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martedì 20 marzo 2018

The Plastic Bank e molto altro

Pu



Anche se David Katz non usa parole gentili per il il progetto Ocean Cleanup (e iniziative analoghe) e nonostante il Panda sia un entusiastico sostenitore di Ocean Cleanup, questo video è da vedere e diffondere.

The Plastic Bank di David Katz e TheOceanCleanup di Boyan Slat non sono alternative. Sono parti complementari ci ciò che andrebbe fatto e purtroppo non viene ancora fatto alla scala necessaria per porre parziale rimedio al disastro plastico che il mondo ha commesso.

Il 90% della plastica in mare arriva da appena 10 fiumi, quindi ben vengano anche progetti volti ad eliminare meccanicamente la plastica dai fiumi (come ad esempio il Progetto Trash Wheel). I rifiuti plastici sono ovunque, la micro e nano-plastica è ovunque. Serve tutto: la riduzione ed il riuso degli imballaggi, imballaggi riciclabili e riciclati, la raccolta differenziata ( e il riciclaggio che rendono ciò possibile), le campagne per ripulire fiumi, coste e terreni dai rifiuti, l'Ocean Cleanup e la Plastic Bank... Serve veramente tutto e serve ad un livello molto maggiore a quello attuale.

Ma prima di tutto serve che la gente comune sappia che si può fare qualcosa, anzi si può fare moltissimo per rendere il futuro meno spaventoso e gli oceani posti più puliti. Si può ancora rendere il mondo un posto migliore e chi dice il contrario mente. Se lo fa solo con se stesso, solo con gli altri oppure se mente sia a sè stesso sia agli altri non fa una gran differenza.

The Plastic Bank, il concetto di plastica solidale e di economia circolare (e tutto quanto accennato in questo misero post) sono tutti concetti che dovrebbero essere noti ad ogni persona (bambini ed anziani inclusi). Ed è bene ricordarsi che sono anche delle realtà, non solo delle idee. Realtà che dovrebbero essere il più possibile emulate,, possibilmente da centinaia o migliaia di progetti analoghi. O almeno questa è la speranza del vostro affezionato Panda.

Per dirla alla John Lennon: " Puoi dire che sono un sognatore ... Ma non sono il solo ".

Se le speranze del Panda sul futuro e sulla plastica sono anche le tue speranze, ricordati amico mio che non sei solo. E se vorresti fare qualcosa, ma non sai da dove iniziare, allora permettimi di consigliarti di iniziare facendo sapere ai tanti come me e te che non sono soli.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

sabato 18 novembre 2017

QUELLO CHE NON TI HANNO MAI DETTO SULL'AUTO ELETTRICA



Quello che non vi hanno mai detto sull'auto elettrica, ma anche e soprattutto quello che tendiamo a tacere dell'auto a combustione interna e della combustione in generale, roba come questa (null'altro che alcuni sparuti esempi tra i tanti possibili):

1) L'Italia ha circa 91.000 morti premature all'anno per inquinamento atmosferico

2) Inquinamento e malattie neurodegenerative (e più dettagliatamente qui)

3) Le nanoparticelle ci fanno ammalare

4) 1000 km con un pieno

E ovviamente questo: effetto serra descritto con qualche semplice numero qui e qui (della serie il climatizzatore non basta).


Buona visione e buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda.

lunedì 28 agosto 2017

Salve umanità, sono io, la tecnologia. Dobbiamo parlare.

Tecnologia... che dire?

Il vostro affezionato Panda la adora, ma proprio per questo vorrebbe maggior rispetto per lei e per noi stessi.

Prima di lasciarvi ho un paio di osservazioni da fare:

1) La prima osservazione è in realtà un ringraziamento al mitico maxrupo per la sua instancabile attività di traduzione e sottotitolatura di video anglofoni che meritano di essere resi disponibili anche per chi non se la cava tanto bene con l'inglese. Grazie Max!

2) La seconda osservazione è una precisazione tecnica: nel caso non appaiano automaticamente alla partenza del video, per vedere i sottotitoli in italiano basta premere (in basso a destra nel riquadro di YouTube) sul tasto indicato dalla freccia rossa nell'illustrazione qui sotto:

Detto questo al vostro Panda non rimane altro che augurarvi....

...una buona visione e un buon futuro a tutti voi.

lunedì 19 giugno 2017

Decalogo per guarire il pianeta

Di Jaqen (Niccolò Caranti)
  Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento
Quanto segue non è un post del vostro affezionato Panda, ma un articolo strepitosamente chiaro e bello del mitico Mario Tozzi. Ve lo ripropongo tale e quale a come è apparso in data 19/06/2017 sul sito de "La Stampa" (qui l'originale).

L'articolo, come del resto anche la foto del buon Tozzi qui a fianco, sono rilasciati dai rispettivi autori con licenza Creative Commons. Per maggiori dettagli sui diritti riservati vi invito ad utilizzare gli specifici link riportati rispettivamente sotto la foto ed al termine dell'articolo sottostante.

Per qualcuno, forse, questo potrà sembrare un po' come "copiare". Per il vostro affezionato Panda è semplicemente dare visibilità a ciò che merita d'essere divulgato rispettando la volontà degli autori originali (e quindi aumentando giustamente anche la loro visibilità). Sono entrambi autori che non conosco ed il mio blog è un'insignificante gocciolina nel mare magnum del web, ma spero tanto che possa essere una gocciolina che possa portare la sua piccola utilità.


Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda

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Decalogo per guarire il pianeta


MARIO TOZZI



Se in un solo istante le attività produttive dei sapiens cessassero tutte insieme, ci vorrebbe ancora mezzo secolo perché la temperatura dell’atmosfera terrestre inizi di nuovo a scendere. L’inerzia del sistema è così grande che il surriscaldamento continuerebbe almeno fino ai 2°C in più paventati dagli scienziati. Eppure in nessun accordo internazionale sul clima si riesce a trovare la volontà di portare a zero le emissioni clima alteranti in meno di vent’anni. Come a dire chi vivrà vedrà. Perché? E, soprattutto, possiamo ancora fare qualcosa per contrastare il cambiamento climatico, visto che siamo l’ultima generazione in grado di farlo?

I segnali del cambiamento climatico in atto sono ormai talmente numerosi e potenti (siccità e incendi rientrano fra questi) che risultano ormai patetici i tentativi di addossarli ad altre cause. Prendiamo atto che il cambiamento c’è e che dipende dalle sostanze clima alteranti emesse dalle attività produttive dei sapiens. E che le conseguenze sono già preoccupanti per il benessere degli uomini. A questo punto sono possibili tre livelli di azione, quello internazionale, quello industriale e quello personale. Partiamo dal primo per constatare che un accordo su base volontaria e senza monitoraggio da organismi terzi non è certamente una soluzione.

I Paesi industrializzati dovrebbero annunciare con chiarezza di voler azzerare le loro emissioni in meno di dieci anni e dichiarare quanti finanziamenti metteranno a disposizione per combattere il cambiamento climatico. Se mancano questi impegni è impossibile passare dalle parole ai fatti. E questi impegni mancano.

Forse solo il protocollo di Kyoto (1997) ha segnato una svolta, imponendo la fine della deregulation selvaggia, sensibilizzando un’opinione pubblica ancora incredula e facendo partire un’economia «verde» legata alla riconversione ecologica. Kyoto non significava molto in termini di impatti: una riduzione solo del 6% delle emissioni, ma si riconosceva che i Paesi «effluenti» vanno aiutati da chi per secoli ha depredato il pianeta inquinandolo e oggi scopre, guarda un po’, che anche gli altri vorrebbero svilupparsi. Peraltro è ormai ampiamente dimostrato che il non fare nulla per opporsi al deterioramento climatico ha costi insostenibili: i danni derivati ammontano già al valore totale di tutto ciò che l’umanità produce in un anno.

Molte corporation (il secondo livello di intervento) hanno compreso che risparmiare sui combustibili fossili è ormai più conveniente che acquistarli. Du Pont ha aumentato la sua produttività del 30% negli ultimi anni riducendo del 7% il consumo di energia e del 72 % (!) le emissioni di gas-serra, mentre Ibm e Bayer hanno risparmiato oltre due miliardi di dollari abbassando le emissioni del 60%. L’Università di Tor Vergata computa a 22 miliardi di euro i costi economici, sanitari e sociali del cambiamento climatico (1,3% del pil). Oggi il volume d’affari attorno alle tecnologie pulite per produrre energia è più che raddoppiato rispetto al 2008 e la Cina vende, da sola, tecnologie di questo tipo per circa decine di miliardi di euro (le clean technologies cinesi rappresentano oggi l’1,7% del pil nazionale: in Europa solo lo 0,4).

Il terzo livello di azione è quello personale, non solo per non coltivare sensi di colpa verso i nostri figli. Possiamo scegliere di modificare progressivamente le nostre abitudini, invece che subirlo per trauma, magari partendo da come ci spostiamo: abbandonare una volta a settimana la vettura privata può avere un impatto significativo, se lo facciamo tutti quanti. Mangiare meno carne, soprattutto se viene da lontano, ha ancora più senso visto che l’allevamento intensivo è la più grande causa di alterazione antropica del clima, più del traffico. Coibentare meglio le nostre abitazioni e dotarci di una quota parte di energia per via rinnovabile (gli inquinamenti domestici sono circa un terzo di quelli globali). Eliminare sprechi e usi insostenibili delle risorse.

Ma nessuna di queste pratiche si mette in opera. E non riuscendo più a frenare l’anidride carbonica in uscita, i sapiens cercano già di «sequestrarla» successivamente, re-iniettandola nei pozzi di idrocarburi già esauriti o confinandola nelle profondità oceaniche. Questo tipo di operazioni, però, ha esiti incerti e soprattutto induce a pensare che la battaglia per contrastare le cause sia perduta e si debba ormai agire solo sugli effetti del cambiamento climatico. Così si parte battuti.

Licenza Creative Commons 
Alcuni diritti riservati.

lunedì 17 ottobre 2016

Una vera foresta nel giardino



L'argomento non è nuovo. Il vostro affezionato Panda se ne era già occupato in passato (qui). Tuttavia si tratta di un genere di storia e di un tipo di cultura troppo belle ed ancora troppo rare per poter ignorare con leggerezza il vecchio ma sempre attuale detto... "repetita iuvant"!

Partiamo quindi dall'inizio.

L'ingegnere industriale Shubhendu Sharma stava lavorando alla Toyota, in India, quando il caso gli fece incontrare l'esperto giapponese di foreste Akira Miyawaki, che era arrivato lì per piantare una foresta nella fabbrica, utilizzando una metodologia da lui sviluppata. Un metodo in grado di far crescere una foresta dieci volte più veloce del normale. Affascinato, Sharma fece prartica con Miyawaki e sviluppò con successo la sua prima foresta su un piccolo appezzamento di terra dietro a casa sua.

Quella straordinaria esperienza cambiò radicalmente la vita ed il lavoro di Sharma.

Oggi, la Afforestt, l'azienda fondata da Sharma, promuove un metodo standardizzato per seminare su terreni sterili e desolati dense e rigogliose foreste a crescita rapida. La Afforestt detiene un sistema che consente di creare una foresta multistrato di 300 alberi in grado di crescere su una superficie piccola, per non dire minuscola, come lo spazio che normalmente occupa un parcheggio di sei automobili. Diversamente da quanto verrebbe da pensare, per creare una foresta non occorre avere a disposizione sconfinate lande di terra.

Nel corso degli anni la Afforestt ha aiutato a crescere foreste in case, scuole, fabbriche, fattorie e persino zoo, osservando un miglioramento della qualità dell'aria, un aumento della biodiversità nonchè, a seconda dei casi, la possibilità di generare frutta fresca, fiori e miele.

Studiando ed incrementando la qualità del suolo di partenza, analizzando accuratamente la tipologia e la proporzione delle varie sementi, curando la capacità del terreno di trattenere acqua ed incrementando la presenza di funghi e microorganismi in simbiosi con un sano e ed esteso sistema radicale, l'azienda di Shama è così divenuta in grado di fornire istruzioni passo-passo per chiunque nel mondo voglia far crescere una foresta o una micro-foresta. Nel giro di pochi anni è quindi ora possibile per chiunque generare "dal nulla" una foresta molto simile alle foreste secolari presenti in natura.

Un piccolo-grande miracolo che meriterebbe d'essere conosciuto, sostenuto e diffuso il più possibile.

Buon futuro a tutti dal Panda

martedì 6 settembre 2016

Qualche grado in più? Cosa vuoi mai che sia!



Nonostante tutto, ancora in pochi sono in grado di comprendere a pieno cosa voglia dire alzare di qualche grado la temperatura media globale. Questo breve video rende l'idea di immediata comprensione per tutti, senza però rinunciare al rigore e alle dovute spiegazioni.

Ancora una volta il Panda intende ringraziare pubblicamente il mitico maxrupo per la sua paziente ed importante opera di traduzione e "sottotitolatura" di video meritevoli d'essere diffusi (come questo).

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

martedì 16 agosto 2016

Scala Mercalli non deve essere cancellata.

Nel post precedente il vostro Panda aveva segnalato una lodevole petizione on-line per "riaprire Scala Mercalli" il programma condotto da Luca Mercalli su Rai3 ed ora soppresso (vedi qui).

Oggi il Panda vi segna che esiste addirittura una seconda petizione avente lo stesso identico obiettivo di quella precedentemente indicata (vedi qui). Per chi fosse interessato a difendere i programmi televisivi di qualità sulla tv pubblica ecco quindi il link che conduce alla seconda petizione a favore di SCALA MERCALLI:

https://www.change.org/p/daria-bignardi-direttore-rai3-scala-mercalli-non-deve-essere-cancellata

Come se non bastasse, esiste anche una lettera aperta della FIMA ( Federazione Italiana Media Ambientali ) a favore della riapertura del programma di Mercalli:

http://fimaonline.it/fima-sulla-cancellazione-di-scalamercalli/

Il grave fatto, che nell'attuale clima che si respira in casa Rai ha un forte retrogusto di censura, è stato riportato anche da importanti testate giornalistiche quali l'EspressoilFattoQuotidiano ed ilGiornale .

A differenza del brutto, della menzogna e dell'ignoranza, la bellezza, la verità e la cultura non nascono sugli alberi. Il loro parto non è mai indolore. Esse sono sempre frutto del duro lavoro di tante persone. Un'intuizione geniale od un mirabolante talento di qualche artista, scienziato o pensatore certamente aiutano, ma non bastano. Bellezza, verità e cultura crescono e si moltiplicano solo dove esiste un substrato sociale favorevole alla loro propagazione. Non importa quanti "eroi dell'intelletto" esistono, bellezza, verità e cultura avvizziscono dove questo substrato fa mancare il suo appoggio.

Anche i piccoli gesti contano.

Anzi, soprattutto i piccoli gesti contano.


Buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda

lunedì 15 agosto 2016

Riapriamo Scala Mercalli!

Il vostro affezionato Panda non ha mai fatto mistero di essere un grande fan di SCALA MERCALLI, il programma di Rai3 condotto da Luca Mercalli.

Aver saputo della soppressione del programma è stato un dolore che va al di là dei personali gusti da telespettatore. Difendere SCALA MERCALLI è un dovere per l'importante messaggio culturale e civico che il programma incorpora. Inoltre difendere programmi come SCALA MERCALLI è un modo per rivendicare con orgoglio il diritto ad una TV pubblica di qualità.

Per questi ed altri motivi ancora il Panda invita tutti a sottoscrivere la petizione di Manuel Castelletti e Domenico Finiguerra. Tale petizione chiede a Daria Bignardi (attuale Direttore di Rai3) di ridarci indietro la splendida trasmissione SCALA MERCALLI.

Per chi fosse interessato a sottoscriverla:

https://www.change.org/p/direttore-rai-3-riapriamo-scala-mercalli


Buon futuro a tutti dal vostro affezionatissimo Panda

martedì 9 agosto 2016

Natura incontaminata?! No, grazie!



Emma Marris, in questo splendido TED Talk, ci parla della natura in modo originale, provocatorio e stimolante, ricordandoci l'importanza della definizione stessa di natura e del rapporto che stringiamo con essa fin da bambini. Un punto di vista innovativo che, credo, scaturisce da una semplice riflessione di fondo: si può veramente salvare ciò che non si conosce, non si comprende e non si ama?

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

domenica 29 novembre 2015

Timelapse dei ghiacciai del Karakorum: 25 anni in 1,5 secondi


via GIPHY

Alla vigilia della conferenza sul clima di Parigi (Cop21), l'ESA (l’Agenzia Spaziale Europea) ha pubblicato questo brevissimo video di appena 1,5 secondi. E' stato creato usando le immagini e i dati forniti dal 1990 al 2015 da 3 satelliti Landsat riguardo alle trasformazioni avvenute in quattro differenti regioni del massiccio centrale del Karakorum (Baltoro, Panmah, Skamri Laggo e Shaksgam).

Il grande valore scientifico di questi video risiede nel fatto che, a differenza dei soliti timelapse fatti con normali macchine fotografiche, che scattano foto quotidianamente, i nuovi video sono relativi a un periodo di ben 25 anni e coprono una regione molto vasta e pressoché inaccessibile.

Per interpretare correttamente quel che si sta guardando, bisogna tener presente che si tratta di un'animazione in falsi colori dove il ghiaccio appare in azzurro, le nuvole in bianco, l’acqua liquida in blu scuro e la vegetazione in verde.

Aspettando e sperando che il COP21 di Parigi arrivi a delineare una strategia comune per impedire che i cambiamenti climatici devastino irreparabilmente il pianeta (e noi con esso), questi brevi video mostrano in maniera inequivocabile quello che sta già avvenendo sul tetto del mondo.

Buon futuro a tutti dal Panda

martedì 13 ottobre 2015

Cosa posso fare io?

Che il pianeta intero versi ormai in gravi condizioni inizia ad essere chiaro a tutti. Che i potenti del mondo, lungi dal rappresentare una fonte di soluzione, si siano fino ad ora rivelati piuttosto come una delle principali cause del problema, appare sempre più evidente.

Di giorno in giorno vediamo sempre più il clima fare le bizze, l'inquinamento aumentare, la desertificazione espandersi, la deforestazione procedere inarrestabile, ecc. ecc...

Certo, gli accordi internazionali sono indispensabili, ma, nell'attesa che si giunga a tali accordi, la domanda che tutti si fanno è sempre la stessa:

"Cosa posso fare io?"
Una domanda semplice semplice a chi possono essere date mille risposte.

Ma darne mille è un po' come non darne nessuna. Quindi la domanda rimane. E la risposta?

La risposta, il vostro affezionato Panda lascia che a darvela sia una persona molto più competente di lui, ossia il mitico Luca Lombroso: qui.

Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda

venerdì 18 settembre 2015

Siamo nella CACCA



Lo so, lo so, la parola "cacca" è terribilmente triviale e scritta in maiuscolo nel titolo di un post lo è ancora di più, ma parlando di pannolini e soprattutto delle loro incredibili e devastanti conseguenze ambientali, mi pareva quantomeno "onesta".

Faccio un'unica osservazione al video qui sopra, non capisco perchè nessuno consideri anche l'impatto ambientale dei pannoloni per adulti. Certo l'uso è assai meno intenso degli omologhi per la prima infanzia, ma forse l'impiego in ambito geriatrico può essere anche più duraturo in termini di anni rispetto ai classici 3 dei bambini. Considerato l'andamento demografico italiano anche questo sarebbe un fattore da considerare.

Il vostro Panda si rende conto ovviamente che l'argomento potrebbe far sorridere, ma il fatto che la politica se ne infischi totalmente non dovrebbe far ridere affatto visti gli enormi costi pubblici in termini sanitari, di gestione dei rifiuti ed ambientali che questo "settore" smuove.

Pazienza se ci tocca sopportare le angherie delle lobby del tabacco, delle armi, del petrolio, ecc. , ma se si scoprisse che siamo nella CACCA fino al collo per la "lobby del pannolino" credo sarebbe veramente il colmo!

Ed è veramente triste pensare al mondo che stiamo lasciando ai nostri figli e al fatto che, purtroppo, la "lobby del pannolino" potrebbe essere tutt'altro che una battuta in un mondo ormai così completamente asservito alle logiche del mero denaro da non saper più nemmeno gestire la sua umilissima... cacca.

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

giovedì 10 settembre 2015

Morgan Freeman ci racconta la più grande storia della nostra generazione




Ecco un titolo che spiega bene tutto quel che c'è da dire (o quasi):
Morgan Freeman ci racconta la più grande storia della nostra generazione.
Cos'altro dire?

Beh, ovviamente, che il succo del messaggio è che, continuando a comportarci come abbiamo fatto negli ultimi 2 secoli e mezzo, rischiamo seriamente l'estinzione di massa. Il rischio è che ciò si verifichi in tempi relativamente brevi, ossia stiamo dicendo che il problema riguarda NOI e non dei nostri lontani ed ipotetici nipoti. Un buon motivo per informarsi e per... cambiare!

Un altro splendido video ("splendido" nel senso di "prezioso") scovato, tradotto e sottotitolato in italiano dal mitico maxrupo, a cui il vostro affezionato Panda non si stancherà mai di fare i complimenti per il suo prezioso ed instancabile lavoro.


Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda




mercoledì 10 giugno 2015

Il grande fuoco - Richard Heinberg



Un Richard Heinberg ancora una volta in smagliante forma ci spiega con la consueta semplicità ed rigore in che epoca stiamo vivendo. 4 minuti e 31 secondi di realtà, in un mondo di eterna finzione, sono il maggior lusso che ci si possa concedere, poiché nulla è (né sarà mai) più prezioso della consapevolezza.

Senza consapevolezza, infatti, possiamo essere tutto fuorché noi stessi. Senza consapevolezza sprechiamo le nostre vite e quelle altrui. A volte ha un gusto decisamente amaro, ma ogni cosa ha un suo prezzo da pagare, persino il non vivere la propria vita per paura di dover pagare un prezzo.

Buon futuro a tutti dal Panda

P.S. - Il vostro affezionato Panda non finirà mai di ringraziare il mitico maxrupo per il suo straordinario lavoro di traduzione e sottotitolatura in italiano di questo video così come di un'infinità di stupendi video anglofoni.

domenica 24 maggio 2015

Care future generazioni, ci dispiace


Cos'altro aggiungere alle parole spese in questo video?

Nulla.

Nulla che non si possa leggere qui: Stand for Trees.


Buon futuro a tutti dal Panda


P.S. - Grazie, ancora una volta, per il meraviglioso lavoro di traduzione e sottotitolatura all'impareggiabile e stupendo maxrupo.

venerdì 24 aprile 2015

Parliamo di cose importanti: Amore e... la cacca delle Balene!



Può suonare paradossale e provocatoria l’importanza che gli escrementi dei cetacei sembrano rivestire per gli ecosistemi globali (e quindi per noi tutti che vi siamo inclusi). Il vero paradosso però è la leggerezza con cui il genere umano passivamente accetta che si attenti costantemente alla sua sicurezza senza neppure trarne alcun valido beneficio. Su oltre 7 miliardi di persone, quante hanno un egoistico interesse a uccidere o a trascurare la sicurezza delle balene? Non molti direi, eppure già sufficienti a mettere a rischio non solo le balene, ma persino l’intero oceano e noi con esso.

Quanto aveva ragione Martin Luther King  dicendo “Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti”!

Se vogliamo salvare il pianeta nulla e nessuno deve essere lasciato indietro poiché, nella nostra infinita ignoranza e nel nostro comodo antropocentrismo, spesso ci scordiamo che qualsiasi essere potrebbe essere indispensabile per l’intera biosfera. Chiudersi in casa per non vedere quello che sta accadendo al mondo, può essere rassicurante, ma è grossolanamente e pateticamente illusorio. Facciamo parte della biosfera. Non possiamo fare a meno di lei. Rischiare, come stiamo facendo, un’ennesima estinzione di massa è assai più che “imprudente”, è folle e criminale. E’ distruttivo ed auto-distruttivo.

L’invito del Panda a tutti gli “onesti” è quindi di non essere timidi e di farsi sentire, persino “alzando la voce” se occorre. Ai “disonesti” auguro il silenzio, ma soprattutto auguro di ritrovare il sentiero che hanno smarrito insieme alla forza (che simulano d’avere per nascondere le loro umanissime fragilità). E quando avranno ritrovato forza e giustizia, che non perdano la voce, poiché essere dei timidi muti, non li renderebbe meno responsabili di quando erano malvagi. Questo mondo ha tanto bisogno d’amore. Persino di quello più improbabile e “strano”. Persino dell’amore di chi “alza la propria voce”  in difesa della cacca di balena.

Evviva l’Amore! Evviva la cacca di balena!

E buon futuro e una buona visione a tutti voi dal Panda

domenica 22 marzo 2015

Salvare la foresta pluviale con i cellulari usati?! Perché no!



Per saperne di più: Rainforest Connection.

E se salvare le foreste pluviali non vi basta. Se vorreste avere una vostra piccola foresta personale dietro casa... si può fare! Per saperne di più: Shubhendu SharmaAfforestt.


Buona visione, lettura, riforestazione e... futuro a tutti voi dal Panda