sabato 15 ottobre 2011

Oggi si protesta in tutto il mondo!

Pandemica-mente aderisce alla giornata mondiale di protesta unendosi agli 'indignados' di tutto il mondo.
Perché?

Perché così non può continuare. Semplicemente non funziona più.
Un altro mondo è possibile: ora!

Buon futuro a tutti dal vostro affezionato Panda

giovedì 13 ottobre 2011

Sabato 15 ottobre 2011: viva la rivoluzione!

Il vostro affezionato Panda, oggi oserà cimentarsi in un’attività che non gli compete e che per di più oggi è considerata al limite tra l’inutuile ed il criminale: un po’ di satira. Per questo motivo Pandemica-mente ha deciso di dar spazio e voce ai tanti poveri plurimiliardari, ignorati ed ingiustamente oltraggiati in questi tempi per loro così difficili. Ecco di seguito il pacato appello alla calma e alla serenità sociale che proviene da quelle istanze tanto sensibili e premurose.

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Cari concittadini,
stimati elettrici ed elettori,
squisitissimi consumatori ed amatissimi risparmiatori...

mercoledì 12 ottobre 2011

Good news: Desertec c'è!

Desertec è un consorzio nato nel 2009 per volontà di grandi gruppi finanziari ed industriali tedeschi con lo scopo di realizzare un mastodontico progetto energetico volto a sfruttare su larghissima scala l’energia solare ed eolica nei deserti dell’Africa settentrionale. L’obbiettivo è quello di rifornire i paesi della regione, ma anche dell’Europa, dell’energia di cui avranno bisogno in un futuro molto prossimo in cui il ruolo dei combustibili fossili sarà necessariamente ridotto a causa del loro progressivo esaurimento.

Un paio di precisazioni prima di proseguire...

martedì 11 ottobre 2011

Grazie Antonio Turiel !

Il vostro affezionato Panda lascia volentieri che sia ancora una volta il buon Antonio Turiel a parlare al posto suo. Se "Il messaggio in bottiglia di Antonio Turiel " vi era piaciuto, non perdetevi "Il perché di tanto spreco" pubblicato, nella sua bella traduzione in italiano, sull'intramontabile "Effetto Cassandra" del prof. Ugo Bardi.

Eccovi il link: http://ugobardi.blogspot.com/2011/10/il-perche-di-tanto-spreco.html


Buona lettura ed saluto a tutti dal Panda

lunedì 10 ottobre 2011

Picco del Petrolio, abbiamo voluto la bici e allora...

Si parla sempre più spesso di Picco del Petrolio e delle sue tremende conseguenze, ma poco delle possibili soluzioni o strategie per mitigare quantomeno la discesa che ci attende. Pandemica-mente ha parlato più volte della Permacultura, dell’epopea del Kitegen e di varie nuove tecnologie “verdi”.

Oggi però parleremo di pedali.

Può sembrare uno scherzo, ma non lo è affatto. All’alba dell’industrializzazione i macchinari azionati a forza umana erano la regola, a partire dall’arcolaio a pedale in poi, l’industria ha avuto a che fare con una gran moltitudine di macchine utensili a forza umana (torni, trapani, frese da arrotini, telai, ecc…).

Attenzione, vanno però poste due importanti precisazioni.

La prima è che non si sta parlando di produzione elettrica a pedali, ma di utilizzo diretto della forza meccanica.

La seconda precisazione è che, ovviamente, non si tratta di aumentare o mantenere stabile la produzione tramite macchine utensili a pedale, ma più realisticamente di limitare il crollo/collasso verticale della capacità produttiva conseguente alla fine dei combustibili a basso costo.

Date queste premesse, si può constatare pacificamente che le macchine ad attivazione manuale, quando ben congegnate, non sono affatto da sottovalutare sul piano pragmatico. Le vecchie macchine da cucire a pedali, ad esempio, sono spesso ancor oggi utilizzate a distanza di un secolo dalla loro costruzione. Ebbene quelle macchine da cucire hanno avuto il successo che hanno avuto basandosi su una progettazione risalente ad oltre un secolo fa. Oggi, con computer e supercomputer, conoscenze approfondite di meccanica, ergonomia e fisiologia, centri di ricerca ovunque, nuovi materiali, ecc… Cosa sarebbe possibile realizzare?

Purtroppo non lascia ben sperare la scarsità di ricerca scientifica in questo settore. Meno ancora la scomparsa quasi totale di questo genere di prodotti dalla produzione e vendita. Il rischio, continuando a perder tempo così, è di giungere alle fasi più critiche della discesa economica senza essere più in grado né di escogitare soluzioni tecnologicamente evolute, né (cosa ancor più grave) di poter costruire su vasta scala questo tipo di strumenti (ossia ad una scala adatta alle esigenze dell’attuale popolazione mondiale).

Una comunissima bicicletta è in grado di trasportare una persona allenata a distanze di centinaia di kilometri in giornata. L’efficienza di macchine di questo tipo, abbinata ad un approccio di stampo permaculturale, di risparmio energetico, di energie rinnovabili e di decrescita felice, può fornire un contributo significativo per un'era post-petrolifera in cui potrebbe perfino essere piacevole vivere.

Per chi fosse scettico al riguardo (posizione comprensibile e legittima) consiglio di dare un’occhiata a questo sito qui (in italiano) oppure a questo qui (in lingua inglese).


Un saluto a tutti dal Panda

venerdì 7 ottobre 2011

Banda larga, Green economy, PIL e tante domande curiose

Un rigoroso studio pubblicato da Ericsson in cooperazione con la Chalmers University of Technology ha dimostrato che, dati alla mano, ad un raddoppio della velocità della banda larga corrisponde un incremento dello 0,3% del PIL. Vale la pena essere chiari su questa notizia: gli autori del report hanno dimostrato che esiste una correlazione diretta tra crescita della rete e PIL. Uno 0,3% potrebbe sembrare poco, ma, tradotto in soldoni, si tratta di cifre stratosferiche. Per dare un’idea dell’ordine di grandezza, un raddoppio all’interno dei soli paesi dell’Ocse porterebbe ad un incremento di circa 126 miliardi di dollari. La notizia, già buona di per sé, è ancor più interessante considerato che i dati dello studio in questione provengono proprio da 33 nazioni dell’area Ocse (Italia compresa) e riguardano il biennio 2008 / 2010 (cioè un periodo assolutamente terribile dal punto di vista economico).

Ora, qualcuno potrebbe pensare che...

giovedì 6 ottobre 2011

Capire la CRISI SISTEMICA

Pandemica-mente aveva segnalato poco tempo fa il bel sito http://www.indipendenzaenergetica.it/ . Oggi il vostro Panda ritorna sull’argomento poiché i traduttori volontari di indipendenzaenergetica.it hanno compiuto un piccolo miracolo: hanno tradotto e sottotitolato il CRASH COURSE, ossia l’intero videocorso online per capire la crisi sistemica ideato da Chris Martenson (che nella versione inglese ha riscosso notevole successo). Si tratta di un corso approfondito, ma comprensibile per tutti, che permette di formarsi una conoscenza di base dell'economia, in modo da poter comprendere meglio i rischi che purtroppo stiamo correndo. Per chi si occupa di Picco del Petrolio e/o di Transizione, basti dire che la visione è suggerita da Rob Hopkins, il fondatore di Transition Towns.

Eccovi il link che vi rimanda direttamente all’intero videocorso (capitolo per capitolo) su YouTube:

http://www.youtube.com/playlist?list=PLB048101DAAD68046&feature=viewall


Buona visione a tutti dal Panda

mercoledì 5 ottobre 2011

La versione italiana di Wikipedia stroncata dal DDL intercettazioni

Il titolo appare così assurdo da sembrare una provocazione, ma purtroppo non lo è. Il Panda desidera quindi spendere 3 parole sull'argomento:

Neppure in Cina!

Vista l'estrema gravità della situazione italiana e la delicatezza della vicenda lascio che siano gli utenti di Wikipedia stessi a spiegare l'accaduto: qui.

P.S. - Non lasciamo che il diritto d'opinione si dissolva come neve al sole. Decreto Romani, delibera AGCOM, sentenze oltraggio, DDL intercettazioni... è mò basta! L'Italia non è questo!

Saluti a tutti dal Panda

martedì 4 ottobre 2011

Good News: Il mondo annega nei rifiuti? Attacchiamoci alla spina!

Per ogni cosa che compriamo, c'è sempre una o più confezioni che gettiamo nel cestino dei rifiuti senza trarne alcun vantagio. E' una seccatura ed uno spreco di spazio, denaro e risorse. Per non parlare della personalizzazione! Chi l'ha detto, ad esempio, che una confezione da 250 gr, 500 gr o 1 Kg di pastasciutta deve per forza essere la quantità di spaghetti che mi serve acquistare?

Anziché comprare prodotti preconfezionati, dove possibile, è ben meglio comprarli sfusi, non trovate? E' meglio per i nostri portafogli (che non sono costretti ad acquistare inutili confezioni), meglio per l'ambiente (che quelle confezioni non è costretto ad ingoiarsele a forza) e certamente è meglio per noi (raccolta differenziata o meno, buttar via tutte quelle confezioni non è poi questo gran divertimento). Pensate a tutte quelle buste, lattine, fusti, scatole, flaconi, ecc... che ogni settimana acquistate ed ogni settimana gettate via, in uno osceno spreco di tutto (compreso il vostro prezziosissimo tempo)!

Negli ultimi anni si sono diffusi negozi specializzati nella vendita sfusa o alla spina, una realtà che comincia ad apparire anche all'interno di alcuni negozi della grande distribuzione organizzata. Ecco quindi che il vostro affezionato Panda vi segnala un interessantissimo articolo di Wired, che dice con semplicità (e diverse informazioni utili) quel che c'è da dire al riguardo: qui. L'articolo di Wired già lo cita, ma il vostro Panda preferisce mettere ben in evidenza anche questo sito: http://www.washmaps.com/

Si tratta di una cartina dell'Italia interattiva che vuole idealmente raccogliere l'indicazione di tutti i punti vendita che offrono ai propri clienti la vendita alla spina di qualcosa. Il bello è che si possono liberamente segnalare i negozi che eventualmente ancora mancassero o apportare correzioni. Se ne conoscete qualcuno che non appare, quindi, non siate timidi, segnalatelo (potrebbe tornare utile a qualcuno). E se avreste sempre voluto provare questo genere di shopping ma non sapevate dove rivolgervi, questa può essere la vostra occasione per scoprire finalmente dove andare. Se infine vorreste provare, ma nella vostra zona non siete serviti, potreste sempre far circolare l'idea, chissà che, in questi tempi di crisi, qualche negoziante non colga lo spunto.

P.S. - La raccolta differenziata dei rifiuti ed il porta-a-porta vanno benissimo, ma se si può sradicare il problema alla radice e risparmiare anche qualche soldo meglio ancora! Una cosa non esclude l'altra ovviamente.

P.P.S. - Per rimanere in tema ecco un bel video per voi (su Youtube ne potete trovare tanti) :




Buona spesa e buon futuro a tutti dal Panda

lunedì 3 ottobre 2011

Internet mon amour

Ogni sito appare come un piccolo ed insignificante frammento, un granello quasi monoatomico, se confrontato alla vastità informativa di Internet. Questo strabordio di notizie è a stento rallentato dalla frammentazione linguistica presente sulla rete. Indiani, cinesi, giapponesi, i greci, gli arabi, i russi, ecc… scrivono non solo con lessici e grammatiche differenti, ma persino con alfabeti diversi dal nostro. Internet, sarà la rete globale di cui tutti parlano, ma ciò vale per i pc, non per gli utenti. Eppure, nonostante la babele linguistica, il flusso di notizie che la rete veicola è semplicemente incredibile. Se non ci fosse nemmeno questo grave impedimento, cosa avverrebbe? Chi lo sa...