Visualizzazione post con etichetta Transition Towns. Mostra tutti i post
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giovedì 20 marzo 2014
Ballare con Shiva, ovvero guardarsi dalla mania del controllo
Inutile che il vostro affezionato Panda aggiunga parole a quanto egregiamente spiegato da Harrison Owen nel TED Talk qui sopra (sottotitolato in italiano dal mitico maxrupo) in merito alla meravigliosa esperienza del Open Space Technology. Non mi resta quindi altro da fare che…
…augurarvi una buona visione e un buon futuro a tutti voi con affetto.
martedì 4 marzo 2014
Capire le vere ragioni della "crisi"
Il vostro affezionato Panda ha già segnalato diverse volte il video corso di Chris Martenson intitolato "Crash Course". Perchè allora insistere tanto?
Perché non tutti l'hanno ancora visto, ma anche perché, anche chi l'ha già visto, potrebbe apprezzare un "ripasso" oppure potrebbe suggerirlo a chi ancora non lo ha nemmeno sentito nominare. Più in generale perché la bellezza e la cultura non sono mai scontate, né prive di impegno. Vanno costruite con pazienza e dedizione.
Solo le cose orribili sono facili e "pigre"... ed una volta che "ci sono" tutti trovano sempre una giustificazione per la loro ingombrante e fastidiosa presenza.
Il vostro Panda ricorda a tutti che il seguente link rimanda a tutti i capitoli dell'intero video corso sulle ragioni profonde del collasso economico in atto interamente sottotitolati in italiano:
"Crash Course" di Chris Martenson sottotitolato in italiano
La conoscenza del Crash Course è stata suggerita come importante per i partecipanti al movimento della transizione da Rob Hopkins il fondatore del movimento. Il vostro affezionato Panda, inoltre, desidera ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in forma gratuita alla realizzazione dei sottotitoli all'interno del gruppo di traduzione di Transition Italia ed IndipendenzaEnergetica.
Ogni capitolo del "Crash Course" dura grossomodo dai 2 ai 15 minuti. Sono perciò necessarie un totale di 4 ore e 15 minuti per guardare tutte e 22 le lezioni ma ne vale veramente la pena, quindi...
...Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda
Perché non tutti l'hanno ancora visto, ma anche perché, anche chi l'ha già visto, potrebbe apprezzare un "ripasso" oppure potrebbe suggerirlo a chi ancora non lo ha nemmeno sentito nominare. Più in generale perché la bellezza e la cultura non sono mai scontate, né prive di impegno. Vanno costruite con pazienza e dedizione.
Solo le cose orribili sono facili e "pigre"... ed una volta che "ci sono" tutti trovano sempre una giustificazione per la loro ingombrante e fastidiosa presenza.
Il vostro Panda ricorda a tutti che il seguente link rimanda a tutti i capitoli dell'intero video corso sulle ragioni profonde del collasso economico in atto interamente sottotitolati in italiano:
"Crash Course" di Chris Martenson sottotitolato in italiano
La conoscenza del Crash Course è stata suggerita come importante per i partecipanti al movimento della transizione da Rob Hopkins il fondatore del movimento. Il vostro affezionato Panda, inoltre, desidera ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in forma gratuita alla realizzazione dei sottotitoli all'interno del gruppo di traduzione di Transition Italia ed IndipendenzaEnergetica.
Ogni capitolo del "Crash Course" dura grossomodo dai 2 ai 15 minuti. Sono perciò necessarie un totale di 4 ore e 15 minuti per guardare tutte e 22 le lezioni ma ne vale veramente la pena, quindi...
...Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda
venerdì 17 gennaio 2014
Era glaciale in arrivo?
Questo breve video (sottotitolato in italiano dal mitico maxrupo) mostra con drammatica chiarezza l'assurdità di chi, vedendo le perturbazioni che hanno colpito il nord America vorrebbe dimostrare che il riscaldamento globale non esiste oppure addirittura che andiamo verso una nuova era glaciale.
Come mai il vostro affezionato Panda insite tanto su questo punto?
Beh, perchè la tendenza non solo (e non tanto) a negare, ma più diffusamente a sottovalutare il forte impatto a breve termine dei cambiamenti climatici è la prima fonte di rischio per l'intera umanità. Rischiamo di estinguerci per un'inaccettabile pigrizia mentale, politica ed economica che collettivamente ci fa fare spallucce dinnanzi a disastri senza precedenti in tutta la storia (e la preistoria) dell'intera umanità.
L'umanità non s'è mai trovata a dover affrontare qualcosa come i cambiamenti climatici. Non è qualcosa con cui poter scendere a patti o rinviare. Con la termodinamica non si discute, nè tratta.
Qualcuno può chiamare questo "allarmismo" oppure "catastrofismo"...
...sfortunatamente si tratta solo di "climatologia". Una scienza sistematicamente censurata, sminuita e villipesa all'unico scopo di permettere ad alcuni (pochissimi invero) di continuare a fare un sacco di soldi bruciando per lo più carbone, petrolio e gas.
Capisco che il capitalismo, anche quello nelle forme più estreme, possa piacere a qualcuno (soprattutto tra quei pochissimi).
Ma vale la pena morirci?
Buon futuro a tutti dal Panda
giovedì 16 gennaio 2014
Arriva la cavalleria a salvarci? Eh,no...
Il video di oggi riguarda la fantastica avventura di Transition Towns raccontata dal suo più famoso esponente: Rob Hopkins.
Il video risale al 2012, ma merita d’essere visto ancor oggi… e probabilmente anche fra qualche anno.
Buon futuro e buona visione a tutti dal Panda
lunedì 11 novembre 2013
Testa, cuore mani per innovare il mondo: Cristiano Bottone at TEDxBologna
Cristiano Bottone, tra i fondatori di Transition Italia, racconta in questo breve, ma splendido video (tratto da TEDxBologna) perchè ci troviamo nella Tempesta Perfetta.
Gli spunti di riflessione si sprecano.
Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda
martedì 24 settembre 2013
Resilienza e EROI
Il futuro (ed il presente) spiegati con semplicità e rigore in questa bella esposizione tenuta da Dario Tamburrano al TEDx di Albano Laziale. Il vostro affezionato Panda vi ricapitola solamente i 2 concetti cardine espoti nel video per chi non li avesse mai sentiti nominare prima:
1) Resilienza : E’ la capacità di un sistema, sia sociale, sia biologico, economico o produttivo, o anche della psiche umana, di mantenere inalterate le sue funzioni fondamentali di fronte a shock improvvisi che tendono ad alterarlo dall’esterno.
2) EROI : (o anche EROEI, cioè Energy Return on Energy Investment) è una grandezza che misura quante unità d’energia da fonti primarie si ottengono a fronte dell’investimento di un’unità d’energia.
Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento sul collasso del'Impero Romano, il Panda consiglia infine questo interessantissimo documento del Prof. Ugo Bardi: qui.
Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda
martedì 28 agosto 2012
Vaxjo: per chi non sa cos'è e pure per gli altri
Questo video che vede i contributi anche di Luca Mercalli e Dario Fo è un piccolo gioiello che permette di far conoscere un po’ di più la bella realtà di Vaxjo, un ridente comune della Svezia in cui si crede veramente nell’economia verde. Sei sindaci dell’Emilia-Romagna sono volati a Vaxjo per imparare sul campo come ridurre l’inquinamento nei propri centri. Questo video è il racconto di quell’esperienza, nonché un’opportunità di imparare qualcosa di interessante anche per i comuni cittadini. Cos’ha d’eccezionale Vaxjo? Beh, senza preannunciare troppo, basti pensare che, in pochi anni, è stata realizzata una centrale elettrica alimentata da trucioli ed altri scarti di legname delle segherie, che fornisce il 90% dell'acqua calda e del riscaldamento necessari alla cittadina svedese (che conta 82 mila abitanti). Le ceneri della centrale diventano fertilizzante. Il comune inoltre ha una flotta di automobili ecologiche alimentate a etanolo e biogas e sta considerando di convertire anche i mezzi pubblici. È stato inoltre costruito un complesso residenziale, con struttura in legno, alto ben otto piani. A dimostrazione che quando la volontà politica (anche solo a livello locale) c’è, la transizione verso una società a minor impatto ambientale è fattibile e molto conveniente.
Un ringraziamento a Cristiano Bottone per avermi gentilmente segnalato il video in questione e un saluto a voi tutti dal vostro affezionato Panda
martedì 24 luglio 2012
Psicologia del cambiamento all'epoca della fine dell'abbondanza energetica
venerdì 18 maggio 2012
L'orto sovversivo
Risparmio economico, sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare, salute, biodiversità, resilienza, socialità…
Quante cose buone possono nascere in un piccolo orto di casa? Di sicuro molte di più di quel che la maggior parte delle persone sospetterebbero. E volete mettere la soddisfazione!
Questo bel filmato (sottotitolato in italiano e proveniente dalla grande famiglia di TED), spiega bene tutto ciò.
Lo fa con semplicità e leggerezza, ma anche passione e lungimiranza, quindi che altro aggiungere? Ah sì…
… buona visione e buon futuro a tutti dal Panda
mercoledì 29 febbraio 2012
Introduzione alla Transizione
Introduzione alla transizione
Una trentina di pagine giuste-giuste per chi pensa che ci sia qualcosa che non va, ma non sa ancora bene cosa sia o come lo si possa affrontare. Una lettura facile e preziosa. Per saperne di più si veda:
Transition Italia (in italiano e incentrata sulle realtà di transizione in Italia)
Transition Network (in inglese e rivolto alla comunità internazionale)
Buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda
Una trentina di pagine giuste-giuste per chi pensa che ci sia qualcosa che non va, ma non sa ancora bene cosa sia o come lo si possa affrontare. Una lettura facile e preziosa. Per saperne di più si veda:
Transition Italia (in italiano e incentrata sulle realtà di transizione in Italia)
Transition Network (in inglese e rivolto alla comunità internazionale)
Buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda
martedì 28 febbraio 2012
La Transizione spiegata da Report
Clicca qui per vedere Report
Il link qui sopra, punta ad un video tratto da quel gioiello di Rai3 che è la trasmissione REPORT. Non è forse dei più recenti, ma merita comunque d'essere visto. Di "lacrime-e-sangue" in "lacrime-e-sangue" si rischia di perdere il contatto con la realtà e la memoria, quindi...
...buona visione!
P.S. - Il vostro affezionatissimo Panda si scusa con tutti voi. Purtroppo, per problemi tecnici, è stato costretto ad eliminare il suddetto video (originariamente incluso nella presente schermata) ed a sostituirlo con un semplice link. Quel che conta comunque è la sostanza. Un saluto a tutti dal Panda.
venerdì 24 febbraio 2012
Le cose vanno male! Sì vabbè, ma cosa ci posso fare? Beh…
lunedì 23 gennaio 2012
Suggerimento: bello vuol dire importante
Il vostro affezionato Panda, ha sempre meno tempo da dedicare a questo blog, ma non ha perso la voglia di condividere con tutti voi le meraviglie che si nascondono nel mare magnum di Internet. In quest’ottica consiglia a tutti di dare un’occhiata a Byologik .
Se già lo conoscete, allora l'invito è a condividere l’informazione con altri, perché è una realtà che merita d'essere conosciuta.
Se non lo conoscete (come il Panda fino a poco tempo fa), non fatevelo scappare, perché, come si diceva, è una realtà che merita d'essere conosciuta. E’ raro, infatti, imbattersi in un blog in lingua italiana che tratti con passione e dovizia d’informazioni argomenti quali la permacultura, la decrescita, l’ecologia e l’agricoltura sinergica. Byologik fa tutto questo e lo fa con un certo stile ed una vasta collezione di video.
Se infine non avete la più pallida idea di cosa siano la permacultura, la decrescita, l'agricoltura biologica, ecc... , allora andate su Byologik e scopritelo, perchè sono tutte cose che meritano la vostra attenzione.
La bellezza, in ogni sua forma, viene protetta innanzitutto smettendo di ignorarla, di darla per scontato e di sottovalutarla. La bellezza non è un concetto astratto, è un essere vivente, la cui linfa vitale siamo noi tutti. La bellezza è un essere vivente che si propaga tramite l'entusiasmo e la condivisione, nonchè quei piccoli o grandi gioielli che, come Byologik, entusismano e fanno venir voglia di regalare anche agli altri quell'entusiasmo.
Buon futuro a tutti dal Panda
Se già lo conoscete, allora l'invito è a condividere l’informazione con altri, perché è una realtà che merita d'essere conosciuta.
Se non lo conoscete (come il Panda fino a poco tempo fa), non fatevelo scappare, perché, come si diceva, è una realtà che merita d'essere conosciuta. E’ raro, infatti, imbattersi in un blog in lingua italiana che tratti con passione e dovizia d’informazioni argomenti quali la permacultura, la decrescita, l’ecologia e l’agricoltura sinergica. Byologik fa tutto questo e lo fa con un certo stile ed una vasta collezione di video.
Se infine non avete la più pallida idea di cosa siano la permacultura, la decrescita, l'agricoltura biologica, ecc... , allora andate su Byologik e scopritelo, perchè sono tutte cose che meritano la vostra attenzione.
La bellezza, in ogni sua forma, viene protetta innanzitutto smettendo di ignorarla, di darla per scontato e di sottovalutarla. La bellezza non è un concetto astratto, è un essere vivente, la cui linfa vitale siamo noi tutti. La bellezza è un essere vivente che si propaga tramite l'entusiasmo e la condivisione, nonchè quei piccoli o grandi gioielli che, come Byologik, entusismano e fanno venir voglia di regalare anche agli altri quell'entusiasmo.
Buon futuro a tutti dal Panda
giovedì 6 ottobre 2011
Capire la CRISI SISTEMICA
Pandemica-mente aveva segnalato poco tempo fa il bel sito http://www.indipendenzaenergetica.it/ . Oggi il vostro Panda ritorna sull’argomento poiché i traduttori volontari di indipendenzaenergetica.it hanno compiuto un piccolo miracolo: hanno tradotto e sottotitolato il CRASH COURSE, ossia l’intero videocorso online per capire la crisi sistemica ideato da Chris Martenson (che nella versione inglese ha riscosso notevole successo). Si tratta di un corso approfondito, ma comprensibile per tutti, che permette di formarsi una conoscenza di base dell'economia, in modo da poter comprendere meglio i rischi che purtroppo stiamo correndo. Per chi si occupa di Picco del Petrolio e/o di Transizione, basti dire che la visione è suggerita da Rob Hopkins, il fondatore di Transition Towns.
Eccovi il link che vi rimanda direttamente all’intero videocorso (capitolo per capitolo) su YouTube:
http://www.youtube.com/playlist?list=PLB048101DAAD68046&feature=viewall
Buona visione a tutti dal Panda
Eccovi il link che vi rimanda direttamente all’intero videocorso (capitolo per capitolo) su YouTube:
http://www.youtube.com/playlist?list=PLB048101DAAD68046&feature=viewall
Buona visione a tutti dal Panda
venerdì 5 agosto 2011
La Transizione spiegata dal fondatore di Transition Towns
In questo bel video tratto da TED (e sottotitolato anche in italiano), è lo stesso Rob Hopkins (il fondatore di Transition Towns) a parlarci della transizione verso un mondo libero dal petrolio.
Il vostro affezionato Panda lascia quindi ben volentieri che siano le parole di Hopkins a dire quel che va detto. Buona visione.
Per chi fosse interessato a saperne di più si veda:
Transition Towns
Transition Italia
Wikipedia
Un saluto a tutti dal Panda
martedì 2 agosto 2011
Post Carbon Institute, agricoltura, petrolio, crimini contro l'umanità e tanto altro ancora
Il Post Carbon Institute ha pubblicato online una relazione intitolata “Agricoltura e Alimentazione di transizione”. Tale documento conclude che, a fronte di una crescente scarsità delle scorte di carburante, il sistema agroalimentare necessita di essere reinventato. Per chi volesse prenderne visione, è possibile scaricare gratuitamente il PDF del documento tradotto in italiano dal sito di Transition Italia.
Lo spettro di una crisi energetica globale è legata a filo doppio ad una ben più devastante crisi alimentare. La crisi energetica in atto, presumibilmente, peggiorerà sensibilmente nei prossimi anni e, di conseguenza, anche la sicurezza alimentare del pianeta ne risulta seriamente compromessa. Questo, in estrema sintesi l’allarme lanciato dal Post Carbon Institute e che giustificherebbe la richiesta di un massiccio impegno per trasformare radicalmente l'intero sistema agricolo mondiale.
Parrebbe una faccenda seria. Perché però preoccuparsene? In fin dei conti, è ormai da decenni che continuano ad uscire rapporti tecnici e scientifici dai toni allarmanti come questo. Perché preoccuparsi quindi? Dove sta la differenza questa volta? Beh,…
Lo spettro di una crisi energetica globale è legata a filo doppio ad una ben più devastante crisi alimentare. La crisi energetica in atto, presumibilmente, peggiorerà sensibilmente nei prossimi anni e, di conseguenza, anche la sicurezza alimentare del pianeta ne risulta seriamente compromessa. Questo, in estrema sintesi l’allarme lanciato dal Post Carbon Institute e che giustificherebbe la richiesta di un massiccio impegno per trasformare radicalmente l'intero sistema agricolo mondiale.
Parrebbe una faccenda seria. Perché però preoccuparsene? In fin dei conti, è ormai da decenni che continuano ad uscire rapporti tecnici e scientifici dai toni allarmanti come questo. Perché preoccuparsi quindi? Dove sta la differenza questa volta? Beh,…
martedì 5 luglio 2011
Resilienza
Parlando di ecologia, il concetto di resilienza corrisponde alla capacità di un sistema di adattarsi e sopravvivere ad eventi esterni compresi quelli altamente traumatici. Più grande è la resilienza di un sistema e più grande è il trauma che lo stesso sarà in grado di sopportare senza degradarsi.
Parlando di Transizione (ossia del passaggio dalla nostra economia basata sul petrolio a basso costo ad un’economia sostenibile), la resilienza è, per analogia, la capacità di una comunità umana di affrontare le avversità ed i cambiamenti imposti dal Picco del Petrolio senza eccessivi traumi né degenerazioni. Le difficoltà in questione sono essenzialmente quelle derivanti dalla riduzione della disponibilità di energia a basso costo. Questo genere di difficoltà, innescato dal picco del petrolio, si tramuta rapidamente in problemi economici e finanziari su vasta scala (già iniziati), a cui seguono, in mancanza di adeguate contromisure, problemi nei trasporti, problemi di approvvigionamento alimentare e deficit nei servizi fondamentali (non ultimo dei quali quello inerente alla pubblica sicurezza).
Farsi trovare economicamente, culturalmente e materialmente impreparati nell’era post-picco può essere tranquillamente considerato come il peggior errore che l’umanità abbia mai rischiato di commettere. Il tempo non gioca a favore. Non abbiamo secoli, né decenni e forse neppure molti anni prima di incappare in gravi shock. Se non agiamo ora, rischiamo di non poter più essere in grado di farlo. Quello che possiamo fare ora deriva e beneficia della relativa abbondanza energetica con tutto quel che ne consegue. Pensare di partire a reagire alla nuova situazione globale quando gli approvvigionamenti siano già gravemente compromessi è pura follia. Scavare un semplice buco nel terreno con un escavatore non è certo la stessa cosa che farlo con pala, piccone e secchi. Senza approvvigionamenti costanti di carburante la grande distribuzione (cioè i supermercati e i centri commerciali) non possono funzionare e neppure gran parte della attuale logistica. Non serve una carenza totale, basta una scarsità tale da rendere non puntuali i rifornimenti per scatenare il panico e di conseguenza aggravare ulteriormente e molto rapidamente la situazione. L’economia globalizzata ci ha resi fortemente interdipendenti. Senza petrolio a buon mercato un’economia globale non è possibile alla scala attuale, ma le infrastrutture e la logistica mondiale sono state predisposte per decenni (se non secoli) senza tener conto di questo limite. Ora o ci adattiamo rapidamente o saremo coinvolti nel più drammatico collasso di civiltà di tutti i tempi.
Viceversa se iniziamo fin da ora ad aggregarci, organizzarci ed agire in modo razionale e pratico, non solo abbiamo ottime possibilità di successo, ma potremmo perfino godere dei frutti di un nuovo modello culturale ed economico. Frutti legati alla solidarietà, alla felicità, alla tranquillità, alla natura e persino alla tecnologia. Frutti di tale qualità ed importanza da rendere il modello socio-economico lasciato un cattivo ricordo anziché un rimpianto. O impariamo a fare quel che abbiamo sempre sognato (costruire un mondo più equo e giusto) oppure né subiremo tutti le conseguenze, rischiando perfino l’estinzione.
Non vi pare una buona leva motivazionale?
Comunque sia non si può negare che sia un scelta estremamente facile da comprendere, quanto difficile da accettare e realizzare, ma si sa, anche la gloria vuole il suo prezzo. Rinunciare agli sprechi, alle profonde disuguaglianze, alla degradazione ed alle miserie fisiche e mentali di questo “libero mercato”, non è poi questo gran prezzo. In fondo è più la paura di iniziare che altro.
Per iniziare basta parlarne con altri, farli e farsi coinvolgere. Magari si può imparare qualcosina sulla permacultura (non è obbligatorio essere degli esperti di sostenibilità e non lo si può essere veramente finché non ci si mette alla prova). Si può iniziare anche con un piccolo orto o con un piccolo balcone coltivato. Si può condividere passioni, idee e sogni, poiché condividerli non solo sarà il modo migliore per propagarli, ma persino per riscoprirli. Magari si può persino chiedere aiuto a qualcuno. Magari persino a qualcuno da cui non te lo saresti mai aspettato.
Ce un mondo da reinventarsi con tute le infinite possibilità che ciò comporta. I periodi di cambiamento sono quelli che più di tutti fanno paura, ma sono anche quelli in cui più che mai la libertà dona i suoi piaceri. Non servono né nemici, né partiti, né soldi, né esperti. Serve solo un pizzico di socialità ed entusiasmo per ciò che, in fondo, tutti sanno essere la scelta giusta.
Buon futuro a tutti dal Panda.
Parlando di Transizione (ossia del passaggio dalla nostra economia basata sul petrolio a basso costo ad un’economia sostenibile), la resilienza è, per analogia, la capacità di una comunità umana di affrontare le avversità ed i cambiamenti imposti dal Picco del Petrolio senza eccessivi traumi né degenerazioni. Le difficoltà in questione sono essenzialmente quelle derivanti dalla riduzione della disponibilità di energia a basso costo. Questo genere di difficoltà, innescato dal picco del petrolio, si tramuta rapidamente in problemi economici e finanziari su vasta scala (già iniziati), a cui seguono, in mancanza di adeguate contromisure, problemi nei trasporti, problemi di approvvigionamento alimentare e deficit nei servizi fondamentali (non ultimo dei quali quello inerente alla pubblica sicurezza).
Farsi trovare economicamente, culturalmente e materialmente impreparati nell’era post-picco può essere tranquillamente considerato come il peggior errore che l’umanità abbia mai rischiato di commettere. Il tempo non gioca a favore. Non abbiamo secoli, né decenni e forse neppure molti anni prima di incappare in gravi shock. Se non agiamo ora, rischiamo di non poter più essere in grado di farlo. Quello che possiamo fare ora deriva e beneficia della relativa abbondanza energetica con tutto quel che ne consegue. Pensare di partire a reagire alla nuova situazione globale quando gli approvvigionamenti siano già gravemente compromessi è pura follia. Scavare un semplice buco nel terreno con un escavatore non è certo la stessa cosa che farlo con pala, piccone e secchi. Senza approvvigionamenti costanti di carburante la grande distribuzione (cioè i supermercati e i centri commerciali) non possono funzionare e neppure gran parte della attuale logistica. Non serve una carenza totale, basta una scarsità tale da rendere non puntuali i rifornimenti per scatenare il panico e di conseguenza aggravare ulteriormente e molto rapidamente la situazione. L’economia globalizzata ci ha resi fortemente interdipendenti. Senza petrolio a buon mercato un’economia globale non è possibile alla scala attuale, ma le infrastrutture e la logistica mondiale sono state predisposte per decenni (se non secoli) senza tener conto di questo limite. Ora o ci adattiamo rapidamente o saremo coinvolti nel più drammatico collasso di civiltà di tutti i tempi.
Viceversa se iniziamo fin da ora ad aggregarci, organizzarci ed agire in modo razionale e pratico, non solo abbiamo ottime possibilità di successo, ma potremmo perfino godere dei frutti di un nuovo modello culturale ed economico. Frutti legati alla solidarietà, alla felicità, alla tranquillità, alla natura e persino alla tecnologia. Frutti di tale qualità ed importanza da rendere il modello socio-economico lasciato un cattivo ricordo anziché un rimpianto. O impariamo a fare quel che abbiamo sempre sognato (costruire un mondo più equo e giusto) oppure né subiremo tutti le conseguenze, rischiando perfino l’estinzione.
Non vi pare una buona leva motivazionale?
Comunque sia non si può negare che sia un scelta estremamente facile da comprendere, quanto difficile da accettare e realizzare, ma si sa, anche la gloria vuole il suo prezzo. Rinunciare agli sprechi, alle profonde disuguaglianze, alla degradazione ed alle miserie fisiche e mentali di questo “libero mercato”, non è poi questo gran prezzo. In fondo è più la paura di iniziare che altro.
Per iniziare basta parlarne con altri, farli e farsi coinvolgere. Magari si può imparare qualcosina sulla permacultura (non è obbligatorio essere degli esperti di sostenibilità e non lo si può essere veramente finché non ci si mette alla prova). Si può iniziare anche con un piccolo orto o con un piccolo balcone coltivato. Si può condividere passioni, idee e sogni, poiché condividerli non solo sarà il modo migliore per propagarli, ma persino per riscoprirli. Magari si può persino chiedere aiuto a qualcuno. Magari persino a qualcuno da cui non te lo saresti mai aspettato.
Ce un mondo da reinventarsi con tute le infinite possibilità che ciò comporta. I periodi di cambiamento sono quelli che più di tutti fanno paura, ma sono anche quelli in cui più che mai la libertà dona i suoi piaceri. Non servono né nemici, né partiti, né soldi, né esperti. Serve solo un pizzico di socialità ed entusiasmo per ciò che, in fondo, tutti sanno essere la scelta giusta.
Buon futuro a tutti dal Panda.
lunedì 4 luglio 2011
Transition Italia
Oggi il Panda vi parlerà brevemente della transizione. Transizione intesa come il passaggio da un'economia basata sul petrolio e sulla crescita "infinita" ad un'economia sostenibile sotto tutti i punti di vista. Le Transition Towns, per chi non lo sapesse, rappresentano un movimento dal basso il cui obiettivo è proprio quello di preparare le comunità locali ad affrontare con successo la doppia sfida costituita dal sommarsi del riscaldamento globale e del picco del petrolio. Tante città del mondo (persino in Italia) si stanno "già ora" attrezzando a questa incredibile doppia sfida. Lo stanno facendo, sotto la spinta di questo movimento, con impegno, creatività ed ottimismo. C'è una necessità assoluta di movimenti popolari come le Transition Towns, il Movimento per la Decrescita Felice, Slow Food o l'Aspo. Perchè? Perchè il tempo stringe e perchè cambiare non vuol dire solo essere un po' più "green". Il cambiamento che il picco del petrolio ed i cambiamenti climatici ci impongono è un cambiamento culturale senza precedenti. Un cambiamento ricco di sorprese e di frutti ancora tutti da scoprire ed assaporare. Bisogna passare dalla "cultura" del consumo di massa acritico e disperato, alla permacultura o qualcosa che le assomigli molto. E' una sfida entusiasmante che gli amici di Transition Italia hanno colto con allegria e vigore.
Chi fosse interessato a saperne di più sappia che Transition Italia (l’associazione delle Transition Towns nella versione italiana) ha un canale dedicato su Youtube (qui). E' interessantissimo e tutto da scoprire.
Chissà, magari la città in cui vivete ce la farà a uscire indenne e felice dal pantano infernale in cui ci siamo infilati come civiltà globale. Magari ce la farà proprio perché voi fonderete o aderirete ad un gruppo di transizione insieme ad amici, parenti e conoscenti. Magari un giorno ci saranno persino canzoni dedicate a coloro i quali capirono ed agirono per tempo.
A tutti loro e tutti gli altri, il Panda lancia un appello alla mobilitazione immediata. Agire in compagnia è molto più facile e divertente che stare chiusi in casa, a sperar che vada tutto bene, che le cose tornino com’erano una volta, martoriati dalle proprie paure, depressi e sconfitti senza neppur aver tentato alcunché. E’ infinitamente meglio agire, farlo insieme ed in allegria.
Buon futuro a tutti dal Panda.
Chi fosse interessato a saperne di più sappia che Transition Italia (l’associazione delle Transition Towns nella versione italiana) ha un canale dedicato su Youtube (qui). E' interessantissimo e tutto da scoprire.
Chissà, magari la città in cui vivete ce la farà a uscire indenne e felice dal pantano infernale in cui ci siamo infilati come civiltà globale. Magari ce la farà proprio perché voi fonderete o aderirete ad un gruppo di transizione insieme ad amici, parenti e conoscenti. Magari un giorno ci saranno persino canzoni dedicate a coloro i quali capirono ed agirono per tempo.
A tutti loro e tutti gli altri, il Panda lancia un appello alla mobilitazione immediata. Agire in compagnia è molto più facile e divertente che stare chiusi in casa, a sperar che vada tutto bene, che le cose tornino com’erano una volta, martoriati dalle proprie paure, depressi e sconfitti senza neppur aver tentato alcunché. E’ infinitamente meglio agire, farlo insieme ed in allegria.
Buon futuro a tutti dal Panda.
giovedì 10 marzo 2011
Transition Town e la fame nel mondo secondo Vandana Shiva
In questo breve video sottotitolato in italiano, Vandana Shiva (vicepresidente di Slow Food) spiega, le connessioni che legano a filo doppio il movimento delle Transition Town all’emancipazione economica del Sud del mondo. Al di là della semplice ed efficace scorrevolezza oratoria che ha contribuito a rendere famosa questa incredibile donna indiana in tutto il mondo, il vostro affezionato Panda trova interessante questo breve filmato soprattutto perché mette in evidenza come il bene richiami a sé il bene.
La Permacultura, nata negli anni ’70 per contrapporsi ad un mondo consumista privo di qualsiasi contegno ecologico, ha fino per dare ispirazione al movimento delle Transition Town. Quest’ultimo, preso atto del Picco del Petrolio e dei cambiamenti climatici in atto, si è posto l’obbiettivo di traghettarci in un modo libero dal petrolio e dalla turpe economia che l’accompagna e di farlo nel modo più dolce e positivo possibile. Transition Town d’altra parte risulta benefico anche per i poveri del Sud del mondo, come ci spiega Shiva. La cooperazione economica (al posto della tanto sbandierata quanto imperfetta competizione) richiama a sua volta una galassia di realtà impegnate nel microcredito, nella finanza etica, nel commercio equosolidale, ecc…
In altre parole, il rispetto per la natura, le energie rinnovabili e il risparmio energetico, la solidarietà e l’identità locale, le rivendicazioni di organizzazioni come Slow Food, Transition Town, il movimento per la Decrescita Felice ed Aspo sembrano solo ad uno sguardo distratto come tante piccole stelle in un abisso d’oscurità. E’ vero che brillano come stelle, ma non sono altrettanto distanti e solitarie come le loro omologhe astronomiche. Anzi. Ad uno sguardo più attento ci si rende conto che rappresentano solo gli aspetti più visibili di una sorta di mondo sommerso, unito e compatto, che tenta disperatamente di emergere. Un mondo fatto di buon senso, cultura, voglia di fare e di condividere. Fatto di positività e realismo.
Un mondo ignorato, emarginato e tartassato senza sosta, con ipocrita noncuranza e calcolato fair-play dal piccolo ed elitario mondo dei mass-media tradizionali, ma anche dai Big dell’economia “convenzionale”, dalla cosiddetta realpolitik, nonché dal pigro e distratto tram-tram dell’uomo comune.
Ciò nonostante, quel universo di empatia e buon senso, lungi dall’essere quella realtà fragile e stentata dipinta dai media, non solo non soccombe né si arrende, ma è addirittura in costante ed incessante ascesa. Si tratta di un mondo a modo suo ambizioso, che aspira a sopravvivere e perfino prosperare nonostante gli immani disastri attuati dal mondo iperconsumista che lo circonda ed assedia. Il mondo del buon senso non si arrende mai, è più vasto di quanto si creda ed è anche più tosto.
C’è chi ha sognato un mondo migliore, un mondo diverso da quello attuale, c’è chi ha detto che "un altro mondo è possibile" e chi ha aggiunto che è pure necessario. Quelle persone sono state le stesse che hanno iniziato a costruirlo quel mondo, senza aspettare che fosse qualcun altro a farlo al posto loro. Per questo stesso motivo, il vostro Panda crede che “un altro mondo” sia già tra noi e che serva solo che vi salga su un po’ più gente.
Un saluto sincero a voi tutti dal vostro affezionato Panda.
sabato 5 marzo 2011
Picco del petrolio, agricoltura e soppravvivenza
Questo bel documentario della BBC (sottotitolato in italiano e visibile per intero su YouTube) spiega con parole semplici la sfida che attende l'agricoltura moderna. Una sfida terribile. Da affrontare fin da subito con tutta la serietà, l'impegno e l'urgenza che la situazione purtroppo richiede.
Purtroppo sono ancora troppo pochi coloro che possiedono la consapevolezza di quanto petrolio (e gas) sia effettivamente coinvolto in ciascun singolo alimento attualmente venduto in un qualsiasi supermercato nel mondo. Questa è un'ignoranza imperdonabile, non perchè sia sconvegnente, nè perchè il vostro Panda sia incline alla severità, ma poichè potrebbe rivelarsi letteralmente catastrofica per tutti. Il Picco del Petrolio sfortunatamente non comporta unicamente problemi a spostarsi in auto. E' molto più di questo. Dovremo rivoluzionare i nostri sistemi produttivi a partire dall'agricoltura e dobbiamo iniziare a farlo subito. Se mancheremo la sfida le conseguenze saranno per tutti inenarrabili.
Volere è potere, ma non si può volere ciò che a malapena si conosce. Spezziamo il silenzio mortale che la politica e i mass-media hanno steso su questi argomenti. Pretendiamo dai nostri rappresentanti (di destra, centro o sinistra che siano) che affrontino con responsabilità ed urgenza questa crisi sistemica che sta per stritolare il nostro intero stile di vita. Continuare a far finta di nulla, continuare a minimizzare, a tranquillizzare e, in definitiva, continuare a non far nulla (come abbiamo fatto finora) è più che sbagliato, è profondamente immorale, umiliante e deprimente. Se continueremo imperterriti su questo cammino ci trasformeremo nostro malgrado nei protagonisti del più devastante suicidio di massa a cui la storia abbia mai assistito.
Non si dica che questo è catastrofismo, questo è semplicemente la situazione catastrofica che noi stessi abiamo creato. Questo è il catastrofico presente in cui noi (convinti e non) stiamo vivendo. Libia, Egitto, Tunisia, Albania, ecc... non sono altro che campanelli d'allarme. Sono purtroppo solo i primi sintomi di una realtà geologica: il petrolio non è infinito. A cui fa seguito un'inevitabile realtà economica: un'economia interamente ed esclusivamente basata sul petrolio non può crescere all'infinito. Aggiungete a questo che abbiamo già sovrappopolato il pianeta ed alterato il suo clima. L'unica conclusione sensata a questo ragionamento è che dobbiamo cambiare e farlo in fretta. Non è più tempo per discussioni filosofiche, è tempo di prendere coscienza ed agire con risolutezza.
Il futuro è pericoloso, ma non è nero. Diventa nero e cupo solo quando non lo si vuole affrontare. Abbiamo le risorse e le conoscenze per farlo, quindi facciamolo.
Per chi non lo sapesse quelle conoscenze e risorse, si chiamano Transition towns, "abbandono del PIL e delle Banche Centrali private", adozione della Tobin Tax, Permacultura, istruzione femminile nei paesi in via di svilupp, cura del ferro, fitodepurazione, Desertec, Sahara Forest Project, Kite Gen, mini-idroelettrico, geotermia di nuova generazione, riciclo, riuso, risparmio, biciclette, trattori elettrici, vertical farming, orti urbani, Internet, telelavoro, biocarburanti di seconda generazione (quelli derivati da microalghe coltivate in zone non agricole e in grado di assorbire elevate quantità di anidride carbonica oppure quelli derivanti da scarti non alimentari) e tantissime altre cose ancora.
Non sono le soluzioni a mancare, ma la volontà di lasciar loro spazio per dilagare sul pianeta. In origine l'industria del petrolio era un'idustria ecologista che andò a sostituire quella del grasso di balena. L'abbandono del grasso di balena fu tutt'altro che un sacrificio. L'ecologia non è sacrificio, è equilibrio e un pizzico di lungimiranza. Oggi è il petrolio che deve lasciare il passo a qualcosa di meglio. L'energia a manca, manca la volontà di cambiare, ma dobbiamo iniziare a farlo. Per iniziare, in fondo, basta poco. Basterebbe per lo meno parlarne un po' di più.
Buon passaparola e buon futuro a tutti voi dal vostro affezionatissimo Panda.
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