venerdì 27 febbraio 2015

Reggionarra



La memoria e la pedagogia "ecosistemica" di Loris Malaguzzi (quello degli "asili migliori del mondo" di Reggio Emilia) sono mantenute vive e "partecipate" nell'evento culturale chiamato Reggionarra.

Può sembrare un'evento locale, ma la qualità del messaggio umano, culturale ed educativo (non solo per i più piccoli) che questa manifestazione ingloba, fa di essa un'evento di rilevanza internazionale che merita d'essere conosciuta, diffusa, sostenuta e "partecipata" (e non solo perché, una volta tanto, mette in luce l'Italia per un'eccellenza, anziché l'ennesimo "scandalo italiota", ma anche e soprattutto perché il mondo intero ha tanto da imparare dalla filosofia "sistemica" che sottostà al "Reggio Emilia Approach" derivato dalla pedagogia di Malaguzzi).

Il vostro affezionato Panda invita quindi tutti, ma proprio tutti, a partecipare a Reggionarra (che si terrà Sabato 23 e domenica 24 maggio 2015 a Reggio Emilia).

Ovviamente, contribuire (secondo le proprie possibilità e preferenze) alla campagna di crowdfunding associata a tale pregevole evento, mi pare un'ottimo modo per rendere la partecipazione non solo un'atto di "presenza" fisico e morale, ma anche (e non solo) un chiaro sostegno economico e... politico.

Per chi intendesse fare una donazione a sostegno di Reggionarra, quindi, ecco il link: qui .

Concludo, sostenendo convintamente che: se la politica può essere una cosa meravigliosa, allora Reggionarra rappresenta proprio una di quelle meraviglie. Una meraviglia che va al di la dei partiti, delle giunte e degli schieramenti. Una meraviglia che punta alla coesione umana, ancor prima che civile. Un'autentica e rarissima forma di amore, espressività ed intelligenza collettiva.

Facciamo in modo che sia sempre meno rara e sempre più meravigliosa. Insieme si può.
E gli incredibili risultati del passato lo dimostrano.

Buon futuro a tutti (grandi e piccini) dal vostro affezionatissimo Panda

Scala Mercalli, il nuovo programma di Rai3

Quanto segue non è un post del vostro affezionato Panda, ma un "copia-incolla" di un post di OggiScienza. Un post rilasciato in licenza Creative Commons (si veda il link alla fine dell'articolo per i dettagli). Un post che merita attenzione da un sito che merita attenzione su un programma televisivo che merita molta attenzione. Praticamente il massimo.

Buona lettura e buon futuro a tutti dal Panda
------------------------------------------------------------------------------ 


Da sabato 28 in prima serata su Rai3 un nuovo programma per parlare dei grandi temi ambientali, a cura di Luca Mercalli


scalamercalli-logo
AMBIENTE – Sabato 28 febbraio, parte Scala Mercalli, il nuovo programma di Rai3 dedicato ai grandi temi ambientali. Sei puntate in prima serata per comprendere i gradi della crisi ambientale ma per scoprire anche le vie possibili per la sostenibilità. Ne abbiamo parlato con Luca Mercalli, autore e conduttore del programma.
Come nasce l’idea di Scala Mercalli?
È un’idea che ho da diverso tempo, da circa dieci anni, da quando ho iniziato a collaborare conChe Tempo che fa. Mi resi conto che i temi ambientali erano ben accetti dal pubblico ma ci voleva però più tempo per approfondire, rispetto ai pochi minuti a disposizione, così ho proposto la mia idea alla Rai e quest’estate hanno deciso che era il momento di partire.
Per che pubblico è stato pensato il programma?
Vista la collocazione al sabato sera, penso a un pubblico per la divulgazione scientifica, abituato ad appuntamenti simili come Ulisse di Alberto Angela, tuttavia spero di raggiungere un pubblico giovane perché i problemi che tratto sono i problemi del futuro. Dai, diciamo che confido nei ragazzi che al sabato sera magari vanno in discoteca più tardi…
Quali saranno i temi trattati?
Tutti i grandi temi ambientali cercando però di entrare veramente negli argomenti. Troppo spesso si parla di tutto superficialmente, magari sull’onda dell’emergenza senza aver il tempo di approfondire. I temi saranno i cambiamenti climatici, i problemi dell’energia, dal petrolio alle rinnovabili, i rifiuti, la cementificazione, gli eventi estremi, il sovrasfruttamento degli oceani e delle foreste, l’inquinamento e tanto altro ancora.
Lei crede che oggi ci sia una reale percezione degli effetti sulla nostra vita di quello che stiamo producendo sull’ambiente?
Direi ancora forse no, tranne qualcuno che magari è stato toccato direttamente da un disastro ambientale o da un tipo di inquinamento, la maggior parte delle persone non se ne rende conto perché semplicemente sono dei sintomi ancora lontani , temporanei, spesso a scoppio ritardato. E quindi fare prevenzione prima che i sintomi siano evidenti non è così ovvio. È un po’ come per una malattia, per prevenire un infarto, la dieta la devi fare prima, ancora quando hai l’impressione di stare bene.
Nel programma si parlerà dei confini planetari, ci può spiegare che cosa sono?
Il nostro pianeta ha dei limiti in tutto quello che ci offre. Sia in termini di materie prime, sia in termini di capacità di smaltire l’inquinamento e i rifiuti che produciamo. Ora, questi limiti la scienza li ha individuati, quando vengono superati, come nel caso dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, esistono sempre delle conseguenze.
Il programma cerca anche di tracciare quelle che possono essere le vie per la sostenibilità. Quali sono e in che modo ne parlerete?
Sono molto semplici e non vado a inventare nulla. Anzi molte cose le conosciamo già. Sono gesti individuali, soprattutto quando parliamo di rifiuti ed energia, quindi azioni molto vicine alla vita di tutti noi. Poi ovviamente parleremo di iniziative più grandi come quelle portati avanti dai governi e dai progetti di ricerca a livello internazionale.
Si parla di governi, ci saranno riferimenti anche alla situazione italiana?
Ma certo, tenendo però sempre un taglio divulgativo, non sarà un programma d’inchiesta né un talk show politico. Si parlerà di argomenti legati al nostro paese con ricercatori, esperti e magari discuteremo anche di scelte politiche che non sono adeguate a questa sfida ambientale. Credo che faremo vedere l’incoerenza, perché noi italiani magari abbiamo anche ottime idee ma poi facciamo tutto e il contrario di tutto. A tal riguardo io mi rivolgo ai giovani non solo per raccontare le grane del pianeta ma perché assumano un atteggiamento politicamente attivo. Spero sempre che ci sia una certa pressione da parte dei cittadini e spero che la politica risponda.
Lei parla degli studi del Club di Roma, quanto sono stati importanti nella scrittura del programma?
L’Italia in tantissimi settori è spesso stata all’avanguardia, dalla ricerca scientifica al mondo culturale. E lo è stata anche con l’intuizione di Aurelio Peccei, a mio parere un grandissimo italiano, che aveva visto lungo e in sostanza aveva parlato dei grandi problemi ambientali ancora quarant’anni anni fa. Il Rapporto del Club di Roma, prende il nome da un gruppo di scienziati e intelettuali che furono riuniti da Peccei a Roma nel ’68, per dare un punto di vista multidisciplinare ai problemi del pianeta. Da qui nacque, in collaborazione con il MIT di Boston, il famoso libro I Limiti dello sviluppo che fu ampiamente screditato forse perché era troppo avanti nei tempi e dava fastidio a degli interessi economici. Nella prima puntata vedremo che gli scenari presentati dal Club di Roma erano sostanzialmente corretti. E allora riconoscendo che questa consapevolezza ecologista, in fondo, è nata proprio in Italia, perché non ci facciamo portatori di questa idea invece di continuare a mettere la testa sotto la sabbia?
Che tipo di programma sarà Scala Mercalli?
Un bel mix di un paio d’ore tra documentari, alternati a piccole lezioncine e interviste con gli esperti. Ci saranno circa una quindicina di servizi internazionali girati tutti dalla Rai, quindi non riprenderemo il classico documentario della BBC tradotto, vedrete materiale freschissimo di questi ultimi mesi.
Tornando a Aurelio Peccei era solito dire “bisogna lavorare con i giovani e tutta la popolazione a un’educazione anticipativa e partecipativa”. In quest’ottica quale pensa possa o debba essere, il ruolo dei mass media?
Per me è un ruolo fondamentale. Anche i grandi organismi delle Nazioni Unite come l’IPCC per quanto riguarda i cambiamenti climatici, sono consapevoli che ormai la scienza ha fatto la sua parte. Adesso se si vuol raggiungere dei risultati sono i cittadini che devono essere raggiunti, informati e spinti all’azione. Quindi penso che i mass media siano un anello fondamentale di questa catena che in certi casi direi proprio che manca, oppure se esiste spesso è difettoso.
Scala Mercalli non andrà in onda da uno studio qualunque…
Già, il programma verrà trasmesso dalla FAO, una delle grandi agenzie ONU che si occupa di cibo e agricoltura. Sarò con i piedi in una zona extraterritoriale, un grande palazzo a Roma dove lavorano più di duemila persone da tutto il mondo su progetti legati alla sostenibilità ambientale. Penso sia un bellissimo segnale.
Un’anticipazione sulla prima puntata?
Parleremo di clima, con un primato italiano, in fin dei conti un pezzo della meteorologia l’abbiamo inventata noi, parleremo di Peccei, del Rapporto dei limiti dello sviluppo e della sua attualità e poi vedremo degli esempi di economie alternative che non inseguono per forza la crescita.

sabato 14 febbraio 2015

Io sto dalla loro



Per saperne di più si veda qui.


Buon futuro a tutti (nessuno escluso o "perso per strada") dal Panda

mercoledì 4 febbraio 2015

Promemoria

Il vostro affezionato Panda desidera ricordare a tutti coloro che fossero interessati a questioni quali le crisi ambientali, l’esaurimento delle risorse naturali e la sostenibilità che, a partire dal 28 febbraio, Rai Tre manderà in onda una trasmissione che non ha precedenti.

In generale sarà un'occasione ghiottissima ed imperdibile per chiunque ami la divulgazione scientifica di qualità.

Per saperne di più... --> qui.



Buon futuro a tutti dal Panda

lunedì 5 gennaio 2015

Cos'è il cibo nell'attuale paradigma economico? Un po' di sana e satirica onestà.



Cos'è il cibo nell'attuale paradigma economico?

Lasciate che il mitico Natalino Balasso ve lo spieghi in questo suo "simpaticissimo" video.

Lo so, diffondere questa roba dopo i gran cenoni e le magnasse delle feste trascorse è un po' da fetenti, ma che volete farci? Un pizzico di cattiveria ci vuole pure per potersi gustare a fondo il dolce e l'amaro della vita.

In fin dei conti, pensateci bene, senza un pizzico di cattiveria, come si potrebbe essere genuinamente onesti e gentili? E senza onestà e gentilezza come si può intuire la realtà delle cose senza cadere in profonda e deprecabile depressione?

Quindi: grazie infinite Balasso e...

:-)

...buone crocchette a tutti dal Panda!

martedì 30 dicembre 2014

Buon 2015...

Buon 2015 ?!! 

Certo! Ossia:

I 10 più incredibili scandali all’italiana del 2014

Viviamo in un'assurda e ributtante distopia che chiamiamo eufemisticamente "quotidianità". In Italia è più evidente che altrove, ma è inutile farsi illusioni: l'attuale sistema economico, culturale e politico non funziona in nessun luogo al mondo. 

Sempre più spesso viene considerato "utopico" qualsiasi tentativo od ambizione d'apportare un qualsivoglia miglioramento. La nostra civiltà morente ha culturalmente e politicamente istituzionalizzato non solo corruzione, incompetenza, volgarità e stupidità, ma anche e soprattutto rassegnazione e cinismo, sapientemente mischiati ad un egoismo infantilizzato, massificato e compulsivo che sconfina nel patetico e nel drasticamente patologico.

Contemporaneamente si continua diffusamente a considerare "realistico" e/o "pratico" qualsiasi atteggiamento o pensiero che, di fatto, contribuisce a sostenere e rafforzare l'attuale status quo, benché praticamente chiunque, a vari livelli, sia perfettamente conscio che l'attuale status quo sia insostenibile. Una posizione assolutamente ideologica (ma quasi sempre inconsapevolmente) che fa del rovesciamento del significato delle parole e della fuga nelle speranze e nelle pie illusioni la sua unica fonte logica. 

Del resto, se la nostra civiltà è morente, ci sarà pure un perché. 

O, per meglio dire, di "perché" ce ne sono parecchi. 

Una parte (come spesso ripetuto in questo blog) sono "perché" grettamente materiali e sono dei "perché" che hanno a che fare con questioni come il picco del petrolio, il riscaldamento globale, l'inquinamento, la perdita di biodiversità e, più in generale, con l'esaurimento delle risorse planetarie economicamente sfruttabili.

L'altra parte dei "perché" la nostra civiltà stia per defungere è invece di natura cognitiva e "comportamentale" ed ha a che fare con quello che le persone si attendono dal futuro e con quello che pretendono dalle istituzioni a cui competono gran parte delle decisioni importanti riguardanti quello stesso futuro collettivo. Questa parte dei "perché" ha quindi a che fare con argomenti quali la propaganda dell'attuale paradigma economico, il tasso di disuguaglianza sociale, il tasso di corruzione e la distrazione di massa da qualsiasi argomento abbia una forte valenza pratica per milioni di persone.

Questi due gruppi di "perché" si influenzano reciprocamente rafforzandosi l'un l'altro e strizzano questo pianeta in una morsa sempre più stretta. Finché il pianeta si spezzerà, soffocherà e morrà. Il ché, senza drastici interventi correttivi, avverrà presto.

Premesso che il vostro affezionato Panda non è cattolico né religioso, ciò non di meno ha l'ardire di affermare che: 

se il pianeta non morrà, sarà solo merito degli uomini di buona volontà...

...ma non di tutti gli uomini di buona volontà. Solo di quelli che hanno deciso di fare qualcosa anziché rimanere a guardare il pianeta cadere a pezzi senza muovere un dito. Il vostro affezionato Panda, a costo di passare per un catastrofista, saccente e moralista, conclude con le parole del grande Martin Luther King:

"Non ho paura della cattiveria dei malvagi, ma del silenzio degli onesti".

Se quanto fin qui espresso dal vostro amico Panda vi è parso eccessivamente banale e generico, allora vi invito a guardare in profondità all'origine del male e poi ditemi se "lui" non ha argomentazioni persino più banali e generiche delle mie una volta sfrondato delle illusioni e dei giochi di parole con cui ama tanto mascherarsi qualsiasi disonesto grande o piccolo che sia.


Buon futuro a tutti (onesti e non) dal vostro affezionato Panda

martedì 16 dicembre 2014

Favelas, ghetti, arte e barbecue



Ogni commento da parte del vostro affezionato Panda sarebbe inutile, superfluo. Un video semplicemente da vedere e da gustare.

Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

mercoledì 26 novembre 2014

Scala Mercalli - un piccolo/grande terremoto che scuoterà la televisione italiana

Oggi il vostro affezionato Panda vi offre un piccolo scoop: sabato 28 febbraio 2015 andrà in onda su Rai3 la prima puntata di "Scala Mercalli", il nuovo programma condotto (come il titolo stesso lascia immaginare) dal mitico Luca Mercalli, meteorologo di fama, noto ai più per i suoi appassionati interventi alla trasmissione "Che tempo che fa".

La nuova trasmissione dovrebbe trattare abbondantemente di temi assai cari al vostro affezionato Panda (esaurimento delle risorse, cambiamenti climatici, ecc...).

Un'occasione senza precedenti ed assolutamente da non perdere per chiunque segua queste tematiche con attenzione e passione. Ed un'occasione ancora più irripetibile per chi non ne ha mai sentito parlare.


Buon futuro a tutti dal Panda

martedì 25 novembre 2014

Il respiro della Terra reso visibile dalla... Nasa



Questo "visivamente" meraviglioso filmato della NASA è in inglese, ma altrettanto meravigliosamente sottotitolato in italiano grazie al prezioso lavoro di traduzione del mitico maxrupo.

Per chi non fosse pratico di YouTube e non vedesse i sottotitoli, nessun problema: per vederli basta cliccare sul tasto a forma di "ruota dentata" in basso a destra (che appare subito dopo aver lanciato il filmato). Poi basta selezionare i sottotitoli in italiano (vedi immagine sottostante).



Buona visione e buon futuro a tutti dal Panda

lunedì 24 novembre 2014

Don Ciotti: "Il cibo deve essere uno strumento di liberazione"



Lotta alla criminalità organizzata, cibo come riscatto sociale, come cultura e come atto di libertà, come gesto spirituale e materiale. Questo e tantissimo altro in questo stupendo e breve filmato. Difficile per me aggiungere qualcosa, salvo, ovviamente, che merita d'essere visto ed ascoltato attentamente.

Il vostro affezionato Panda augura a Don Ciotti ogni bene e a tutti una buona visione ed un buon futuro.