiavisti e maschilisti ed anche ricchi e felici. La guerra di secessione americana avrebbe dovuto togliere ogni dubbio al riguardo e così pure gli anni ’60 e i lunghi decenni di benessere che li seguirono. Ma com’è noto: la storia insegna che dalla storia non impariamo mai un bel nulla. La discriminazione, che riguardi il colore della pelle, l’appartenenza sessuale o qualsiasi altra cosa è un disastro umano, civile ed economico. Qualsiasi discriminazione (e quella verso le donne ancor più) è molto più che un’ingiustizia fatta verso i discriminati, è una stupidissima strategia di sfruttamento economico a breve termine che danneggia tutti e tutto. Nell’attuale frangente storico, se continueremo a sfruttare “a breve” le donne (e qualsiasi altra risorsa planetaria altrettanto vitale), faremo tutti quanti una bruttissima fine, di quelle da non augurare neppure al più feroce dei nemici.

Il maschilismo machista, oltre ad essere patetico, stupido e profondamente ingiusto è ora anche un’insostenibile spreco di risorse. Uno spreco che nessuno si può permettere. Tanto meno in questo periodo, quindi…


…buon futuro a TUTTE dal Panda!

giovedì 8 marzo 2012

Buon 8 marzo a tutte le donne del mondo

Molto più di una festa. Una rivendicazione di dignità.
Per chi ne volesse sapere di più (le leggende metropolitane sull'origine della festa sfortunatamente sono molte, diffuse e resistenti), il vostro affezionato Panda consiglia di dare un'occhiata qui. Per dare un senso pieno e drammaticamente contemporaneo alla ragion d'essere di questa festa (ossia il perdurare di un'intollerabile discriminazione sessista ancora in atto su scala planetaria) si dovrebbe sempre ricordare quanto riportato qui.



Buona giornata della donna

mercoledì 4 gennaio 2012

OMSA, no grazie!


Pandemica-mente sostiene i boicottaggi contro l'OMSA (la nota società produttrice di calze da donna del gruppo Golden Lady) che, dopo una lunga e dolorosa vicenda, ha provveduto a licenziare le lavoratrici ed i lavoratori dello stabilimento di Faenza. Il licenziamento è avvenuto tramite un semplice fax inviato alla vigilia di Capodanno; la produzione verrà trasferita in Serbia, benché il mercato di riferimento di OMSA sia l’Italia e non si siano prospettati finora particolari problemi di produzione o vendita.

L'invito è quindi a boicottare le calze ed i prodotti dei brand del gruppo Golden Lady (Golden Lady, Omsa, SiSi, Filodoro, Philippe Matignon, NY Legs, Hue, Arwa...). Per maggiori dettagli si veda:
BOMSA
Mai più Omsa
A PIEDI NUDI!

Il vostro affezionato Panda vi saluta augurando, come sempre, un buon futuro a tutti voi (ed alle ex-operaie ed operai di Omsa ed alle loro famiglie in modo particolare).

venerdì 16 dicembre 2011

Riconsiderare la crescita della popolazione tenendo conto dell'effetto dei limiti ecologici.

Premessa del Panda


L'articolo che segue è stato pubblicato il 13 ottobre 2011 su Environment 360 nella sua versione originale (in lingua inglese). La versione in italiano (che il vostro affezionato Panda vi riporta di seguito) è frutto della traduzione di Luca Pardi ed è apparsa il 14 dicembre 2011 su Risorse, Economia e Ambiente (uno dei blog di Aspo-Italia).

Informazioni sull'autore dell'articolo: 

Robert Engelman è presidente del Worldwatch Institute, un'istituzione di ricerca sull'ambiente e la sostenibilità che ha base a Washington, D.C. Il Population Institute (http://www.populationinstitute.org/) ha premiato il suo libro, More: Population, Nature, and What Women Want, con il Global Media Award for Individual Reporting nel 2008. Tale libro non è stato ancora tradotto in italiano. Engelman è stato alla Yale University come visiting lecturer all'inizio degli anni 2000s ed è stato il segretario della Society of Environmental Journalists dalla sua fondazione.


Al vostro affezionato Panda non resta altro che augurarvi buona lettura...

martedì 15 novembre 2011

Una ricetta facile facile per salvare il mondo

Vorreste salvare il mondo e non sapete come fare? Un modo ci sarebbe. Bisogna farlo fare a chi se ne intende per davvero. Chi? I poveri tra i poveri e le donne, ecco chi salverà il mondo. Come? Semplice, basta permettere alle donne analfabete dei paesi più poveri del pianeta di andare a scuola. Meglio ancora se la scuola è come la Barefoot College e soprattutto se, dopo gli studi, si permette alle neo-studentesse di divenire esse stesse insegnanti.

Tutto qui?

Sì, a tutto il resto penseranno loro.

Non ci credete?

Allora forse sarebbe meglio dare un'occhiata al video qui sotto (tratto come al solito da TED e sottotitolato anche in italiano). Buona visione.




Per chi volesse saperne di più e non teme l'inglese ecco qui il link per il Barefoot College. Se come il vostro affezionato Panda preferite l'italiano, potete farvi un idea anche qui o qui.


Un saluto a tutti dal Panda

P.S. - La ricetta che il vostro Panda vi ha fornito per salvare il mondo in effetti non è ancora conclusa, manca una precisazione importante, ossia, come sostenuto più volte anche dallo stesso Bunker Roy: mai dare retta alla Banca Mondiale.

lunedì 4 aprile 2011

Tecnologia pregiata!



Ecco il nostro buon Hans Rosling cimentarsi nuovamente in uno dei suoi mirabili interventi a TED. Si tratta di un interessante e simpatico video della durata di pochi minuti e provvisto anche di sottotitoli in italiano (per la gioia di chi, come il vostro affezionato Panda, non mastica alla perfezione l'inglese).

Il video è un piccolo capolavoro di comunicazione che, in meno di dieci minuti, riesce a trasmettere interessanti concetti che spaziano dal femminismo alla demografia, dalla statistica all'economia, dall'ecologia all'ipocrisia pseudo-ecologista. Uno sguardo ampio e stimolante che passa dal passato, al presente, al futuro della vita di milioni di persone. Uno sguardo sulla tecnologia e le sue implicazioni e molto altro ancora.

Niente paura però! Non si tratta di un allucinante viaggio filosofico, astratto e freddamente accademico. Al contrario Hans ci regala una riflessione (molto concreta e seria, ma al contempo anche simpatica e frizzante) su una delle più grandi invenzioni di tutti i tempi: la lavatrice!


Buona visione a tutti dal Panda.

lunedì 7 marzo 2011

Alla vigilia dell'8 Marzo

La giornata internazionale della Donna si avvicina e Pandemica-mente non può mancare di sottolineare l’importanza del processo di liberazione del gentil sesso. Importanza di tipo etico e morale, ma anche sociale e soprattutto economico. E’ evidente, infatti, che tanto più le condizioni delle donne sono difficili in un determinato paese e tanto peggio sono le condizioni economiche di quello stesso paese. Qualcuno dinnanzi a questa correlazione deduce che condizioni economiche avverse conducono la società che le subisce ad una cultura maschilista. Il Panda condivide solo parzialmente questa visione. Sembra infatti assai più realistico l’esatto contrario, ossia paesi che possiedono una forte discriminazione che penalizzi le donne subiscono una menomazione economica particolarmente severa. I motivi sono molteplici...

martedì 16 novembre 2010

Ultra-good news

Ecco a voi un'altra good news. Questa volta non si tratta però di una buona notizia qualsiasi. Definirla ottima mi pare riduttivo, potrei dire che è strepitosamente fantastica, ma forse anche così è poco. In effetti forse non c'è un’aggettivo sufficientemente gagliardo. Oltre ad essere di per sé stessa meravigliosamente positiva, la notizia in questione riguarda tutto il mondo e in particolare i paesi in via di sviluppo e ancor più in particolare le parti più deboli della società. Inoltre (e non è poco) spiega benissimo perchè essere femministi non dovrebbe aver nulla a che fare con l'essere nato uomo o donna, né con questioni di principio. Il femminismo dovrebbe avere a che fare unicamente con l'essere "umani" e con l'essere "istruiti". Questa notizia, frutto, come tante, di quel capolavoro di Internet che è TED, è troppo bella per guastarla con le mie chiacchiere. Vi lascio quindi volentieri alla visione del filmato (che può essere visto con i sottotitoli in italiano e dura appena qualche minuto). Vi lascio quindi alle "per nulla fredde" statistiche di Hans Rosling con il sorriso sul volto e nell'anima.


Saluti felici a voi tutti dal Panda

mercoledì 27 ottobre 2010

Femminismo oggi

Pensate che il femminismo sia roba da anni '60? Io no. Oggi più che mai c'è bisogno di equità. Non solo nei paesi del terzo mondo. Basta poco per rendersi conto che, anche (e soprattutto) in Italia, il maschilismo impera. Non mi riferisco al galateo. La discriminazione delle donne è un danno sociale, culturale ed etico, certo, ma è soprattutto una piaga per l'economia e, nei tempi in cui viviamo, non ci si può permettere di essere inefficienti. Credo che la parola femminismo dovrebbe ricevere una nuova connotazione: non più etico-politica, ma economica. Una connotazione che dovrebbe interessare prima di tutti proprio noi maschi (dico noi perchè io lo sono). Le esperienze economiche in cui alle donne sono state date più opportunità sono inequivocabili. D'altra parte, al di là di facili battute e trite controversie da "guerra dei sessi", è facile capire che, se un'economia esclude o limita il mondo femminile, esclude o limita il 50% circa della sua forza lavoro. Come si può credere che ciò non abbia pesanti effetti economici? Tutto ciò è tanto più vero oggi: con la crisi in atto e la concorrenza sempre più pressante di stati quali India, Cina e Serbia.
Con il video qui sotto (che può essere visto con sottotitoli in italiano), lascio proprio ad una donna il merito di spiegare (assai meglio di me) le dimensioni e le caratteristiche del problema.

Buona visione e un sauto a tutti dal Panda.